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The Sandman 1×06 – The Sound Of Her WingsTEMPO DI LETTURA 5 min

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The Sandman 1x06“Vorrei incontrarti fra cent’anniTu pensa al mondo fra cent’anniRitroverò i tuoi occhi neriTra milioni di occhi neriSaran belli più di ieri”
[Ron – Vorrei incontrarti fra cent’anni]

“The Sound Of Her Wings” rappresenta uno spartiacque nella prima (e si spera non unica, benché manchi la conferma del rinnovo) stagione di The Sandman. Uno spartiacque particolare, che racconta due vicende a sé (prese da momenti diversi del fumetto) e che non sembra concedere spiragli all’avanzamento della trama orizzontale. Questo non vuol dire che si tratti di un brutto episodio, anzi: si può dire che in un certo senso questa pausa nella narrazione contenga in sé il significato più profondo dell’opera di Neil Gaiman, il suo gusto per le storie e la sua volontà di umanizzare esseri immortali e divini quali gli Eterni.

HYPNOS E THANATOS


Sin dall’antica Grecia il Sonno e la Morte sono stati considerati fratelli. Forse perché sono due stati così simili, per quanto il primo momentaneo e il secondo definitivo (a meno che non fai Gesù di nome e Cristo di cognome o non sei Goku). Tutto ciò è ben noto a Gaiman, autore colto e fine conoscitore delle mitologie mondiali e, di conseguenza, non stupisce che nella sua opera abbia voluto mostrare il legame, sia “biologico” sia emotivo, fra Sogno e Morte. Nello specifico lo ha fatto nell’ottava storia che compone il primo volume, “The Sound Of Her Wings”, che vede Morfeo incontrare sua sorella dopo aver recuperato anche il rubino dei sogni.
La trasposizione non tradisce l’impostazione della storia originale: Morfeo accompagna Morte nelle sue quotidiane visite ai moribondi, che danno vita a tante piccole e struggenti storie. Il momento del trapasso è descritto con toni amari ma al contempo poetici e Morte si distacca nettamente dalla figura tenebrosa della tradizione occidentale, assumendo i tratti di una ragazza gentile e cordiale che guida per mano le anime verso la loro destinazione ultima.
C’è da dire che anche questo personaggio è stato soggetto al solito e oltremodo criticato race swap tipico delle produzioni netflixiana. Tuttavia, come nel caso del cambio di sesso di Johanna Constantine, la levata di scudi dei puristi appare esagerata e inutile: Kirby Howell-Baptiste regala un’ottima performance e il look di Morte visto nel fumetto originale non avrebbe avuto al giorno d’oggi lo stesso impatto avuto all’epoca (si parla del “lontano” 1988). Inoltre, dietro la produzione c’è Gaiman stesso: chi si arroga il diritto di avere più voce in capitolo dell’autore stesso del fumetto?

WHO WANTS TO LIVE FOREVER?


La seconda parte dell’episodio adatta invece la storia “Men Of Good Fortune”, la tredicesima storia presente nel volume “The Doll’s House”. Anche questa è una vicenda indipendente che ha sempre a che fare con la morte, e forse è per questo che si è scelto di unirla alla precedente.
Protagonista qui è Robert Gadling, avventore di una taverna londinese che nell’anno del Signore 1389 riceve da Morfeo un curioso dono: quello di non morire mai. E ogni cento anni, esattamente nello stesso giorno e nello stesso luogo, lui e il signore dei sogni si incontreranno per sapere cosa significa per un mortale vivere in eterno.
Il bizzarro patto fra i due offre l’occasione per mostrare, in uno dei modi più geniali mai visti sullo schermo, l’evolversi della civiltà umana negli ultimi seicento anni: si passa dai tempi bui della guerra dei cent’anni alla sfavillante età elisabettina, dagli echi della rivoluzione francese alla Londra vittoriana spaventata dagli omicidi di Jack lo Squartatore. L’espediente narrativo consente anche di portare in scena personaggi storici come Geoffrey Chaucer, Christopher Marlowe e William Shakespeare, oltre a concedere una breve comparsata a Johanna Constantine, l’ava di quell’altra Johanna Constantine vista in “Dream a Little Dream of Me”.

RIEMPITIVO SOLO IN APPARENZA


“The Sound Of Her Wings” può sembrare uno dei classici episodi filler inseriti solo per prendere tempo, ed effettivamente se lo si valutasse in relazione alla trama orizzontale sarebbe così. In realtà è una puntata fondamentale per conoscere l’ambientazione e i personaggi.
Innanzitutto, dà informazioni sui rapporti all’interno della famiglia degli Eterni. Lo spettatore scopre che Morfeo e Morte sono parecchio legati e che ci sono degli screzi con Desiderio. Lungi dall’essere le perfette e immacolate divinità dei monoteismi, gli Eterni sono più simili agli déi greci: mossi dagli stessi desideri e dalle stesse pulsioni degli umani, fra cui la simpatia, l’amore e l’odio.
Questo processo di umanizzazione appare ancora più evidente quando la strada di Morfeo intreccia quella di Robert Gadling. Se di primo acchito si può pensare che il tema della vicenda sia il senso della vita e della morte, in realtà il fulcro della vicenda riguarda il tema dell’amicizia. Può un essere eterno e divino provare anche questo sentimento? E può trovare qualcuno degno di chiamare “amico”? Sogno ci mette qualche secolo per capirlo, e sicuramente la prigionia in casa Burgess ha contribuito, ma alla fine realizza che la risposta è sì: anche un Eterno può avere qualcuno da chiamare “amico”.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’episodio unisce efficacemente due storie indipendenti accomunate dal tema della morte
  • Kirby Howell-Baptiste convincente nei panni di Morte
  • Carino vedere lo scorrere della civiltà umana attraverso i secoli
  • Guest star poetiche di un certo livello
  • Morfeo finalmente trova un amico
  • Maggiori informazioni sui rapporti tra Morfeo e gli altri Eterni
  • Il cambio di etnia di Morte potrebbe scontentare i puristi più ottusi

 

Completata la quest dei tre oggetti da cui deriva il potere di Sogno, The Sandman si concede una pausa narrativa, una vicenda apparentemente inutile alla storia orizzontale che tuttavia racchiude in sé l’essenza dell’opera gaimaniana e mostra il lato più umano degli Eterni.

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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