Marvel’s Daredevil 3×08 – Upstairs/DownstairsTEMPO DI LETTURA 5 min

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Maggie:”You kept your word to Agent Nadeem.
Matt:”Yeah. And how many people will die because of it? I don’t know if I have the strength to get through this.
Maggie:”He’s so stubborn. Full of fury and foolish pride. Please watch over him. 
Keep him from making the same damned mistake that took you from us.
Our son is too much like you, Jack.
Matt:”Mom? Mom. No.

 

In Daredevil – Born Again, il ciclo di fumetti firmato da Frank Miller che fa da esplicita base letteraria di questa stagione, Suor Maggie negava a più riprese al figlio la verità, pur avendola lui largamente intuita. In questo ottavo episodio della serie Netflix, invece, gli sceneggiatori hanno optato per una rivelazione rovesciata, con la Suora che involontariamente svela a Matt Murdock le sue origini.
Anche Marvel’s Daredevil decide quindi di usare la carta del “genitore ritrovato”, cliché classico da seconda stagione qui posticipato alla terza, ancora da scoprire però quanto funzionale alla trama. Difficilmente, infatti, si potrà scadere nel vero imbarazzo che ha rappresentato la madre di Jessica Jones nella serie omonima, visto la caratterizzazione più innocua della suora. Anzi, potenzialmente avrà la conseguenza di elevare ancor più l’intimità del rapporto tra i due, fino ad ora fondante nel percorso stagionale del protagonista, e soprattutto smuoverlo sul campo della fede proprio della donna e cruciale per l’evoluzione di Matt.
L’aspetto forse più curioso della scena è come questa si riallacci letteralmente al titolo della puntata: upstairs Maggie recita la sua preghiera, downstairs Matt l’ascolta; “sopra” la verità viene dichiarata, alla luce del sole, “sotto” viene recepita, facendo i suoi effetti. Si consuma così il ben più sottile e sofisticato gioco di metafore e dicotomie operato dagli autori, che domina l’intero episodio e trova nel finale il punto d’arrivo del suo climax. “Sopra” e “sotto” possono esser letti anche come “fuori” e “dentro”, ossia ciò che una persona mostra di se stessa agli occhi della gente e ciò che nasconde di ben più terribile nel profondo. Un dualismo che colpisce praticamente ogni personaggio della serie, dagli eroi ai villain.
Restando però su di una connotazione esclusivamente letterale, c’è naturalmente un personaggio che incarna perfettamente questa dialettica. “Sopra” è infatti ciò che Wilson Fisk mostra all’FBI, la sua finta collaborazione all’ente governativo, la sua falsa accettazione della prigionia. Upstairs è la lussuosa camera d’albergo dove riceve Karen Page, alla quale sbatte in faccia con superba noncuranza la situazione in cui vive, mostrandole tutto il suo potere, impunito nonostante quello che le ha fatto. A tal proposito, può essere interessante anche qui notare il confronto con il fumetto di Miller. È infatti proprio da Karen che la trama in quel caso prende il suo via, con l’ex-segretaria in rovina, eroinomane e attrice in campo pornografico, che vende a Kingpin la vera identità di Daredevil. Nella serie naturalmente le circostanze sono oltremodo diverse, anzi Karen, pur scossa inizialmente, riesce a prendersi una piccola rivincita nel far perdere le staffe all’uomo. E guarda caso, rivelandogli ironicamente ciò che è lei invece a nascondere (l’assassinio di Wesley), quello che paradossalmente li accomuna (la capacità di uccidere).
“Sotto”, d’altro canto, è ciò che Fisk cela a Nadeem e a tutti gli agenti federali che lo sorvegliano, il controllo che detiene su di loro. Downstairs è quindi dove riceve Poindexter, accogliendolo tra le sue braccia, gustandosi la sua totale vittoria. Poindexter che tra l’altro veniva proprio da un’inseguimento per le “scale” del suo palazzo, ai danni di chi invece ha scoperto la sua vera natura, loro “sopra”, lui “sotto”. E invece è proprio nello svelargli la sua camera segreta, che Fisk finge di essere l’unico onesto e fiducioso nei suoi confronti.
Gli autori sembrano quasi voler dire che non esiste davvero uno spazio per la verità e uno per la menzogna, si confondono continuamente dentro e fuori ognuno dei protagonisti, utilizzate e manipolate per portare avanti le proprie volontà, buone o malvagie che siano. E allora ecco Karen, giustizialista freelance che nasconde l’assassinio di Wesley; Nadeem integerrimo agente che ha bisogno di Fisk per la sua carriera; Poindexter diviso tra il voler seguire gli insegnamenti della terapia e l’assecondare la sua reale natura, quella che lo farà diventare uno dei villain più celebri di Daredevil; Suor Maggie che indirizza il figlio nella sua rinascita, senza però essere del tutto sincera; Matt Murdock naturalmente, con il suo voler seguire l’istinto di abbandonare moralità e affetti per un bene superiore, che cozza con i valori che l’hanno formato da tutta una vita (And how many people will die because of it?). Si arriva quindi lì, alla fede, che la realtà mette continuamente a dura prova. Si pensi a Foggy e al suo rapporto controverso con la giustizia, enunciato alla massa in quest’episodio. Lui l’esempio forse più integro, tra tutti i protagonista, con la fiducia nella legge simile a quella del miglior amico (e di sua madre) per Dio. Giustizia, però, che non sempre sembra ascoltarlo, né aiutarlo, anzi. Eppure, come potrebbe mai smettere di lottare per essa? A dimostrazione di come credere fortemente in qualcosa sia da una parte l’unica soluzione, ma possa anche essere la maledizione più estrema.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Upstairs/Downstairs
  • Karen vs Fisk 
  • Poindexter e l’aspirapolvere
  • Fisk e l’abbraccio a Poindexter
  • La rivelazione finale
  • La rivelazione finale, pericoloso cliché, dipende tutto da come gli autori lo gestiranno

 

“Upstairs/Downstairs” è sicuramente un episodio di raccordo tra una prima parte, di presentazione di conflitti tanto di trama quanto umani per il percorso dei protagonisti, e una seconda, dove questi troveranno la loro risoluzione finale. Eppure, ha il merito di avere comunque un contento ricco e significativo, ennesimo esempio della pregevole scrupolosità narrativa che sta contraddistinguendo questa stagione.

 

Aftermath 3×07 ND milioni – ND rating
Upstairs/Downstairs 3×08 ND milioni – ND rating

 

Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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