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R.I.P. (Recenserie In Peace) – One Tree HillTEMPO DI LETTURA 6 min

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There is only one Tree Hill and it’s your home.

Era il lontano 2003 quando sul panorama televisivo faceva capolino questa serie tv, creatura di Mark Schwahn e targata CW. Peyton, Lucas, Haley, Nathan e Brooke sono i protagonisti principali di questo teen-drama fatto di passioni, sogni, desideri ed aspettative che fanno da sfondo alla vita di questi giovanissimi e bellissimi ragazzi dalle vite apparentemente perfette. Infatti dietro il bel fisico, i bei sorrisi e il far parte dell’élite del liceo, si nascondono degli adolescenti semplici e con tanti problemi.
Però non sono solo ragazzini e storie da college gli ingredienti che rendono questa serie tv complessa ma al tempo stesso semplice da comprendere. Infatti grazie alle trame e alle storie raccontate, a volte è possibile prendere anche spunto per poter fare delle riflessioni. I sentimenti sono, come in ogni teen-drama che si rispetti, l’aspetto maggiormente approfondito, e quindi i personaggi fanno un viaggio alla scoperta dell’amore in tutte le sue sfaccettature, da quello romantico a quello che si prova verso un genitore o un amico. Temi complessi e a volte anche socialmente utili vengono più volte sfiorati, quindi abbiamo affrontato con loro il lutto, la droga e la violenza sulle donne, e queste sono solo alcune delle tematiche toccate. Particolarmente apprezzabile il fatto che tutte queste cose, tranne forse il lutto che è stato approfondito con la giusta delicatezza, sono state affrontate con toni leggeri, senza diventare soffocanti e noiosi. D’altronde è un teen drama, mica un film francese.
Ben 10 anni passano dalla prima all’ultima puntata di questa serie tv, e per tutto il tempo a rappresentare i sogni di questi ragazzi ci sono il basket, la musica e l’arte in generale.
Osservando più da vicino i character possiamo scoprire cheerleader, giocatori di basket o artisti talentuosi, in pratica dei ragazzi con tanti sogni e aspettative come possono essercene migliaia intorno a noi, se non addirittura noi stessi. Affascinati dalle storie e dagli intrecci molti di noi spesso avrebbero voluto essere come uno di loro, eppure riflettendo attentamente si può capire che spesso lo siamo stati. Per quanto si trattasse di un telefilm, personalmente credo che ognuno di noi almeno una volta si sia ritrovato in uno o più situazioni vissute dai ragazzi di Tree Hill. Ma passiamo al cuore del telefilm: i personaggi.
Lucas, una passione grande per il basket e con un grande sogno, un problema di salute e la rivincita con la scrittura. Un ragazzo indeciso e più volte conteso tre le fanciulle più carine: triangoli amorosi, prendersi e lasciarsi per poi capire, solo dopo molte stagioni, a chi apparteneva il suo cuore. Una grande mamma alle spalle, che rappresenta al meglio una donna coraggiosa ed emancipata, che l’ha cresciuto da sola sacrificandosi e lottando ogni giorno per dare al figlio tutto quello di cui aveva bisogno, insegnandogli anche ad essere una brava persona. Una mamma grintosa e una sensibilità grande fanno di Lucas un personaggio semplice di cui ogni ragazza potrebbe innamorarsi.
Un turbinio di emozioni, il tormento, un’arte chiamata musica e un talento come il disegno: questa è Peyton Sawer. Meravigliosamente affascinante e introspettivo, questo personaggio è stato caratterizzato da mille sfaccettature, mille aspetti complessi ed estremamente articolati. Lei, forse maggiormente rispetto ad altri personaggi ha saputo raccontarci una storia di forte impatto emotivo. L’adozione, la morte della prima mamma, il conoscere Ally e perderla poco dopo, ritrovarsi per poi perdersi nell’infinito. E chi non è rimasto toccato dalla storia delle sue mamme, chi non ha versato una lacrima nell’istante in cui getta al vento le ceneri di quella donna che le aveva dato la vita, e che solo in quell’istante chiama mamma per la prima volta. L’amore per l’arte e lo spingere le sue emozioni oltre il limite, sentirle sulla propria pelle isolandosi tutta sola con la sua musica, ecco il profilo di Peyton, un personaggio complesso con delle esperienze che molti di noi purtroppo possono capire.
Lei è talentuosa, matura ed è la secchiona della scuola, ovviamente parliamo di Haley James. Ragazza decisa che sa cosa vuole dalla vita, ha un sogno nel cassetto ma commette anche degli errori. Ovviamente quando parliamo di lei non possiamo non associarla a Nathan che con lei condivide molti aspetti caratteriali e difatti sono le anime gemelle per eccellenza di questa serie tv. Una coppia ben assortita che nel corso delle stagioni vive alti e bassi e racconta la storia di due adolescenti che dopo essersi sposati troppo presto maturano insieme e riescono a superare le grandi avversità della vita.
Sensibile, generosa e con un’adolescenza movimentata: Brooke. Coinvolta nel triangolo amoroso più imponente della tv, questa ragazza fa un percorso di grande maturazione personale e professionale. Con la sua semplicità ci racconta la vita di una ragazzina in balia di se stessa con dei genitori completamenti assorti da loro stessi. Il personaggio di Brooke rispetto ad altri viene sviluppato in maniera completa e articolata. Bella, carina e popolare riesce ad avere i ragazzi più belli di Tree Hill, e il suo successo con la moda ha fatto sognare molte ragazze con le stesse ambizioni.
Un giro in macchina sulla Comet con Peyton, due tiri a River Court con Lucas e Nathan, una cantata con Haley e un pomeriggio di shopping con Brooke: quanti di noi avrebbero voluto essere a Tree Hill per fare tutto questo?
Oltre i protagonisti principali gli autori hanno saputo inserire personaggi secondari di tutto rispetto, che hanno saputo entrare nel cuore dei telespettatori, ovviamente parliamo di Mouth, Skills e Keith Scott.
Come in ogni serie tv anche a Tree Hill c’è un personaggio negativo che si oppone, nello stile di vita e nei gesti, ai protagonisti: Dan Scott.
Su questo personaggio l’autore ha fatto un lavoro eccezionale, complesso, estremamente articolato e di difficile comprensione, Dan riesce a fare un percorso completo e la puntata dedicata a lui (l’episodio 9×11 dal titolo “Danny Boy”), è una delle migliori create in nove stagioni. Lacrime, redenzione e una spiegazione a tanti perché hanno concluso la storyline di Dan Scott in maniera quasi perfetta (sei il mio più uno…).
In linea generale questa serie tv si divide essenzialmente in due parti: gli anni dell’adolescenza e del liceo, e l’età adulta, e sia gli autori che gli attori seguono il cambiamento in maniera perfetta.
L’unica pecca dell’intera serie tv potrebbe essere quella relativa alle ultime tre stagioni che subiscono la mancanza di due protagonisti importanti: Lucas e Peyton. Il legame instaurato con il pubblico comincia a vacillare con l’addio della coppia e purtroppo il risultato è la perdita di una buona fetta di fans. Per quanto i personaggi subentrati fossero interessanti, purtroppo non sono riusciti a consolidare l’affetto dei telespettatori che pur seguendo le loro vicende non riescono a rimanerne coinvolti.
Concludo dicendo che questa serie tv è stata una colonna portante per la CW e un prodotto ben riuscito e che si lascia ben vedere. Per quanto di trattasse di un teen-drama si può dire che il telefilm sia cresciuto con i personaggi, riuscendo anche a seguire la maturità del pubblico. I dialoghi sono fluidi e l’ironia qua e la è garantita (in particolare quando viene aggiunto il piccolo Jamie), i temi affrontati sono variegati e approfonditi nella giusta maniera. Insomma, risate, lacrime, grandi amori e tematiche importanti fanno di questa serie tv un prodotto adatto ad un pubblico variegato. Questo telefilm è entrato nel cuore dei suoi fans perché parla di persone normali, come noi: non ci sono poteri magici, nessun personaggio ricco sfondato senza problemi economici; insomma, One Tree Hill parla di, ed a, persone comuni.
Nei momenti di noia o di malinconia non c’è niente di meglio che guardarsi una puntata di One Tree Hill per ritrovarsi a fare due risate e due chiacchiere a River Court con Lucas e tutti gli altri.

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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