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Pistol 1×01 – Track 1: The Cloak Of InvisibilityTEMPO DI LETTURA 4 min

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Pistol 1x01 recensioneNever Mind the Bollock, Here’s the Sex Pistols. Un album ed una band che non hanno bisogno di presentazioni.
Agosto 1975: il diciannovenne John Lydon (poi ribattezzato Johnny Rotten per via dei suoi vari denti marci) bazzica le strade di King’s Road indossando una lurida t-shirt dei Pink Floyd con l’aggiunta a penna “I Hate” sopra il nome del gruppo. Il suo aspetto attira l’attenzione di Malcolm McLaren che lo presenta a Steve Jones e Paul Cook.
Il resto è storia della musica e di un’intera generazione.
I Sex Pistols sono durati pochissimo in termini di carriera (dall’autunno del 1975 fino al gennaio 1978), ma il loro impatto è stato talmente grande che vengono ricordati ancora adesso come una delle più importanti punk band di sempre.
Pistol, la nuova miniserie creata da Craig Pearce e diretta da Danny Boyle, racconta della travagliata odissea del gruppo, dal primo incontro con il loro manager Malcolm McLaren fino alla fine di una carriera che ha sancito anche la fine di un’era.

SEX AND THE SWANKERS


“Track 1: The Cloak Of Invisibility” trasporta il pubblico direttamente in una Londra depressa e decadente di metà anni settanta. L’espansione post seconda guerra mondiale stava scemando e i Paesi Occidentali stavano affrontando un periodo di crisi e recessione.
Steve Jones, un ragazzo senza fissa dimora, trascorre le sue giornate a rubare e suonare con la sua rock band, gli Swankers. Steve viene dipinto fin da subito come un ragazzo problematico, insicuro, con bassissima autostima dovuta anche ai traumi fisici e psicologici sofferti da bambino.
Nonostante il marcio dal quale proviene, Steve fa subito breccia nel cuore di chi lo incontra per la prima volta. È questo il caso di Vivienne Westwood e il compagno Malcolm McLaren, quest’ultimo interpretato da Thomas Brodie-Sangster (Game Of Thrones). I due, infatti, gestiscono un negozio di abbigliamento chiamato “SEX” (cambierà svariate volte nome nel corso degli anni) e prendono subito in simpatia Steve. Malcolm decide di diventare il manager degli Swankers ed organizza un concerto con pochi intimi, ma fondamentale per la loro carriera.

DANNY BOYLE: THE RIGHT CHOICE


Per raccontare una storia come quella dei Sex Pistols, il nome più adatto è sicuramente quello di Danny Boyle, regista inglese audace e sperimentale. Film come Trainspotting, The Beach, 28 Giorni Dopo sono solo alcuni esempi dello stile visionario e frenetico del cineasta britannico.
Pur avendo attraversato diverse fasi, anche le più commerciali con Slumdog Millionaire, Danny Boyle è rimasto fedele a sé stesso nel raccontare storie dal grande potere visivo e non solo.
“Track 1: The Cloak Of Invisibility” è, dunque, la quintessenza dello stile Boyle con ritmo e riprese frenetiche, continui cambi di piano e di prospettiva e la costante musicale ad accompagnare il tutto. La regia, inoltre, viene sublimata da una fotografia grezza e sporca, così da rendere ancora più realistica la rappresentazione.
Per i neofiti di Boyle, la visione potrebbe risultare parecchio disordinata e confusionaria, ma è proprio questo lo stile vincente della serie.

THERE’S NO FUTURE IN ENGLAND’S DREAMING


Il punk, oltre ad essere un genere musicale, è stato essenzialmente un movimento culturale e sociale. Nato prima negli Stati Uniti, con artisti denominati “proto-punk”, come Iggy Pop, The Stooges, New York Dolls, Talking Heads, il punk sbarcò poi nel Regno Unito.
Come detto precedentemente, fu proprio l’intuizione di Malcolm McLaren a generare l’ondata punk britannica che avrebbe lanciato nel firmamento musicale moltissime band, tra cui i Sex Pistols.
Il punk si proponeva di rompere gli schemi e gli archetipi socio-culturali già esistenti, in un impeto anarchico in cui tutti potevano fare quello che volevano, quando volevano, nel modo in cui volevano. Decadenza, nichilismo e ribellione divennero capisaldi del movimento che influenzavano anche i testi delle canzoni sempre più audaci e provocatori.
Lo Steve Jones dipinto in questo primo episodio ben si amalgama con questi presupposti. Toby Wallace, infatti, interpreta perfettamente un reietto della società, senza lavoro, senza casa e abusato dal suo patrigno. Un ragazzo schiacciato dal peso della vita, senza via d’uscita se non la musica con cui sfogarsi e sputare fuori tutto il veleno nascosto dentro di sé.
Johnny Rotten nella sua autobiografia ammetterà candidamente di come da bambino vedesse la madre bollire le siringhe per l’eroina su un pentolino. Da tutto questo degrado e disagio interiore nacque una delle band più provocatorie, folli, marce e deliranti della storia.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia di Danny Boyle
  • Colonna sonora
  • Filtro anni ’70
  • Il casting
  • Pilot partito leggermente in sordina, ma d’altronde, la storia dei Sex Pistols non comincia con Johnny Rotten o Sid Vicious

 

Pistol racconta la nascita e il declino di una delle punk band più famose di sempre. Tra decadenza, degrado e ribellione, “Track 1: The Cloak Of Invisibility” affida a Danny Boyle il compito di dipingere l’inizio dei Sex Pistols e del movimento punk.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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