La scorsa recensione si era chiusa con un’attesa ben precisa: la reazione di Jackson Lamb non appena scoperto dell’incidente con protagonisti River e Coe e culminato con la morte di Gimball.
Inutile dire che l’attesa è stata ampiamente ripagata. Il dialogo di Lamb con River (e con un Coe in secondo piano che acquista sempre più spessore comico) è da tipico manuale Slow Horses. Una conversazione delirante dove traspare benissimo l’esasperazione di Lamb e la crisi personale di un River sempre più sull’orlo del precipizio isterico.
Normale amministrazione per i membri della Slough House, dunque.
River: “And just stop fucking eating cherries!”
SURROUNDED BY LOSERS
La sigla di Slow Horses, diventata sin dalla prima stagione un marchio di fabbrica della serie, è cantata niente meno che da Mick Jagger che ha scritto il testo appositamente per lo show di Apple TV+. Nella stesura di Strange Game, nome della canzone, Jagger ha detto di essersi approcciato con cognizione di causa in quanto già lettore dei libri di Mick Herron e, quindi, già a conoscenza di caratterizzazione e dinamiche dei personaggi. Da qui, ne è emerso un testo che sa davvero cosa sta raccontando.
Un’introduzione alla sigla necessaria per dare contesto a questo quinto episodio. Stranamente, infatti, per questa volta le parole cantate da Jagger possono essere usate per riferirsi ad altri personaggi della serie che non fanno parte della Slough House.
Che il personaggio di Claude Whelan non fosse la più acuta mente dell’MI5 era già ampiamente emerso sin dalla scorsa stagione, ma dandogli più spazio in questi episodi viene fuori una totale esasperazione della sua incompetenza.
“Circus” mette in primo piano la figura di Whelan, attualmente in carica come “First Desk”, posizione tanto agognata da intere stagioni da Diana Taverner. Il raggiro di Tara è solo l’apice di un episodio dove Whelan ha cercato in tutti i modi di prendere il sopravvento e, per alcuni minuti, era forse anche riuscito a “convincere” il pubblico di avere in mano la situazione. Ovviamente, tutto è sfociato in un bel disastro operativo, consegnando il personaggio di Claude dritto nella hall of fame dei “losers”.
BLIND YOUR ENEMY
“This country is fucking mad.”
Il piano dei terroristi, intanto, procede spedito, con la complicità di Whelan, certo, ma anche grazie ad una preparazione ben ponderata. Roddy non è dunque stato l’unico obiettivo da parte della squadra terroristica per arrivare ai loro piani, dato che Tara era ben a conoscenza anche dei punti deboli di Whelan.
La costruzione dell’episodio è avvenuta in un ottimo crescendo, con il personaggio di Tara che passo dopo passo si lascia scoprire dallo spettatore. La prima immagine della donna è ben giocata, con rabbia e paura che lasciano un’impressione non innocente, ma neanche completamente invischiata. Con lo scorrere delle scene, poi, appare sempre più chiaro il cambio di rotta del personaggio, fino ad arrivare all’ottima scena finale in cui Tara scopre le sue carte e scompare letteralmente dai radar.
Un momento ben costruito in scena, dove l’operazione portata avanti dagli agenti è risultata coinvolgente, con lo spettatore in attesa del momento in cui tutto sarebbe fallito. La costruzione emotiva della scena, con la giusta tensione, nonostante l’inevitabile debacle, ha funzionato egregiamente, non lasciando pesare l’assenza di nessun protagonista principale in azione.
Con un solo episodio rimasto, il pericolo in cui incorre la città è imminente, mentre l’MI5 viene reso cieco dalla rete terroristica. Si spera solo che nel season finale la squadra di Lamb entri maggiormente in azione. A modo loro, certo.
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Un solo episodio e poi anche questa stagione sarà conclusa. Il rinnovo già in tasca per una sesta e settima stagione al momento non consola dal fatto che, per quest’anno, sia già quasi finita.
