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The Umbrella Academy 3×05 – Kindest CutTEMPO DI LETTURA 4 min

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Giunti al giro di boa, The Umbrella Academy ha finalmente svelato le sue carte rivelando i dettagli principali relativi al “Kugeblitz“, anche nota come Apocalisse 3.0.
L’originalità non è più un marchio di fabbrica per lo show di Steve Blackman, che con la terza iterazione della stessa trama orizzontale inizia a mostrare seri cedimenti dal punto di vista dell’inventiva narrativa. Non è un segreto nemmeno per i personaggi, che sembrano rompere la quarta parete nel narrare gli avvenimenti delle scorse stagioni. Un fare sarcastico che accenna ad uno schema deliberatamente ripetuto da parte degli autori.
Ecco quindi che in “Kindest Cut” la storyline principale, riguardante il paradosso che sta divorando pian piano tutti gli esseri viventi, compie un altro piccolo passo. Si sorvola tranquillamente sul fatto che ormai tutti sappiano quale catastrofe stia avvenendo nel seminterrato della Umbrella Sparrow Academy, con i protagonisti che si intrattengono in vicissitudini varie e sottotrame futili, con l’unico scopo di arrivare alla fatidica quota di 45 minuti.

-4 ALL'(ENNESIMA) APOCALISSE


A quanto pare il paradosso del nonno, scatenato da Harlan, è il responsabile delle sconcertanti onde d’urto che stanno radendo al suolo l’intero pianeta. Il tutto senza ovviamente allarmarsi troppo, come nulla fosse.
Finora, The Umbrella Academy era resa unica da quel suo senso del grottesco, ambientato in un mondo dove cose stravaganti vengono assimilate senza farsi troppe domande. Tuttavia ogni cosa raggiunge un punto di non ritorno, e forse questa eccessiva rappresentazione macchiettistica della realtà sta ora rendendo la serie tratta dai fumetti di Gerard Way la parodia di sé stessa.
Mancano circa quattro giorni all’ora X, ed è giunto quindi il momento che i fratelli Hargreeves di ogni linea narrativa si alleino per impedire l’estinzione della vita nell’universo. Tuttavia ecco che alcuni indizi, come il nome Oblivion e il ritorno di Pogo, fanno ben sperare per qualche snodo interessante all’orizzonte. Forse una seconda metà di stagione più movimentata, caratterizzata da eventi catastrofici, potrebbe salvare la faccia dei protagonisti.

KLAUS L’IMMORTALE


“Kindest Cut” aveva anche l’onere di rispondere al cliffhanger più telefonato della storia dell’Umbrella Academy. Uccidere Klaus, forse il personaggio più amato dai fan, in quel modo così accidentale, non poteva essere possibile. Infatti, ecco che questo spiacevole incidente serve per narrare qualcosa di più sul passato del più problematico dei fratelli Hargreeves, oltre ad essere un escamotage per una simpatica sequenza nell’ascensore. In fin dei conti, lo spettatore guadagna qualche informazione in più sul personaggio interpretato da Robert Sheehan, che regge da solo gran parte dello show.
Oltre ciò c’è anche un’importante rivelazione, riguardo ad un potere latente che Numero Quattro ha sempre posseduto. Non è ancora ben chiaro se sia un fattore rigenerante (in stile Wolverine) o una semplice capacità di resuscitare, però appare come un potere che ben si sposa con quella che era la caratterizzazione del personaggio. Adesso la sua capacità di comunicare con i morti assume tutta un’altra connotazione, facendo compiere una piccola evoluzione al personaggio.

RIEMPITIVO SOAP


In realtà, al di là della trama, il vero grande problema che The Umbrella Academy si sta trascinando dietro sono i suoi personaggi. Dopo una prima stagione in cui incredibilmente gli autori erano riusciti a dare spessore e credibilità a ognuno di loro, già nella seconda stagione iniziavano a scricchiolare alcuni meccanismi, compromettendo il prosieguo della serie. Dare spessore e rendere tridimensionali i protagonisti, è l’unica possibilità che hanno gli autori per far accettare allo spettatore il mondo assurdo in cui è ambientata la serie di Blackman.
Venendo meno la caratterizzazione dei personaggi, tutto sembra repellente e poco credibile, anche per uno spettatore che vuole solo “staccare la spina”. Vedere personaggi come Luther, Diego, Allisson, diventare lo stereotipo di loro stessi, personaggi dalla caratterizzazione lineare, al pari di una macchietta, è doloroso per i fan della prima stagione. I fratelli Hargreeves ormai si muovono dal punto A al punto B, nell’attesa di un’apocalisse che dia un senso alla loro esistenza narrativa. Un peccato visto l’ottimo lavoro fatto nelle stagioni scorse, che però, al momento, non è più stato rinnovato o quantomeno approfondito. Chissà se un Pogo di più potrà cambiare le carte in tavola.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Qualche spunto (che è sinonimo di speranza) interessante per il futuro
  • I flashback di Klaus
  • Robert Sheehan sta portando questa stagione sul groppone
  • Pogo!
  • Mancanza di originalità nella trama
  • Grottesco eccessivo che finisce per sembrare parodistico
  • La spiegazione degli omicidi compiuti da Harlan regge veramente poco
  • Molti protagonisti sono diventati totalmente piatti
  • La deriva soap che si ritaglia sempre più screentime

 

Una sufficienza risicata per un altro episodio in cui i protagonisti perdono tempo piuttosto che affrontare il problema che sta causando una vera e propria strage. Deve assolutamente scoppiare una scintilla per far tornare ad essere interessanti i personaggi della Umbrella Academy.

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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