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The Flash 7×06 – The One With The NinetiesTEMPO DI LETTURA 3 min

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recensione The Flash 7x06 Episodio di raccordo per The Flash, contraddistinto dalle numerose citazioni cinefile e dallo stratagemma narrativo (ormai ampiamente abusato) del loop temporale.
E fin qui andrebbe anche tutto bene, se non fosse che il tutto viene trattato con una superficialità e una pigrizia incredibili da parte degli autori. E non basta il cliffhanger finale su Killer Frost a vivacizzare un episodio che, dall’inizio alla fine, si dimostra tranquillamente skippabile e con ben pochi guizzi di fantasia.

TANTA NOSTALGIA DEGLI ANNI ’90…


“…quando il mondo era l’Arca e noi eravamo Noè”, come direbbero gli Articolo 31. È indubbio come buona parte del fascino rilasciato dalla puntata risieda nella scelta di creare un loop temporale ambientato nell’ultimo decennio del XX secolo. Un periodo storico di cui oggi si parla molto e che va per la maggiore, considerando le numerose serie tv e miniserie, ambientate in questo periodo storico, che recentemente stanno spuntando come funghi. Nonché i numerosi remake e reboot che hanno caratterizzato le ultime uscite cinematografiche. Non è un caso che la prima scena dell’episodio contenga un chiaro riferimento al film Jurassic Park, così come le continue citazioni a Space Jam, proprio nel momento in cui esce la notizia dell’imminente sequel con Lebron James (e qui sicuramente non può essere un caso).
Da questo punto di vista non si può dire niente ad un episodio che si basa interamente sulle continue citazioni cinematografiche. Peccato che il tutto sia buttato un po’ a caso e che la rappresentazione di questi anni ’90 si limiti al vestiario stravagante e all’insegna del Blockbuster (mentre per il resto potrebbe tranquillamente essere una storia ambientata ai giorni nostri).

I PROBLEMI DEGLI ANNI 2000 (E VENTI)


In generale la puntata si dimostra abbastanza debole nella parte al di fuori della “bolla temporale”. La storyline della Forza di Velocità (qui tornata a vestire i panni di Nora Allen) nella parte della “suocera” di Iris non convince affatto. Risulta evidente che questa “umanizzazione forzata” serva per creare un’ulteriore linea soapish alla trama orizzontale. Una scelta che appesantisce, in realtà, la situazione e rende il tutto vagamente surreale e straniante (per certi versi ricorda la linea narrativa di Nora West-Allen nella quinta stagione, anche questa partita con non pochi problemi).
Gli altri character presenti risultano pressoché inutili e passivi. Il duo Killer Frost-Caitlin viene ridotto a pura macchietta (ma senza un René Ferretti che ricordi a Danielle Panabaker che questa non è la linea comica). Mentre Joe West fa una mera comparsata giusto per sfoggiare un look da cosplayer di Perry Mason e lanciare il cliffhanger finale proprio sul personaggio di Killer Frost.
La provvisoria “resurrezione” di Barry Allen si rivela, infine, fin troppo puntuale e artificiosa, rivelando così la mera natura di “episodio di transizione” che la puntata porta con sé.

UN FINALE POCO EFFICACE


L’episodio punta tutto sulla storyline verticale della nuova “Forza malvagia”, quella del Tempo, qui rappresentata dal personaggio di Deon. Un villain comparso praticamente a caso (sebbene il “team-Chesco” si rivolga a lui come se si conoscessero da sempre) e scomparso, di sua spontanea volontà, nel finale così com’è arrivato.
La storyline di Chester P. Bunk (che qui dovrebbe colmare il vuoto lasciato da Flash) non commuove né appassiona come dovrebbe e dà anch’essa il senso di qualcosa di raffazzonato e banale. Così come la struttura narrativa del loop temporale, già parecchio abusata, e qui realizzata in maniera randomica e con numerosi buchi di sceneggiatura.
C’è da sperare che, passato questo episodio e tornati sulla giusta carreggiata, la storyline orizzontale abbia la scossa tanto attesa e desiderata, in una stagione che, al momento, non emoziona affatto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Citazioni cinematografiche e nostalgia anni ’90
  • Problemi di convivenza fra Killer Frost e Caitlin…
  • Cliffhanger finale su Killer Frost
  • …anche se fin troppo macchiettistici!
  • “Team-Chesco”
  • Storylines del presente poco interessanti
  • Storyline di Chester che non emoziona per nulla
  • Finale raffazzonato e buchi di sceneggiatura everywhere
  • Resurrezione di Barry Allen nel finale

 

Episodio che vuole colmare il vuoto momentaneo lasciato da Barry Allen puntando sul personaggio meno “epico” di Chester P. Bunk. Non basta però la nostalgia per gli anni ’90 a ravvivare una storyline orizzontale che, al momento, si rivela molto fiacca.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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