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Why Women Kill 1×10 – Kill Me As If It Were The Last TimeTEMPO DI LETTURA 3 min

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Partiamo subito con una bella notizia che toglie un po’ l’amaro di bocca per la chiusura di questo divertissement tra le decadi: Why Women Kill è stato rinnovato da CBS All Access per una seconda stagione antologica di cui si sa per ora chiaramente molto poco. Non c’è infatti nessuna informazione circa la struttura della serie (che verosimilmente ne riproporrà una simile a quella vista in questi dieci episodi) né, soprattutto, alcuna indiscrezione sui protagonisti della prossima annata, il che vuol dire che Lucy Liu, Ginnifer Goodwin, Jack Davenport e Alexandra Daddario (più il resto del cast che non ha spiccato quanto a carisma o recitazione) potrebbero serenamente essere sostituiti da altri attori. Ovviamente stuzzica molto l’idea di avere gli stessi interpreti mischiati tra di loro in altre coppie, tuttavia sta a Marc Cherry decidere. Per ora sono solo mere speculazioni.
Ad ogni modo, c’era molta attesa nel vedere se le aspettative (tradotto in linguaggio scenico: almeno tre cadaveri) messe nero su bianco in “Murder Means Never Having To Say You’re Sorry” sarebbero state rispettate ed è un piacere constatare come “Kill Me As If It Were The Last Time” chiuda la prima stagione nel miglior modo possibile.

Beth Ann:I need to speak to you privately. I’ve thought of a way to solve our respective marital difficulties. I’ve come up with a plan on how to kill our husbands.
Please invite me in. This is the sort of thing we should discuss over coffee.

Marc Cherry torna alla sceneggiatura per l’occasione dopo essere rimasto nell’ombra a supervisionare le precedenti puntate ed il risultato si nota subito. I dettagli scenici sono una parte fondamentale della scrittura di Cherry, dettagli che magari potrebbero essere sfuggiti ad una prima, fugace, visione ma che saranno invece saltati all’occhio durante una replica. Focalizzandosi sulla notte degli omicidi, il colore dei vestiti delle tre protagoniste non è affatto casuale: rosso, rosso sangue. In qualche modo tutte scelgono un vestito di quel colore, chi per forza (“I’d like you to change into the red gown I bought you in Venice.“), chi per scelta, chi anche solo per qualche dettaglio.
Un altro dettaglio non da poco è la scena, magistralmente diretta da David Warren (regista feticcio di Cherry sin dai tempi di Desperate Housewives), in cui si sovrappongono tutte le diverse dinamiche degli omicidi. Cherry e Warren, dopo aver costruito in maniera prevedibile (specialmente nel 1963) ma doverosa il climax, sfoderano l’asso dalla manica e dal minuto 41 al minuto 48 lasciano parlare la musica silenziando qualsiasi dialogo mentre nella casa si consumano tutti gli omicidi. La sequenza, che in realtà è abbastanza brutale, è però quasi poetica e si svolge “coinvolgendo” ogni parte della casa maledetta e ogni character e, di fatto, soddisfa sia per la regia che per il ballo degli attori.
C’è della poesia anche nel modo in cui si chiude tutta la stagione. Con la scusa di fare il passaggio di proprietà della casa, Cherry offre la possibilità di dare una breve occhiata agli eventi futuri:

  • Beth Ann è la “zia” della sua figliastra;
  • Simone è riuscita a rimanere una mangia uomini;
  • Eli è sopravvissuto ed è felice insieme a Taylor.

Insomma, alla fine c’è stato un lieto fine per tutti, in puro stile Marc Cherry.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • 7 minuti di assoluta delizia in cui tutti gli attori finalmente condividono la scena
  • Plot twist finale dei nuovi proprietari
  • Fortunatamente non sono state rispettate tutte le previsioni e si è riuscito a tenere quell’effetto sorpresa per alcuni character
  • La cattiveria di Beth Ann nello scambio di sguardi è eccezionale
  • Lucy Liu e Jack Davenport sono al loro apice
  • Prevedibilità della strategia di Beth Ann
  • Alexandra Daddario continua a non convincere

 

Non sarebbe una puntata da Bless Them All ma premiamo il tentativo (riuscito) di dare un twist all’intera stagione unendo dapprima le tre storyline tramite una sovrapposizione magistrale ed in seguito tramite il passaggio di proprietà della casa. Casa che alla fine sembra maledetta…

 

I Was Just Wondering What Makes Dames Like You So Deadly 1×09 ND milioni – ND rating
Kill Me As If It Were The Last Time 1×10 ND milioni – ND rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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