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The Umbrella Academy 1×10 – The White ViolinTEMPO DI LETTURA 5 min

in Recensioni/The Umbrella Academy by
Una vita passata nell’ordinarietà all’interno di una famiglia eccezionale. La tremenda scoperta di un potere incredibile ma represso contro la sua volontà. L’uccisione della persona amata ma traditrice. Il “tradimento” ad opera dei suoi fratelli. Infine, la reclusione in una gabbia oscura, come un tempo.
I battiti del cuore tormentato di Vanya sovrastano il silenzio, aumentano di ritmo e di intensità, diventano insostenibili. Poi, l’esplosione.
Così ha inizio il preludio all’evento tanto temuto: l’apocalisse.

Vanya:Did you know it?

The Umbrella Academy si prepara alla conclusione di questa prima stagione dopo uno dei migliori finali di puntata della serie, ma, prima di mostrare cosa ne sarà di Vanya, dei suoi fratelli e del mondo intero, “The White Violin si apre con l’ennesimo flashback. Stavolta la didascalia indica un tempo remoto – “long ago” – e il protagonista è colui attorno a cui ruotano tutti i principali misteri che legano la Umbrella Academy alla fine del mondo: Reginald Hargreeves. Eppure, al contrario di quanto ci si potesse aspettare, i segreti dietro ai criptici piani dell’austero padre non vengono del tutto chiariti: si fa notare solo che è molto diverso da un essere umano qualsiasi e viene spiegato il perché dell’ombrello come simbolo dell’accademia. L’oggetto che canalizza di più l’attenzione è il violino e in particolare la musica che emette, musica con cui la serie è cominciata e che chiude il cerchio spingendo i poteri di Vanya alla massima potenza.
Protagonista indiscussa di questo finale è proprio Number Seven, che subisce una trasformazione radicale, passando da donna remissiva, all’ombra dei coetanei superdotati, ad indomabile potenza della natura, contro cui Luther e gli altri ben poco possono fare. L’evoluzione di Vanya ricorda per molti tratti quella di Peter Petrelli nella prima stagione di Heroes: entrambi, da personaggi apparentamenti secondari e in balia di eventi e personaggi ben più potenti di loro, irrompono in prima linea e diventano essi stessi la minaccia, la bomba che rischia di decimare un numero altissimo di vittime. Seppure, quindi, questa svolta degli eventi non sia così spiazzante, la sorpresa e l’effetto dirompente che provocano in chi è arrivato fino a questo punto risultano comunque efficaci. Inoltre, Ellen Page dimostra qui, ancor più che altrove nella serie, tutta la sua bravura attoriale e regala una performance ammaliante, che lascia senza fiato.
Anche se sembra impossibile poter fermare la nuova Vanya, gli altri membri della Umbrella Academy finalmente decidono di lavorare in squadra per evitare l’irreparabile, ma questa squadra non è così coesa come dovrebbe essere in un momento decisivo per il mondo intero. Luther, ossessionato dall’idea di essere un leader pronto anche al sacrificio della sorella, non considera affatto ciò che i suoi compagni, specialmente Klaus ed Allison, cercano di proporre come alternativa. Ciononostante, nel momento di maggior pericolo, Klaus riesce a rendere il suo potere determinante nello scontro contro gli scagnozzi dell’organizzazione che controlla il continuum spazio-temporale, mentre l’intervento di Allison evita che Vanya diriga il suo raggio distruttore contro i fratelli e la Terra. Condensando in 47 minuti molti momenti topici, forse qualche minuto in più non sarebbe guastato per far giungere i personaggi a determinate tappe in maniera più graduale, meno accelerata.
Se già la produzione di Netflix aveva abituato lo spettatore a scene memorabili, ad alto tasso d’azione e con effetti speciali mozzafiato, qui dà il meglio di sé attraverso le onde d’energia della Number Seven, una Luna stravolta dall’attacco di quest’ultima e l’impatto di parti di essa sulla Terra. Una spettacolarità visiva degna della CGI di questi tempi.
Al movimento frenetico si alterna un pathos commovente che raggiunge uno dei suoi punti più alti nella scena di Allison e Luther mentre telefonano a Claire. E non mancano di certo la solita soundtrack accattivante e la fotografia multiforme, come nella scena del bowling.
Un finale di stagione esplosivo (in tutti i sensi!) che, invece di sbrogliare le molte fila narrative conducendole verso un punto risolutore, si lancia con una spinta propulsiva verso un cliffhanger carico di aspettative: tornare indietro nel tempo sarà davvero la soluzione migliore o i protagonisti rischieranno di creare paradossi temporali irrimediabili? The Handler è davvero morta? Altri dell’organizzazione verranno a fermare la Umbrella Academy? Hazel e Agnes, scampati al disastro, fuggiranno per sempre tra le pieghe del tempo o ritorneranno a sorpresa, magari insieme a Cha-Cha, anche se colpita in pieno dall’onda d’urto dei frammenti della Luna?
Allo stesso tempo, alcune domande rimangono irrisolte. Il passato di Pogo, colui che seppur sempre nelle retrovie sapeva più di tutti i piani di Reginald Hargreeves, rimane taciuto, mentre quello del creatore della Umbrella Academy non è del tutto svelato. Chi è davvero? Come faceva a sapere dell’apocalisse senza avere i poteri di Number Five? E per quale (vero) fine l’organizzazione dietro Hazel, Cha-Cha e The Handler manipola il corso degli eventi? Il tutto senza dimenticare i razzi che partono nel momento in cui Hargreeves da l’addio alla moglie.
Insomma, tanto materiale da sfruttare per una seconda stagione, non ancora annunciata ma, dato il generale consenso di pubblico e critica, molto probabilmente già in vista.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Performance strepitosa di Ellen Page
  • Alternanza tra azione e pathos
  • Effetti speciali spettacolari
  • Soundtrack azzeccata
  • Necessità di qualche minuto in più
  • Personaggi sviluppati a volte troppo rapidamente

 

Un finale potente, tra tensione altissima ma e momenti più intimi, preannuncia eventi ancora più incredibili lasciando molte preziose informazioni ancora nell’ombra.

 

Changes 1×09 ND milioni – ND rating
The White Violin 1×10 ND milioni – ND rating

Di origini burine campagnole, mi sono trasferito a Pisa per darmi un tono studiando Lettere (qualcuno dice pure Lingue, ma secondo me è una menzogna). Non una delle mie più grandi genialate, certo, ma se c'è qualcosa che ho imparato dalle ore e ore di studio, quello è guardare serie TV fino a notte tarda. P.S.: trovo le volpi davvero adorabili!

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