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The Blacklist 8×13 – AnneTEMPO DI LETTURA 3 min

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Anne:I’m a straight-as-an-arrow 52-years-old. I was married to a man, my high school sweetheart, for 25 years. I’m in a book club, I go to church on Sundays. And somehow, I’m in a relationship with someone who, when he says the words ‘output connector’ all I can think about is sex.

Red:That’s what I’m always thinking about when I say ‘output connector’

Chi fosse rimasto deluso dall’uscita di scena non particolarmente cerimoniosa del personaggio di Anne è consolato e vendicato con gli interessi.
Anzi, Dembé informa che Red è andato a trovarla cinque volte in poco tempo, mettendo in pericolo se stesso e gli altri.

UN GRAN BEL QUARTO D’ORA


Ne nascono così quindici minuti filati di pura gioia.
James Spader e LaChanze veleggiano in leggerezza fra partite a bridge (lui non ne capisce niente, ma cosa non si fa per amore), fette di torta e visione di vecchi film. Lui non resiste e si appisola, ma è un difetto piuttosto comune a molte persone. Sapendo inoltre quanto gli sia difficile riuscire a farsi una bella dormita pacifica, glielo si perdona.
Il tutto ha il valore aggiunto di avvenire al ritmo di una vecchia canzone, Angel Of The Morning, entrata nel repertorio di diversi artisti, anche nella sua versione italiana intitolata Gli Occhi Verdi Dell’amore.
Una storia d’amore fra due persone ormai avanti negli anni, diverse che più diverse non si può, sembra quanto di più semplice e naturale esista al mondo. Un dono prezioso, al di là del periodo difficile attraversato attualmente dal mondo intero.

SI SCATENA LA BATTAGLIA


Purtroppo, come è noto, tutte le cose belle hanno una fine.
Se si contraggono abitudini si crea un pattern. Facile dunque, per Neville Townsend, rintracciare Red e ingaggiare lo scontro a fuoco.
Le scene alla stazione di polizia sembrano ricalcare quelle del primo episodio, per quanto in tono minore. Stavolta, infatti, si tratta dell’ufficio dello sceriffo in una cittadina di provincia, non di un’attrezzatissima sede segreta dell’F.B.I.
Se da un lato questa scelta non è particolarmente premiante dal punto di vista visivo ed estetico, dall’altro dà un senso di ritorno alle origini.
Per il resto, c’è da segnalare solo un vice sceriffo allergico ad ascoltare i consigli di chi ne sa più di lui, in fatto di lotta coi criminali. Il resto viaggia tutti su binari tradizionali.

FINALMENTE!


Red:Elizabeth

Se ancora non bastasse, al fagottino di gioia si aggiunge pure il ritorno di Lizzie, dopo una decina di puntate. Per essere precisi, non avviene in circostanze liete: lei sta minacciando Anne con una pistola alla testa. La sua assenza però cominciava a farsi decisamente preoccupante per un personaggio così fondamentale.
Il ritorno per ora è solo suggerito, ma confermato per il prossimo episodio. Sarà intitolato Misère e dedicato appunto a spiegare cosa abbia fatto l’ex agente Keen in tutto questo tempo. Verranno analizzati alcuni passaggi che l’hanno portata ad allearsi con Townsend. Il titolo in francese forse è stato scelto non solo per distinguersi dall’omonimo romanzo di Stephen King, ma potrebbe alludere anche ad un viaggio a Parigi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tutta la parte iniziale dell’episodio
  • Angel Of The Morning
  • Il vice sceriffo

 

A volte un episodio di qualche serie tv regala al pubblico quell’emozione di cui non sapeva di aver bisogno. Raramente questo avviene in uno show in onda da diversi anni, forse è più semplice con un prodotto nuovo. The Blacklist ci riesce perfettamente all’ottava stagione. La prima parte della puntata si sarebbe meritata assolutamente un bless. Occorre fare però la media con la seconda parte, riguardante lo scontro a fuoco Red – Neville. Applausi a scena aperta, dunque, per LaChanze e per James Spader, in attesa di nuovi sviluppi. Primo fra tutti, conoscere la sorte della stessa Anne. D’altronde, il Concierge del Crimine ha trovato una vera perla rara, almeno nel suo mondo. Anne non ha numero accanto al nome, quindi non è blacklister, è chi dice di essere e non ha una mezza dozzina di identità alternative. Sarebbe un vero peccato perderla.

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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