Star Trek: Discovery 5×05 – MirrorsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Star Trek Discovery 5x05 RecensionePotrebbe forse passare il messaggio che chi scrive goda del sottolineare continuo degli errori, delle sbavature e delle scelte artistiche e narrative poco felici che accompagnano Star Trek: Discovery ormai da anni. Tuttavia, non è assolutamente così.
L’unica fortuna dello show di Kurtzman e Fuller è quella di rientrare all’interno di un franchise più grande come quello di Star Trek, in cui magari i fan, per completismo, non rigettano via niente, guardando anche i prodotti meno riusciti che sono in circolazione.
Se questa serie si fosse chiamata solo Discovery non sarebbe probabilmente mai arrivata ad una quinta stagione con la maggior parte degli spettatori che l’avrebbe già abbandonata da un pezzo. Ad ogni modo, l’essere una stagione finale, ha reso quest’ultimo ciclo di puntate più interessante, più per capire come va a finire che per ciò che viene mostrato su schermo. E parlando di scelte poco felici, si può apprezzare la riduzione di episodi a dieci, seppur anche dieci sembrano essere ancora troppi, visto che lasciano fin troppo spazio per perdite di tempo e storyline secondarie che non interessano nessuno.

FILLER SCANSATO


Dal titolo dell’episodio, “Mirrors”, era lecito attendersi un gustoso episodio filler. Spesso l’escamotage dell’Universo Specchio viene utilizzato nelle serie di Star Trek per realizzare un episodio spiccatamente verticale dedicato ad esplorare un universo letteralmente “al contrario”, in cui la specie umana si è evoluta in un Impero Galattico, piuttosto che in una Federazione. Fortunatamente non è questo il caso, e sarebbe stato grave anche il contrario, visto che proprio la settimana scorsa Burnham si era dedicata ad una missione riempitiva causata dal cronoragno.
Stavolta l’Universo Specchio porta avanti leggermente la trama orizzontale, seppur anche stavolta ad andare in missione è sempre il solito capitano Michael Burnham, accompagnata da Book, più per risolvere i loro problemi personali che per competenze tecnico-scientifiche. All’interno di un wormhole instabile viene ritrovata una versione dell’ISS (Imperial Star Ship) Enterprise, con a bordo Moll e L’ak, riusciti a mettere per la prima volta in anticipo le mani su un indizio verso i Progenitori. È interessante in questa fase tutta la backstory relativa all’Impero Terrestre, da cui alcuni ribelli sono fuggiti a bordo di – guarda un po’ – l’Enterprise, dando anche succosi indizi di vecchia data sullo Spock di quell’universo.

FRATELLI


Una tematica, solo parzialmente esplorata, è un curioso parallelismo messo in piedi durante “Mirrors”. È ormai noto che Moll sia una sorta di sorellastra di Cleveland Booker V, che ha ereditato il nome da Cleveland Booker IV proprio dal padre della villain umana. Booker IV era infatti un corriere, una sorta di intermediario all’interno della gran confusione della politica galattica nel post-Grande Fuoco. Anche il personaggio interpretato da David Ajala svolgeva originariamente questo mestiere, prima di innamorarsi e venir reclutato come “consulente” della Flotta Stellare, prendendo il nome dal suo mentore, già padre di Moll che, a differenza di Book, continua a vivere di espedienti criminali.
La comparsa dell’ISS Enterprise è invece l’occasione per far riemergere il legame fraterno che lega Michael e Spock, uno dei punti migliori della seconda stagione, che inevitabilmente è stato perso con la traslazione temporale nel XXXII secolo. L’amore che lega due fratelli, lontani nello spazio-tempo, e anche in due universi distinti per l’occasione, incoraggia Book a far ritornare sui propri passi la sorella perduta. Il tentativo non darà l’effetto sperato, ma è facile immaginarsi un ribaltamento di fronte da qui al termine della serie.

ANCHE I CATTIVI AMANO


L’elemento più importante che emerge dalla visione di “Mirrors” è, però, l’approfondimento dedicato ai due antagonisti, finora paragonabili a semplici figuranti nel cast. Viene dunque svelata la loro origine, da dove nasce la loro relazione e, soprattutto, tutto ciò che riguarda L’ak. L’ak è infatti un Breen, specie da sempre accompagnata nel mistero sin dalla prima apparizione in Deep Space Nine, dove erano alleati del Dominio di cui però nessuno conosceva l’aspetto.
Discovery va quindi a barrare una riga sui quesiti irrisolti della lore di Star Trek per poi far emergere come proprio la specie Breen, interessata malevolmente a scoprire maggiori informazioni sui Progenitori, possano essere i veri antagonisti di questa stagione conclusiva. Una soluzione certamente più credibile rispetto al far scontrare l’intera Flotta Stellare contro due criminali indipendenti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nuove informazioni sulla lore dell’Universo Specchio
  • Poteva essere un filler ma non lo è stato
  • Rivelato l’aspetto dei Breen
  • C’è un nemico più grande
  • Guarda un po’, proprio l’Enterprise
  • Le missioni le fa tutte Burnham
  • Smielati anche Moll e L’ak, a questo punto si spera che i veri antagonisti siano altri
  • Ancora una volta lacrime, discorsi forzatamente emozionanti e poca sostanza narrativa, poco conflitto
  • Poco approfondito il parallelismo dei fratelli tra Michael e Booker

 

Qualche informazione succosa per i fan di lunga data non riesce a sollevare una stagione che, giunta al giro di boa, sembra voler continuare sulla deludente falsariga delle precedenti. Curiosità per come finiranno le avventure dei protagonisti, ma solo perché chi la guarda segue la saga di Star Trek.

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Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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