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The Twilight Zone 2×06 – 8TEMPO DI LETTURA 4 min

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“Dr. Orson Rudd, lead scientist, Ice Shelf Depletion Investigation and Antarctic New Species Project. NyBy Science Station, month four of six. 23rd day. 1725 hours.
Preliminary results of our research here is confirming the thinning of marginal ice is allowing increases of sunlight to penetrate subsurface ocean levels. This creates an increase of shallow water sea life population which causes migration of deep-sea predators in search of food. Most have never been seen by humans. Until this crew.”

 

Se non fosse per un piccolo dettaglio, che forse tanto dettaglio non è, “8” potrebbe rappresentare senza alcun tipo di problema il miglior episodio non solo di questa stagione ma dell’intero reboot di The Twilight Zone. Una narrazione che centellina i colpi di scena, favorita da un atmosfera claustrofobica, spettrale e potenzialmente mortale, presenta al pubblico un’apparentemente innocua spedizione presso i ghiacci dell’Antartide alla ricerca di nuove specie animali. Ben presto però quello si andrà a parer di fronte allo spettatore sarà un vero e proprio horror votato al desiderio di sopravvivenza non solo del team di ricerche, ma dell’intera umanità.
Lo sfondo narrativo dei ghiacci è forse l’elemento che più di tutti permette alla sceneggiatura di fare colpo dal momento che i consueti elementi narrativi ben poco apportano alla narrazione: personaggi come di consueto abbozzati con cui è quindi impossibile riuscire ad entrare in empatia (“colpevole” da questo punto di vista anche il minutaggio ridotto, di per sé fattore positivo); trama semplice, anche se i risvolti risultano inaspettati; finale totalmente insufficiente.
Ad inizio recensione si appuntava infatti come la possibilità che quest’episodio rappresentasse potenzialmente uno dei migliori fosse stata gravemente debilitata da un dettaglio: il finale. Ovviamente non si tratta di un dettaglio indifferente visto e considerato che, trattandosi di un episodio antologico, il finale rappresenta gioco forza la riuscita oppure no dell’intero prodotto. Quanto di buono viene inficiato malamente da un finale tronco, svuotato del pathos e dell’angoscia così abilmente costruiti all’interno della puntata ed abbandonato a sé. La minaccia all’umanità, di una possibile estinzione a causa di un animale super intelligente non può in alcun modo bastare per una puntata di questa caratura: “8” si è totalmente basato sulla violenza visiva mostrando le aberranti eliminazioni dei vari membri del team di ricerche senza lesinare in dettagli o in sangue. Risulta quindi controintuitivo il fatto che la puntata vada a concludersi senza almeno una scena carica di questa stessa violenza, ma lasciando piuttosto il passo ad una futura minaccia (l’estinzione). Un finale tronco che getta alle ortiche l’ottimo lavoro che l’ha preceduto.
Ed è un gran peccato perché in “8” si respirava l’aria angosciosa che aveva contraddistinto, per esempio, “Ice” l’ottavo episodio della prima stagione di The X-Files nonché uno dei migliori episodi stand alone della serie di Chris Carter. Esattamente come per “Ice”, ma di cui abbiamo già fatto menzione, non è assolutamente da ricercare né nella sceneggiatura, né nel comparto tecnico: la trama di per sé dell’episodio è scarna e decisamente molto semplice. Tuttavia quest’episodio rappresenta a conti fatti ciò che nell’immaginario collettivo viene solitamente identificato come qualcosa di “ai confini della realtà“. Certo, mancheranno i famigerati omini verdi e la puntata lesinerà in elementi fantascientifici (anche se la piovra invisibile un po’ si avvicina alla tematica) ma l’assurdità della storia e la sua plausibilità (perché richiama elementi misconosciuti) rende la puntata la rappresentazione perfetta del brand. Un brand risorto dalle proprie ceneri e che sembra aver ancora qualcosa da dire al proprio pubblico, nonostante il tempo passato e lo stuolo di prodotti simili approdati in televisione nell’ultimo decennio quali per esempio Black Mirror, Dimension 404 e Philip K. Dick’s Electric Dreams.

 

“At the bottom of the world a group of scientists is about to encounter an entity of vast intelligence. What they are about to learn will go further and deeper than anything they hoped to learn. Beyond science, beyond fear, beyond humanity…in The Twilight Zone.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Contesto narrativo
  • La piovra
  • Sangue, sangue e ancora sangue
  • Angoscia e narrazione claustrofobica
  • Il finale

 

Sembra quasi di vedere The X-Files, quello dei tempi d’oro. Peccato per il finale.

 

Among the Untrodden 2×05 ND milioni – ND rating
8 2×06 ND milioni – ND rating

 

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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