Hand Of God 1×05 – Welcome The StrangerTEMPO DI LETTURA 6 min

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Peccato, Segreto, Vergogna. Questa è la triade che viene ben esplicitata dal Reverendo Paul Curtis in “Welcome The Stranger”, la quinta puntata di Hand Of God. Per le sacre scritture il credente si pente e si duole dei suoi peccati con tutto il cuore, ma in Hand of God sembra accadere il contrario. I protagonisti di Hand Of God sono dei poveri cristi che si rotolano nel fango ed è come se i peccati fossero appiccicati loro addosso, come le foglie alle scarpe in un giorno autunnale. Il giudice Harris, il Reverendo Paul sembrano vivere in essi e di essi come se non ci fosse alcuna soluzione, come se fossero una spada di Damocle sulla loro testa.

In questo episodio le storie al centro sono due, quella del giudice e quella del reverendo, due mondi, quello della legge e della religione, che potrebbero essere distanti, eppure sotto l’egida del Salvatore si sono ritrovati e si ritrovano, non a caso alla fine della puntata, quando entrambi hanno in un modo o nell’altro sciolto i loro “nodi” e sono di nuovo l’uno di fronte all’altro a confessarsi.
Paul e Harris sono due pecorelle smarrite alla ricerca di salvazione e aiuto, la via di Damasco è ancora molto lunga e la folgorazione sembra averli solo toccati, ma si sentono ancora molto soli mentre stanno percorrendo il loro cammino.
Curtis è colto dalla paura, crede di non essere all’altezza del suo compito; fin dall’inizio si è compreso che il giovane e avvenente Reverendo è un ministro di Dio sui generis, rimbombano le parole del vescovo Bruce Congdon e quindi ci si chiede: la sua è più una mission o è più spinto dall’ambition? La notte prima del suo sermone – potrebbe essere il discorso della sua vita, la svolta – è turbato, tormentato, animato da “Satana” più che da Dio, animato più dal Dubbio che dalla Certezza. Di fronte allo Specchio – uno degli elementi più importanti e complessi nel discorso cinematografico – nella sua camera vediamo ancora la natura doppia del suo personaggio: l’uomo di Dio e l’Uomo, la Fede e il “Corpo”, la Missione e l’Ambizione, non il potere evangelico della Parola ma il delirio della Paura. Come un Mantra ripete a sè stesso che la missione è la cosa che più conta ma poi passa la notte a farsi di metanfetamine: nudo, sudato, occhi fuori dalle orbite, sballato e non più solo, trova un minimo di pace a quell’ansia che gli monta dentro. Arriva la voce della coscienza, Alicia, la sua donna, la sua amante, la sua compagna, e il paradiso in terra si interrompe, lo riporta alla realtà, la #HandOfGod – la religione diventa social, al passo con i tempi; il vescovo si fa un selfie durante la cena con Paul – cala di nuovo su di lui.
In “Welcome The Stranger” c’è anche  Harris che si trova in un momento di profonda confusione: vuole ricostruire il rapporto con Crystal, la moglie che ama, ma c’è anche  Tessie, l’amante, desiderio e felicità, amore e passione. Per lui che si è riscoperto all’improvviso credente è un vero e proprio dolore, la Bibbia lo dice, il Salvatore lo ha imposto, fedeltà e rigore morale, e il giudice vuole, non tanto essere fedele a Crystal, quanto seguire la Parola e essere un buon cristiano.  Tenta di combattere contro il Peccato, fuggire dalla sua Mela per quelle cene con la moglie, i baci teneri alla porta, il “prepararsi alla vita” insieme. Comprende la verità però durante i due giorni lontano da casa, la gelosia nei confronti della sua pantera nera gli fa capire che è innamorato anche di lei. Il giudice trova un ironico escamotage alla sua mancanza di rigore, una via d’uscita alla rottura dei suoi voti matrimoniali; come a dire che anche nella fede ci sono delle scappatoie.
Sia Harris che Curtis si trovano di fronte ad una scelta, o a più scelte addirittura: “Every gift comes with the choice“, forse nessuno dei due è in grado di farla sinceramente e completamente, entrambi trovano una strada alternativa. Mentre gli uomini si torcono e contorcono nella palude dei loro stessi dubbi, vergognandosi dei loro peccati, ma nutrendosi di essi, le donne sono molto più sicure, serene anche nell’errore: Crystal mente al marito ma ne è coraggiosamente consapevole, Tessie è prostituta ma non si sente per nulla una peccatrice, anzi rivendica la sua assoluta e naturale libertà, Alicia accompagna e sostiene il Reverendo per ridargli fiducia in se stesso. Nessuna delle donne di Harris vuole essere proprietà eterna di un uomo – Crystal dice di aver fatto tanto per crearsi una posizione e non vuole essere considerata “moglie di”, dall’altra parte Tessie sottolinea come il rapporto tra lei e il suo cliente sia un rapporto tra due adulti consenzienti e quindi lecito in un certo qual modo, mentre il vincerla ad una partita a carte sia una sorta di compravendita, sminuendola a pura merce.
Il punto centrale dell’intero episodio è il sermone del Reverendo Curtis in cui dice che noi siamo Errore, Sbagli, Impurità, come a dire che l’errore è comprensibile, tanto c’è Dio che ci perdona. L’uomo può anche tentare di rifuggire dalla lussuria, dalla gelosia, dallo sballo, dal delirio di onnipotenza, ma non riesce in questo e lo chiarisce perfettamente il Reverendo; in fondo si tratta solo di uomini. Per salvarsi e trovare un po’ di pace basta parlare con chi ti ama veramente, rompere il segreto. E’ una via di fuga, quella che orchestra Curtis, che dà serenità a chi crede, una serenità che serve all’uomo di Chiesa in un momento difficile anche per se stesso, tra la lista di peccati e peccatori c’è anche lui.
Il sermone del Reverendo è un momento fondamentale per comprendere la serie stessa e per capire lui e tutti gli altri credenti di Hand Of God: l’uomo è un essere difettato, pieno di concrezioni amorali e putride, che gli impediscono di mostrarsi per ciò che è agli altri, vive di segreti che sembra non voler svelare mai. E’ proprio questa tribolazione a rendere tutto sacro, è proprio questo che dà la possibilità di abbandonarsi totalmente a Dio e alla sua bontà. I dogmi vacillano e tra le pareti di una piccola Chiesa si parla di danaro, di vendetta, di sesso e di tradimenti, di principio tutto è sbagliato ma alla fine la risposta è che il peccato è parte di noi. Hand Of God mostra una religione in molti casi furba ed “elastica”; non è l’uomo che si piega alla dottrina, ma è quest’ultima che si piega all’uomo.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il sermone del Reverendo
  • Il rapporto di Harris con le sue donne
  • Il racconto dei due uomini in crisi
  • Lo sguardo di Pernell/Ron Perlman appena ha l’idea del secondo matrimonio
  • Troppe storie
  • Viene messa da parte la storia del figlio di Harris (il libro è un indizio importante e ad esso viene dato poco peso)
Hand Of God ci consegna un episodio riuscito ma a tratti, che dimostra alcune fragilità, come ad esempio le troppe storie o anche la narrazione principale (quella del figlio di Harris) messa da parte per dar spazio al resto. A sollevare l’episodio c’è il sermone del Reverendo Paul.
He So Loved 1×04 ND milioni – ND rating
Welcome The Stranger 1×05 ND milioni – ND rating

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