House Of Cards 4×02 – Chapter 41TEMPO DI LETTURA 5 min

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Il “Chapter 40” di House Of Cards ci ha subito riportati a dove ci eravamo lasciati un anno fa, quando il furente litigio tra Frank e Claire aveva portato quest’ultima ad abbandonare il marito nel bel mezzo della sua campagna elettorale. Frank si trova dunque in una situazione del tutto nuova e ostile: innanzitutto è costretto a confrontarsi col fatto che il suo futuro non è più esclusivamente in mano sua perché per la prima volta il suo avanzamento di carriera non dipenderà solo dalla sua abilità nel manipolare persone e situazioni, ma dalla volontà degli elettori. Per di più non avrà la sua massima sostenitrice e complice al suo fianco, il che non è solo un problema sentimentale ma, bensì, politico, dato che un simile scandalo non gioverebbe affatto alla campagna.
Con la formulazione della precedente frase abbiamo voluto dare alla vicenda un’interpretazione consueta che vede le complicazioni psicologiche ed emotive primeggiare rispetto a quelle meramente pratiche delle ripercussioni lavorative/politiche. È complicato dire se sia veramente così nel caso di Frank Underwood perché, per quanto abbia sempre dimostrato un sentimento di amore – magari perverso e disturbante alle volte, ma pur sempre, agli occhi di entrambi, amore – verso la moglie, gli atteggiamenti, le azioni e gli sguardi, soprattutto di questo secondo episodio, sembrano far propendere per la seconda versione. Alla seconda puntata è comunque chiaro che quella di Claire non sia stata solo una sbandata o un labile e momentaneo capriccio ma una vera e propria scissione dal marito e dalle sue volontà, il tutto per concentrarsi su sé stessa.
Se dunque, come sembra, la quarta stagione inizia ponendo al centro Claire e non Frank, appare quasi immediata la necessità di un tuffo nel suo passato per aiutare lo spettatore a comprendere le scelte e le azioni del suo personaggio, nonostante nelle precedenti stagioni non fosse mancata la caratterizzazione di quella che fin da subito si era capito non essere la semplice “moglie” del protagonista. Facciamo infatti conoscenza con la madre di Claire, una donna che ha già conquistato la nostra fiducia verso quello che potrà offrire nel futuro. D’altronde, cosa aspettarsi da una che ha partorito una cold heartless bitch come Claire? Se il rapporto di Claire con Frank ha sempre avuto un qualcosa di disturbante, quasi malato, altrettanto si può dire di quello tra madre e figlia. Da piccoli dettagli come la scelta dell’abito avorio invece di quello nero, consigliato dalla madre perché nasconderebbe i suoi difetti (quale figlia non l’avrebbe fatto pur di dimostrare di non essere dipendente dai suoi giudizi?), a quelli più grandi come il non essersi fatta viva dal funerale del padre, fino al restare 3 giorni nella stessa casa senza salutarla, si comprende il difficile rapporto che le lega. In maniera banalmente Freudiana, l’aver iniziato ad esplorarlo aiuterà probabilmente a farci un’idea di come Claire sia diventata Claire. Se, da un lato, vederla in lacrime di fronte alla madre malata ha fatto credere per un attimo nel suo dolce cuore di figlia, dall’altro, la determinazione e la noncuranza dei sentimenti verso la madre alla richiesta (anzi, alla notifica della volontà) di vendere la casa natale per finanziare la propria campagna, ha dimostrato come solo Claire potesse essere la degna moglie di Frank.
Infatti, lo stesso Frank in queste tre stagioni è passato da politico assetato di potere a Presidente assetato di controllo, da marito quasi amorevole a marito quasi padrone col risultato che ora si trova sempre più in difficoltà, esattamente come dimostra questo “Chapter 41”: è difficile avere il coltello sempre carico. Il colpo di coda dato a Claire durante il Discorso sullo stato dell’Unione è riuscito a riportare il gioco a suo favore ma, allo stesso tempo, ad alzare l’asticella delle aspirazioni di Claire, e di sua madre.
Dal punto di vista stilistico si nota una certa continuità col registro adottato finora dallo show. Anche quello che sembrava un cambio di registro importante (Frank per gran parte della puntata non si rivolge allo spettatore come era solito fare) in realtà funge da accrescimento di tensione fino al climax del racconto della storia del suo vicino di casa. Nonostante ci fossero innumerevoli occasioni – come le uscite di scena di Claire in cui lui cambia espressione immediatamente da affabile a furibondo – fino al finale Frank non ci degna di uno sguardo, di una parola. In un primo momento sembra come se la materia – ossia i problemi con Claire che lo rifugge continuamente e, anzi, trama alle sue spalle – fosse troppo importante e preziosa per poterne parlare a degli intrusi finché, forte del punto messo a segno durante il discorso, quando ormai non ci credevamo più, eccolo che torna, portando con sé parole foriere di una guerra senza esclusioni di colpi.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Maggior spazio a Claire
  • Personaggio di Elizabeth e rapporto con la figlia
  • Frank che non accenna ad incassare nemmeno un colpo
  • Solite atmosfere eleganti e luci soffuse
  • Ritmo non incalzante ma che mantiene la giusta tensione
  • Più questioni russe vuol dire più Petrov; più Petrov vuol dire più Lars Mikkelsen: big, big thumb up
  • Un po’ esagerato che tutta l’America stia ascoltando il Discorso sullo stato dell’Unione nemmeno fosse quello di Armageddon
  • Personaggi secondari come Jackie e Remy Danton: meglio che trovino un ruolo importante all’interno delle vicende o spariscano senza tediare

Tra vecchie e nuove conoscenze, Netflix riporta il pubblico nel mondo di House Of Cards nel migliore dei modi, dando ulteriore spazio ad una splendida e cattivissima Claire sul piede di guerra con un Frank pronto a tutto per combatterla, tra le atmosfere sospese della White House. Non resta che fare del puro e sano binge-watching per sapere dove ci condurrà questa quarta stagione.
Chapter 40 4×01 ND milioni – ND rating
Chapter 41 4×02 ND milioni – ND rating

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