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Supernatural 15×15 – Gimme ShelterTEMPO DI LETTURA 3 min

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A soli cinque episodi dalla fine di Supernatural, la sensazione che si ha è solo una: temporaggiare. Una cosa che la serie ha fatto in diverse occasioni negli ultimi 15 anni ma che non sempre ha avuto molto senso, specie quando l’unico obiettivo era quello di creare degli episodi filler per arrivare ai canonici 22-24 episodi stagionali.
“Gimme Shelter” però è diverso in questo perchè, seppur con molta calma, la scelta di temporeggiare è strategica per la trama ed è importante per caricare ulteriormente l’hype in vista del gran finale. Ed ovviamente per riportare in campo Amara.

Castiel:My name is, um… well, my name’s not important. I do know what blind faith is. I used to just follow orders without question, and I did some pretty terrible things. I would never look beyond the plan. And then, of course, when it all came crashing down, I found myself lost. I didn’t know what my purpose was anymore. And then one day, something changed, something amazing. I guess I found a family, and I became a father. And in that, I rediscovered my faith. I rediscovered who I am.

The Darkness, o più comunemente per gli “amici” Amara, doveva obbligatoriamente far ritorno perchè, come chiarito più volte nel corso della puntata e anche della serie, lei e Chuck devono coesistere per mantenere l’universo intatto (“Chuck and I, we’re twins. Creation and destruction, light and dark, balance.“) e quindi entrambi dovranno subire lo stesso destino. E chiaramente è più facile scontrarsi contro un solo Dio piuttosto che due, quindi la scelta di andare ad incontrare Amara per provarla a convincere dell’omicidio/suicidio ha molto senso, specie dal punto di vista strategico.
Ed è proprio sulla strategia che punta questo episodio di Supernatural perchè, lentamente (e questo va fatto notare), si stanno spostando tutte le pedine della scacchiera nella direzione del series finale e, in tal senso, anche la menzione di Rowena ed il suo lockdown all’Inferno non è chiaramente messa lì a caso. Anche dal punto di vista surreale. Ecco quindi che la sottotrama di Jack e Castiel porta il primo a confessare il suo destino ad un “padre” angelico che contemporaneamente ha aperto tutti i suoi sentimenti al “figlio” demoniaco, il tutto mentre Sam e Dean prova a convincere Amara a porre fine ai piani del fratello. Tutto molto lento ma anche tutto molto pianificato e, soprattutto, necessario, quindi si può portare un po’ di pazienza.
Al di là di tutto, l’unica vera nota negativa per quanto riguarda l’episodio è la scelta di utilizzare per il caso del giorno una situazione meramente legata al quotidiano e senza elementi soprannaturali, anche se l’aggiunta del demone con gli occhi rossi nel finale fa la sua porca figura. Oltretutto, rimane abbasta inspiegabile come la serial killer casa e chiesa potesse riprodurre un tono di voce del genere e, oltretutto, orchestrare il tagliadita e la riproduzione a circuito chiuso della diretta. Tutto un po’ troppo esagerato ma tant’è.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il faccia a faccia tra Amara e Dean è veramente molto interessante e risolutore
  • Confessione di Castiel molto toccante
  • Jack, rivelando il suo destino, porta ovviamente a delle naturali conseguenze per i prossimi episodi
  • Il demone con gli occhi rossi nel finale è una bella sorpresa
  • Nuova teoria del Big Bang
  • Sam praticamente funge da soprammobile in questa puntata
  • La scelta di proporre un caso non soprannaturale può far discutere
  • La serial killer casa e chiesa è fondamentalmente costruita per dare un colpo di scena ma non è supportata in alcun modo da tutte le tecniche usate in precedenza che, palesemente, non sembra in grado di saper e poter usare

 

Anche questo, come lo scorso, non è l’episodio che ci si sarebbe potuti aspettare dopo una lunga pausa dovuta alle ragioni che tutti sanno. Ricordando che comunque anche questo, così come “Last Holiday“, era già stato girato mesi fa e togliendo il peso delle aspettative dalla visione, “Gimme Shelter” si fa guardare ma prepara soprattutto il terreno per le prossime cinque puntate. E Amara “will think about it“.

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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