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Wolfe 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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Wolfe-1x01 Wolfe è una serie thriller prodotta da Sky di cui è stata recentemente mandata in onda la prima puntata. Si tratta di uno show che concentra la propria attenzione attorno a Wolfe Kinteh (interpretato da Babou Ceesay) il capo di una squadra della polizia scientifica che si occupa di setacciare la scena del crimine ed analizzare ogni possibile soluzione al caso dell’episodio. Una sorta di CSI che sotto certi aspetti si mischia a Dexter, considerando l’elevata peculiarità del protagonista, presentato allo spettatore mentre si introduce di nascosto nella casa dell’ex moglie per raccogliere alcuni campioni da analizzare e scoprire chi è l’uomo con cui sta uscendo. Wolfe non può non risultare una sorta di scopiazzatura, per quanto riguarda la struttura e gli intenti, di Silent Witness, celebre show inglese in onda dal 1996 e che vanta all’attivo 24 stagioni ed oltre duecento episodi. Senza contare che proprio Babou Ceesay è comparso all’interno di uno degli episodi della serie nell’ormai lontano 2008.

CLICHÉ FANTASTICI E DOVE TROVARLI


Leggendo il termine scopiazzatura si potrebbe essere portati a pensare che la serie, di per sé, non riesca nel suo intento di intrattenere il pubblico. Al contrario, alcuni passaggi per quanto crudi e raccapriccianti traspongono in maniera abbastanza fedele ciò che il pubblico potrebbe aspettarsi da uno show che tratta determinati contesti lavorativi ed argomenti. Nonostante ciò lo show deficita per forza di cose dei cliché del caso.
Wolfe è un padre-marito attorniato da un sacco di problemi: la separazione che oltre ad allontanarlo fisicamente e sentimentalmente dalla moglie sembra averlo colpito nel profondo gettandolo in un profondo stato di ansia e frustrazione (da qui l’opening sopra citata). In parallelo a ciò c’è l’impareggiabile bravura nel proprio lavoro attorniato da un gruppo di colleghi che lo adorano ed un gruppo di studenti (essendo Wolfe anche un docente universitario) che lo rispettano profondamente. Insomma, si tratta di una figura ben lontana dall’atipico Luther che il pubblico inglese ha nel proprio immaginario. Nel suo complesso, tuttavia, questi cliché non fanno stonare lo show che si regge su un ottimo ensemble di attori: Adam Long, Amanda Abbington, Christine Tremarco e lo stesso Ceesay. Il vero problema è che il racconto si sofferma molto poco sui singoli (tranne chiaramente Wolfe) preferendo addentrarsi fin da subito nelle riprese macabre relative alla scena del crimine del caso dell’episodio. Una scelta che sì, permette allo show di centrare in pieno il proprio argomento, ma che dall’altra parte impedisce allo spettatore di creare quel minimo di empatia e conoscenza con i vari protagonisti del racconto. I volti ed i nomi, quindi, si affievoliscono scena dopo scena rendendo complicato fissare in mente i vari abbinamenti finendo per rendere in un certo tal senso superflui tutti i personaggi secondari chiamati in causa all’interno dell’episodio.

UNA SERIE LEGATA INEQUIVOCABILMENTE AL SUO PROTAGONISTA


È da appuntare inoltre che, per quanto visto in questo primo episodio, il lato thriller si circoscrive al puro e semplice elemento del laboratorio e delle analisi sul campo visto e considerato come male venga tenuto in piedi un banale elemento narrativo come può essere l’inseguimento del sospettato al termine dell’episodio che cerca di fuggire, all’interno di un magazzino ormai circondato dalla polizia, a bordo di un carrello elevatore. E Wolfe, inseguendolo, finisce per mettere a repentaglio la sua stessa vita. Una fuga ed una cattura che hanno del paradossale e che stonano con quanto di buono vista in precedenza.
Come buona parte degli show che prendono il nome dal proprio protagonista, la forza del prodotto viene racchiusa totalmente nella caratterizzazione di quest’ultimo e Wolfe ha insita una cripticità che funziona e che permette allo show di elevarsi quanto basta per raggiungere la sufficienza. Non si tratta sicuramente della serie thriller dell’anno, ma per un prodotto che punta a un intrattenimento circoscritto a sole sei puntate una possibilità la si può anche dare.
Nota a margine: tra i produttori e gli sceneggiatori si intravede anche il nome di Paul Abbott, il creatore di Shameless UK.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’utilizzo del macabro: l’incedere sul corpo smembrato bloccato all’interno della macchina oppure in fase di analisi in laboratorio sono elementi caratteristici che funzionano, peccato siano pochi
  • I vermi estratti dalla mano
  • Wolfe nella sua peculiarità come personaggio
  • Si intravedono all’orizzonte possibili doppi giochi all’interno del team di Wolfe? Potrebbe trattarsi di uno sviluppo interessante
  • Il ridicolo inseguimento finale
  • Personaggi secondari pure e semplici macchiette all’interno dello show

 

Una sufficienza striminzita per un primo episodio che non solo non convince, ma che poco aiuta lo spettatore ad entrare in sintonia con il numeroso cast. Ad aiutare c’è un ottimo utilizzo del macabro da laboratorio ed un protagonista principale sicuramente di livello. Ma non sempre basta per salvare la scena.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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