“Chapter Four: Sorcerer” è, senza alcun dubbio, il miglior episodio di questa prima metà parte della 5° stagione di Stranger Things. Dopo tre capitoli caratterizzati da un ritmo altalenante e da una certa sensazione di attesa prolungata, questa puntata (lunga ben un’ora e ventisei minuti) rappresenta finalmente una svolta concreta nella narrazione. Merito di un finale che alza drasticamente la posta, di un necessario e riuscito “power up” di Will Byers, e di un confronto estetico e narrativo con Vecna che trasmette quella tensione epica che la stagione sembrava rimandare da troppo tempo.
È l’episodio che rimette in moto il motore della serie, pompando energia e progressione dopo un avvio decisamente prudente.
UNA SVOLTA NECESSARIA PER LA STAGIONE
L’elemento più riuscito di “Chapter Four: Sorcerer” è la sua capacità di dare finalmente un’accelerazione tangibile agli eventi. Il percorso di Will trova un momento di svolta che i fan aspettavano da anni, riportando il personaggio al centro del conflitto principale. Il faccia a faccia con Vecna è esteticamente d’impatto, carico di tensione, e conferma quanto la serie sappia ancora costruire set-piece memorabili. Quando decide di farlo. E tendenzialmente lo fa sempre negli ultimi minuti dei vari episodi.
Parallelamente, l’episodio trova un equilibrio migliore tra le varie linee narrative, grazie a un montaggio più efficace e a un ritmo che abbandona definitivamente quell’attendismo che aveva rallentato i capitoli precedenti. È evidente che i Duffer Brothers abbiano scelto il quarto episodio come vero punto di ripartenza, segnando un netto passo avanti in termini di progressione e coinvolgimento.
IL RUOLO CRUCIALE DI MAX E HOLLY
Un altro aspetto fondamentale dell’episodio è lo spazio dedicato a Max e Holly, una parte di trama che diventa finalmente centrale e che prepara il terreno per ciò che verrà. La storyline di Max, ancora intrappolata in uno stato sospeso tra la vita e la morte, è trattata con una cura particolare: la serie utilizza i ricordi di Vecna e i suoi traumi per addentrarsi nei territori psicologici legati al villain, il tutto mentre giustifica l’assenza di Max nei primi episodi.
La scelta di investire tempo su Max e Holly non è solamente emotiva, ma profondamente funzionale: questa sottotrama rappresenta l’apripista inevitabile per la seconda parte della stagione dove, stando a quanto suggerito dall’episodio, verrà finalmente esplorato il passato di Vecna e il nucleo delle sue motivazioni. Il percorso verso il “risveglio” di Max, così come il tentativo di liberare Holly, sembrano essere i due assi portanti della prossima fase narrativa. È un tassello prevedibile, certo, ma necessario e ben costruito, capace di aggiungere tensione e dare profondità ai personaggi coinvolti.
EFFETTI VISIVI E RITORNI DISCUTIBILI
Nonostante la riuscita generale, l’episodio presenta difetti evidenti, soprattutto dal punto di vista tecnico. La CGI nelle sequenze ambientate nella base militare, e in particolare per rappresentare i demogorgoni, è sorprendentemente mediocre. Considerando il budget stellare della stagione (tra i 50 e i 60 milioni di dollari per episodio), è difficile giustificare effetti che risultano plastici e poco rifiniti, penalizzando l’impatto di scene che dovrebbero essere spettacolari.
Altra scelta controversa è il ritorno di Kali/Eight nel finale. Dopo otto anni dalla sua unica apparizione in “Chapter Seven: The Lost Sister”, il personaggio riemerge all’improvviso, senza il minimo investimento emotivo né un recupero narrativo adeguato. È un ritorno che sulla carta può avere senso, ma che nella pratica risulta freddo, meccanico e quasi privo d’impatto. Funzionale alla trama? Sì.
Emozionalmente efficace? Decisamente no.
UN EPISODIO POTENTE, MA NON PERFETTO
Nel complesso, “Chapter Four: Sorcerer” riesce nell’impresa di ridare slancio alla stagione. Ha ritmo, ha momenti iconici e soprattutto riorganizza le priorità narrative, preparando lo spettatore a una seconda parte che si preannuncia più cupa e introspettiva, sul passato di Vecna e sulla possibile rinascita (o tragedia definitiva) di Max. Non tutto funziona (ottimi esempi sono gli effetti visivi e qualche scelta strutturale che rimangono discutibili) ma come episodio cardine compie il suo dovere.
Se questa prima metà di stagione aveva bisogno di un episodio simbolo capace di rimettere ordine, ritmo e tensione, questo è certamente quello giusto.
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“Chapter Four: Sorcerer” è il primo vero episodio memorabile di questa stagione. Non perfetto, ma finalmente all’altezza delle aspettative.
