“They survived the impossible… by doing the unthinkable.”
Ancora una volta la trasposizione seriale dimostra come i concetti di Rousseau, relativamente ad un mondo ideale privo di regolamentazioni statali e/o governative, cozzino in maniera chiara e netta con la pura e semplice realtà dei fatti.
Anche in The Terror, infatti, la sua concezione di stato di natura esce fortemente distrutta, a favore invece della costruzione ideologica di Thomas Hobbes: l’uomo è infido, manipolatore ed opportunista nel profondo. Se gli venisse concessa occasione per poter prevalere in una certa tal misura, l’uomo non perderebbe in alcun modo tale opportunità: il signore Hickey mette in mostra un comportamento tipicamente animale scagliandosi contro i propri compagni e cercando, silenziosamente, di prendere il comando della spedizione. Ma la puntata mostra qualcosa di più: il signor Hickey si rivela essere un pesce fuor d’acqua non centrando praticamente nulla con la spedizione in sé.
Ma i richiami alla concezione di stato di natura non terminano qui: detto che l’uomo mette in scena in situazioni non debitamente controllate una vera e propria guerra l’uno contro l’altro, è altrettanto vero che la puntata cerca di soffermarsi in maniera non superficiale sugli istinti più bassi, gretti e meschini che un individuo possa provare. La confessione relativa all’odore di carne che il Goodsir accoglie è un pensiero terribile da riuscire ad elaborare correttamente: gli occhi sanno che quello che stanno pensando è sbagliato, ma l’olfatto e la bocca non possono che portare l’uomo a provare un istinto animalesco (la fame).
In tema di ghiacci ed istinti animaleschi c’è un’ottima pellicola, del 1993, che riesce a raccogliere forse in misura maggiore questo estremo senso di sopravvivenza di cui The Terror concede un leggerissimo assaggio: Alive racconta la disavventura, avvenuta realmente, di una squadra di rugby che schiantatasi con il proprio aereo sulle Ande si troverà costretta a cibarsi dei corpi senza vita per poter riuscire a sopravvivere e successivamente chiedere aiuto.
Il problema del cibo sembrava non essere un elemento primario ed essenziale, ma solo finché non è stata rivelata la mal conservazione del cibo in scatola la cui consumazione, protratta dal tempo, porta ad una assunzione di piombo ed al rischio di esposizione al saturnismo.
Morfin è la vittima sacrificale dell’episodio che gli sceneggiatori hanno selezionato per avvicinare allo spettatore gli effetti degli esperimenti cui Goodsir ha sottoposto la scimmia: fintanto che a soffrire, impazzire e successivamente morire era un animale il disgusto e l’empatia veniva circoscritta in una ben delineata zona; nel momento in cui tale dolore viene mostrato in scena da un uomo il distacco si azzera. Goodsir, proprio per tale motivo, non riesce a reggere la situazione e crolla spaventato, sconfitto ed angosciato da ciò che avrebbe atteso tutti quanti di lì a poco. Perché sì, niente più ghiaccio, ma il verbo sopravvivere rimane l’infinito categorico al quale bisogna per forza di cose puntare: se il nemico in precedenza era il freddo (non che ora le temperature siano estive, ovviamente, ma l’ambientazione è decisamente migliorata) ora la fame e l’assenza di cibo commestibile rappresentano il vero enigma a cui si deve cercare di dare una risposta valida e sensata. Il cannibalismo potrebbe essere una soluzione, per alcuni, ma a quale prezzo (umanamente e psicologicamente parlando)?
La puntata concede ulteriore intimismo e profondità narrativa, dando però il giusto commiato ad una nave che verrà ritrovata solo due secoli più tardi: romantica e dolce le riprese dell’abbandono e della partenza, utili a sottolineare che parte del gruppo sembra rimanere ancora unito, nonostante inizino ad insinuarsi pesanti correnti di ammutinamento.
Considerato il momento, non potevano palesarsi in momento peggiore.
| THUMBS UP | THUMBS DOWN |
|
|
| A Mercy 1×06 | ND milioni – ND rating |
| Horrible from Supper 1×07 | ND milioni – ND rating |
