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The Flash 6×12 – A Girl Named SueTEMPO DI LETTURA 4 min

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Nuova puntata, nuovo series low. Ormai è praticamente una nuova combo che accompagna la serie, in maniera inesorabile, da un paio di stagioni a questa parte. L’unica differenza di questa “A Girl Named Sue” con le precedenti puntate è che, almeno questo dodicesimo episodio, riesce a raggiungere la sufficienza piena senza nemmeno sforzarsi più di tanto.
Lo show è ancora palesemente inferiore rispetto agli standard sciorinati nelle prime stagioni, questo è lampante e anche abbastanza difficile da cambiare a questo punto, però può ancora riservare qualche sorpresa. Potenzialmente non solo negativa.
In questo senso, l’introduzione di nuovi personaggi secondari, (pre)destinati a rimanere, è una pratica piuttosto efficace per dare nuova linfa vitale ad uno show (cough cough, Grey’s Anatomy, cough cough, 16 stagioni) e qui avviene il battesimo sia per Sue Dearbon che per Eva McCulloch (forse ben più noto al pubblico fumettistico con il nome di Evan McCulloch/Mirror Master). Un ottimo battesimo del fuoco considerando i precedenti tristemente noti come: Kamilla Hwang, Allegra Garcia, Grace Gibbons e tanti altri ancora. Li citiamo giusto a “testamento” delle tante cose che possono andare male ma anche delle tante altre che possono essere gestite peggio. Quindi buon inizio ma è meglio aspettare a giudicare.

Sue:You’re a good guy. And a hero. You probably see the best in everyone. Me, I see what I want and I take it.
Ralph:You used my detective mind to track down Loring’s deposit box. You you played everyone. Your parents are desperate to find you. Do they even know what you really are?
Sue:No. That’s our little secret. If they found out their only daughter was a thief, they’d be devastated.
So you keep your mouth shut about who I am, I keep mine shut about who you are. Deal, Elongated Man?
Ralph:Sue, was anything you told me real?
Sue:Yes. And no. See you around, Slick.

In particolare, la tanto nominata Sue Dearbon si rivela un’ottima ventata d’aria fresca non solo perché riporta in scena Ralph Dibny (scomparso da diverso tempo a questa parte senza alcun motivo) ma anche perché è il fondamentale motore della puntata. Ovviamente, come si può capire sia dal discorso di Cecile sia dagli sguardi e dalla chimica tra i due, Sue è predestinata per essere la ben più celebre compagna di Elongated Man, quindi, anche se sembra essere scomparsa sul finire della puntata, in realtà è destinata a ritornare e, si spera, restare a lungo.
Il focus sulla storyline di lei e Ralph è un’ottima scelta che ripaga sia in ritmo che in appeal. Come si può infatti notare, forse più al termine della puntata che durante, tutti i personaggi principali della serie non sono praticamente mai in scena e, un po’ a sorpresa ma un po’ no, la cosa serve a ravvivare il tutto: Barry non è poi così presente se non per alcuni momenti con Joe; Cisco è desaparecidos e Caitlin/Frost sono completamente missing in action senza alcuna spiegazione. Ed il problema principale è che il pubblico non sente alcuna mancanza, tranne forse per Cisco. Non un ottimo segno, anzi è un segnale allarmante.
In tutto ciò si staglia una storyline secondaria abbastanza interessante di Nash con Reverse Flash che per ora si lascia solo decantare, mentre Iris è in una missione in solitaria dentro il “mondo specchio”. Potrebbe andare peggio ma anche molto meglio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Sue Dearbon si presenta in tutto il suo splendore, sorprendendo anche in positivo soprattutto per il suo carattere molto particolare e la sua storia non proprio limpidissima
  • Anche l’introduzione di Eva McCulloch ha il suo perché, specie considerando il suo potenziale alter ego appena accennato sul finire di questa puntata
  • Un episodio con poco Barry Allen sembra essere un buon rimedio per migliorare la qualità (anche se brutto da ammettere)
  • Solita mancanza di mordente ma anche di profondità in generale
  • La mancanza di un villain di spessore si fa sentire
  • Nessuna traccia di Cisco ma nemmeno di Caitlin

 

Pur non essendo un pessimo episodio di The Flash, e anzi rivelandosi probabilmente uno dei migliori della stagione, viene da riflettere su tutto il potenziale che costantemente viene sprecato. E già si trema al solo pensiero di assistere a il ritorno di Grodd che, storicamente, equivale ad una sonora bocciatura oltre che ad una certa nausea per la CGI.

 

Love Is A Battlefield 6×11 1.13 milioni – 0.2 rating
A Girl Named Sue 6×12 1.10 milioni – 0.2 rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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