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The Flash 6×16 – So Long And GoodnightTEMPO DI LETTURA 4 min

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Al ritorno dopo un mese di pausa forzata causa Coronavirus, The Flash riprende dove aveva lasciato in sospeso la storia, con un episodio che conferma una stagione (ma anche una seconda parte di stagione post-Crisis) non molto convincente e decisamente afflitta dalla mancanza di coraggio nell’andare fino in fondo, osando e rendendosi anche più realistica. E la sensazione potrebbe ulteriormente peggiorare in futuro visto che, per via del blocco alla produzione, questa stagione terminerà con la 6×19 che, comprensibilmente, non era stata concepita come season finale.
Al momento questa stagione non è né carne, né pesce e anche “So Long And Goodnight” si riconferma un agglomerato indefinito di character, spesso buttati alla rinfusa in mezzo alla narrazione senza un vero e proprio scopo. Il tutto considerando sempre la qualità abbastanza scarsa degli attori (Candice Patton in primis) ad eccezione di Grant Gustin, Carlos Valdes, Jesse L. Martin e soprattutto Tom Cavanagh.
In passato si lamentava la monotonia causata da filler e dalla mancanza di un altro paio di storyline secondarie che supportassero attivamente una stagione di 22-24 episodi, ora potrebbe sembrare che non vada mai bene niente ma, oggettivamente, l’ammontare di storyline sembra essere arrivato ad un punto in cui la gestione e la qualità sono state irrimediabilmente compromesse.
Se da un lato ci sono come storyline principali la società (neanche tanto) segreta Black Hole; Eva McCullouch ancora bloccata nel Mondo Specchio e la perdita dei poteri di Barry, dall’altro si susseguono una serie di plot secondari: Harry Wells e la sua Crisis On Infinite Wells che ha riportato in auge il suo trauma con la versione alternativa di Allegra; la caccia a Sue Dearbon che ora non tanto a sorpresa sembra collegata anch’essa a Black Hole; il giornale gestito da Iris con tutte le implicazioni relative al mandarlo costantemente in stampa; l’apparente nuovo equilibrio tra Caitlin e Frost e probabilmente se ne sta dimenticando almeno un altro paio.
A sostenere questa tesi riguardante il crollo qualitativo, c’è un esempio perfetto che è sotto gli occhi di tutti: i dialoghi. La scrittura delle sceneggiature è sempre fatta da una o al massimo due persone per episodio ma il tenore della conversazione è estremamente ondivago, con picchi di realismo che trasudano sentimenti abbastanza reali, visibili solamente quando gli attori di serie A (Gustin, Martin, Cavanagh o Valdes) interagiscono tra di loro (come nel finale tra Gustin e Martin), mentre il tutto assume dei connotati grotteschi quando gli attori di serie B (Hartley Sawyer/Ralph Dibny, Danielle Panabaker/Caitlin) e C (Danielle Nicolet/Cecile, Candice Patton,) si prendono i loro momenti di gloria anonimato. Il confronto finale tra Barry e Iris, volutamente eccessivo per la seconda ma comunque abbastanza ignorante, rasenta dei limiti palesi nella recitazione della Patton che purtroppo vanno addirittura a peggiorare una scrittura che rasenta la sufficienza. E sfortunatamente c’è veramente poco da salvare.
Gli errori di sceneggiatura si susseguono grazie ad una serie di buchi narrativi che palesano una bassissima attenzione da parte degli sceneggiatori, più preoccupati a mantenere viva la narrazione grazie ad il fattore wow piuttosto che ad una coerenza narrativa ormai assente da parecchie stagioni. Ecco quindi che:
  • Joe West, così preoccupato per la sua famiglia dai tentativi di uccisione ad opera di Black Hole, va da solo sotto la protezione testimoni lasciando Cecile e figlia potenzialmente in pericolo;
  • Rag Doll catturato e poi incredibilmente dimenticato successivamente;
  • Joe che si getta da un’auto a 110 miglia orarie (circa 170 km/h) senza neanche un graffio;
  • Barry porta Cecile dall’altra parte della città ben sapendo delle sue limitazioni quando bastava semplicemente portarla fuori dall’edificio e salvare serenamente Joe.

Tante cose su cui soprassedere, troppe facilonerie ed una discreta dose di recitazione dimenticabile confermano l’ennesima battuta d’arresto per lo show ed un’amara verità: The Flash è totalmente dipendente dalla minacciosa presenza di Eobard Thawne.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Rag Doll è sempre una piacevole visione
  • Joe West finalmente si prende un po’ di spazio
  • Troppi buchi narrativi (ben elencati nella recensione) che nell’insieme diventano intollerabili
  • Lo sfogo finale di Iris è un qualcosa che brucia tutte le cellule cerebrali rimaste nello spettatore dopo 40 minuti discutibilissimi
  • L’aggiunta della soundtrack avrebbe potuto rappresentare un miglioramento ma, considerando la qualità dello script e la recitazione, in qualche modo riesce addirittura a peggiorare il tutto
  • La recitazione di Candice Patton potrebbe portarla presto ad essere accusata di crimini contro l’umanità

 

La serie del supereroe scarlatto è passata da divertissement settimanale a facepalm costante. Molto male.

 

The Exorcism Of The Infinite Wells 6×15 1.19 milioni – 0.4 rating
So Long And Goodnight 6×16 1.09 milioni – 0.4 rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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