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This Is Us 5×07 – ThereTEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione This Is Us 5x07 Dopo il focus narrativo sulla madre di Randall, la serie cambia direzione e confeziona un episodio completamente incentrato su Kevin che ben figura e si contraddistingue per un’ottima costruzione, ma che risente inevitabilmente dell’ennesima pausa nell’uscita delle puntate, visto che anche il mondo delle serie tv è stato stravolto dalla pandemia mondiale in corso e i problemi di post-produzione stanno rallentando l’uscita di moltissimi prodotti televisivi di diverse emittenti.

UNA STAGIONE COMPROMESSA?


La creatura seriale di Dan Fogelman non si contraddistingue certo per momenti adrenalici che generano un immenso hype, per uno show che con tutti i suoi pregi non tiene comunque lo spettatore incollato allo schermo in pieno stile binge-watching.
In questa ottica la cadenza settimanale con cui escono gli episodi risulta fondamentale, per una trama che si sviluppa lentamente e seguendo un proprio ritmo, ma che diviene molto impegnativo seguire con queste continue interruzioni, non perché la storia risulti essere complicata ma semplicemente per mancanza di ritmo.
Le continue interruzioni della messa in onda, ormai se ne contano diverse da quanto è iniziata la nuova stagione, stanno compromettendo la riuscita di questa quinta stagione, per una serie che si fatica a seguire con le diverse settimane che spesso intercorrono tra gli episodi, un peccato visto l’indubbia qualità della show.
Non si poteva aspettare per l’uscita del nuovo ciclo stagionale? Sicuramente sarebbe stato meglio, ma vi sono anche le esigenze commerciali di NBC da comprendere, motivo per cui non resta che sperare nel minor numero di interruzioni possibili, con l’augurio che i problemi legati alla produzione vengano in qualche modo risolti

LA LEGGE DI MURPHY


Chiunque abbia avuto una giornata storta lo sa bene, la Legge di Murphy è implacabile e se qualcosa deve andare storto lo farà, concetto che si applica alle disavventure di Kevin che bloccato a Vancouver sul set, cerca disperatamente di raggiungere Madison a Los Angeles in travaglio anticipato di diverse settimane.
La costruzione narrativa di questo settimo appuntamento è veramente ottima, con la narrazione che si dipana su diversi piani temporali, da sempre il vero punto di forza di This Is Us, senza annoiare mai lo spettatore e fornendo al tempo stesso diversi spunti di riflessione interessanti, per un approfondimento psicologico dell’ex quarterback efficace e sempre gradito.
Dall’interessante open cold che suscita subito interesse nella visione, ai riferimenti dell’adolescenza di Jack, con il personaggio interpretato da Milo Ventimiglia che ha un approccio paterno ben diverso rispetto a quello del padre, le peripezie di Kevin vengono utilizzate come escamotage per approfondire ulteriormente il rapporto di quest’ultimo non solo col padre, ma con la gestione dell’ansia nei momenti più complicati.
I continui paragoni tra Kevin e Jack e il comportamento tenuto dall’attore che, nonostante le mille difficoltà, fa’ la cosa giusta senza perdere troppo le staffe, sono l’ulteriore segno dell’ottima evoluzione del personaggio interpretato efficacemente da Justin Hartley, ormai uscito definitivamente dal tunnel delle dipendenze e pronto a prendere in mano le redini della propria vita seguendo le orme paterne.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’implacabile Legge di Murphy
  • La narrazione su diversi piani temporali continua a essere il vero punto di forza di This Is Us
  • L’evoluzione di Kevin è stata gestita in maniera ottimale
  • Le continue interruzioni stanno compromettendo la riuscita di questa quinta stagione

 

Un buon episodio per la serie di casa NBC che dedica l’intera puntata alle disavventure di Kevin, senza però annoiare lo spettatore, gestendo al meglio il minutaggio a disposizione e confezionando una settima puntata indubbiamente valida. La valutazione è alta, rimane il rimpianto per i tanti problemi di produzione che, causa Covid-19, stanno rallentando l’uscita della serie rendendo ardua la riuscita di questo quinto ciclo stagionale.

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Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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