The Terror 1×09 – The C, The C, The Open CTEMPO DI LETTURA 3 min

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The sea! The sea! The open sea!
The blue, the fresh, the ever free!
Without a mark, without a bound,
It runneth the earth’s wide regions round;
It plays with the clouds; it mocks the skies;
Or like a craddled creature lies

Arrivati ormai agli sgoccioli di una stagione abbastanza solida sotto tutti i punti di vista, tutti i nodi che The Terror aveva lasciato nei precedenti episodi sono più o meno venuti al pettine e tutto sembra ben avviato per un tremendo series finale che lascerà ben poco di incompiuto.
Negli episodi precedenti avevamo assistito ad una distruzione fisica da una parte e morale dall’altra di quasi tutti i membri dell’equipaggio. La situazione ancora riposta in mano a dei capitani che, come tutti a questo stato delle cose, cercano più di sopravvivere che di comandare, peggiora di momento in momento, e la decisione di Crozier di marciare per il sud, pur essendo partorita dalla sua sempre accesa voglia di fare la cosa giusta per l’equipaggio, sembra più dettata dalla disperazione che da una reale idea che generi un aiuto per i suoi uomini.
Se da una parte Crozier rappresenta la razionalità, sempre alla ricerca di una soluzione lineare per salvare più persone possibile da questa spedizione diventata ormai un completo suicidio, dall’altra la bestialità di Hickey domina la scena. Lo stato in cui gli uomini versano li rende ogni secondo più deboli, il cibo in scatola contaminato che sta lentamente portando tutti i soldati a morire non è più una risorsa credibile e l’idea del cannibalismo, già percepita negli episodi precedenti, diventa concreta in pochissimo tempo, proprio grazie alla tentazione di Hickey.
A questo punto per i presenti le convinzioni e la fedeltà al gruppo apprese in marina non contano più nulla, quello che accomunava questi uomini per la maggior parte del gruppo è morto e sepolto, niente ha più rilevanza. Per Crozier invece c’è ancora uno spiraglio di luce, suggerito più dal suo status di capitano che lotta ancora per tenere insieme i suoi sottoposti, che da una reale predisposizione alla speranza. La sua volontà ferrea e inamovibile rimane sempre quella di evitare Tuunbaq: la missione suicida in cui i suoi vogliono lanciarsi non è il destino che vuole imporre al gruppo, e nemmeno la morte di Fitzjames o il peso eccessivo che tutti i presenti si portano sulle spalle, potranno cambiarla. Non si lascia nessuno indietro.
Comportamento per certi versi apprezzabile ma difficile da mettere in pratica. In un momento di scompiglio puro è ammirevole lo sforzo del capitano, che cerca ancora di tenere in mano la situazione e di essere meno individualista possibile, assumendosi tutte le responsabilità per espiare le sue colpe. Conoscendo un minimo i meccanismi televisivi e quelli letterari non rimarrà difficile allo spettatore ipotizzare il destino immediato di Crozier. La trappola in cui cade, organizzata proprio da parte dei suoi uomini che ormai hanno ceduto alla tentazione proposta da Hickey, segna la sua definitiva sconfitta e la rinuncia ad ogni speranza di salvezza del gruppo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Fotografia al limite della perfezione
  • La scenografia
  • Il confronto tra la razionalità di Crozier e la pazzia di Hickey
  • Il gore giustificato
  • Tutto è ben predisposto per un finale tragico per i marinai
  • Niente in particolare

 

La tragica fine dei marinai di The Terror è già una realtà, se le puntate precedenti avevano messo in campo degli indizi che avevano portato lo spettatore a intuire un ending negativo, “The C, The C, The Open C” ha fatto molto di più, rendendo ancora più violenta e macabra la vicenda. Le morti, il gore utilizzato spesso nell’episodio e il cannibalismo ben rappresentano lo stato mentale degli uomini ormai arrivati allo stremo delle forze; l’ultima parte di razionalità rimasta è stata estirpata con la cattura del capitano Crozier, manca solo il passo decisivo verso l’oblio.

 

Terror Camp Clear 1×08 ND milioni – ND rating
The C, The C, The open C 1×09 ND milioni – ND rating

 

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Arrivato ormai alla veneranda età di 18 anni, da 6 anni, e in cerca di nuovi stimoli si è unito a RecenSerie per convertire il team al culto di Tina Fey e per trasmettere all'umanità la passione per le comedy. Tra una puntata e l'altra cerca di laurearsi in lettere e di guardare per un tempo indeterminato quanto più sport possibile. Il suo sogno nel cassetto è scrivere la sceneggiatura di una sit com modello talent-show con protagonisti Joe Bastianich, Lilly Meraviglia e Damiano Er Faina

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