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Fleabag 2×05 – Episode 5TEMPO DI LETTURA 4 min

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La morte di Boo aveva lasciato un incolmabile vuoto nell’animo di Fleabag. Aveva sì, tentato di porvi rimedio ma non riflettendo su ciò che aveva fatto verso l’amica e confrontandosi con se stessa, bensì – su sua stessa ammissione – attraverso il cinismo sprezzante e una lunga serie di rapporti sessuali occasionali senza alcun sentimento verso l’altro. Dopo l’esplosione alla mostra della matrigna e aver ricevuto il prestito per la caffetteria, le cose sembravano essere migliorate, ma il ritorno in scena della famiglia e soprattutto l’arrivo del prete hanno rimesso tutto in gioco. Quello che si è instaurato tra la protagonista e il giovane uomo di chiesa è un rapporto che fin da subito mostra preoccupanti segnali d’allarme, presi però sottogamba dalle persone coinvolte. Lo scorso episodio, attraverso uno dei momenti più rivelatori e toccanti della serie, fa emergere con un crescendo inarrestabile le paure e i desideri di lei e di lui, fino al prevedibile – ma non per questo meno potente – incontro sessuale. Eppure, l’intervento “provvidenziale” della caduta del quadro fa crollare in pochi istanti il loro castello di carte e la realtà torna nuovamente a dividerli.
L’espressione finale di Fleabag al termine del precedente episodio sembrava presagire la vendetta che sarebbe caduta sulla testa di colui che l’aveva ascoltata, apprezzata e infine illusa. Invece, già dai primi minuti di questo quinto episodio, il tempo sembra essere tornato indietro, fino al pilota della serie. Rivediamo una smaliziata Fleabag flirtare con un affascinante avvocato, in un dialogo dal ritmo serrato e perfettamente calcolato, con il solo fine di una semplice scopata in cui lui è solo un diversivo da una crisi esistenziale amplificata dal rifiuto del prete. Anche la metanarrazione, piuttosto scarna in questa seconda stagione, ritorna prepotentemente, al punto da citare quasi testualmente il primissimo monologo della serie, dimostrandosi, più che un provocatorio mezzo espressivo, uno strumento funzionale alla resa della fluttuazione emotiva della protagonista. Inoltre, in Fleabag la colonna sonora è sempre stata usata in modo parsimonioso ma allo stesso tempo accorto, per sottolineare momenti cruciali e delineare i vari cambiamenti emotivi della protagonista. Qui ancor di più è evidente il ruolo della soundtrack, che, se fin dall’inizio della stagione aveva privilegiato la musica sacra, ora ripresenta la chitarra distorta e la batteria familiari allo spettatore, tipici di quelle situazioni in cui Fleabag più si lascia andare. Tutti questi elementi, messi a sistema, formano un puzzle in cui è possibile vedere dettagliatamente il crollo nervoso che Fleabag sta vivendo dopo che il prete l’ha abbandonata in chiesa e al quale tenta di mettere una sordina attraverso le solite azioni ed atteggiamenti impulsivi e lesionisti.
Ciononostante, le carte vengono nuovamente rimescolate nell’incontro finale col prete a casa di lei in cui si palesano i sentimenti di entrambi e l’atto sessuale, prima interrotto, ora giunge a compimento. L’ultima inquadratura con loro due a letto e lei che nega la visione spostando la camera, fa da preludio ad un finale di stagione carico di aspettative che con ogni probabilità non verranno smentite.
Oltre a questa linea narrativa principale, i personaggi secondari non sono di certo scomparsi, anzi sono in scene apparentemente più leggere, anche se è ormai ben chiaro che in questa serie l’umorismo è un modo per far emergere aspetti più profondi delle personalità di tutti i personaggi. Fanno ritorno Martin che, tra l’arrogante e il supplichevole, si scontra con Fleabag in merito a Claire, e il direttore della banca, quello che le aveva concesso il prestito alla fine della prima stagione, un amico alquanto inusuale ma ben disposto ad aiutarla. Infine, continua il singolare rapporto tra Fleabag e Claire con la scena del taglio di capelli, un momento spassoso e rivelatore allo stesso tempo dell’affetto tra le due sorelle, al di là dei vari dissidi e dissapori.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Capacità attoriali e di scrittura di Phoebe Waller-Bridge
  • Metanarrazione al suo massimo
  • Soundtrack legata alle emozioni di Fleabag
  • Umorismo mai fine a se stesso
  • Caratterizzazione di tutti i personaggi
  • Niente da registrare

 

Un altro brillante esempio delle capacità attoriali di Phoebe Waller-Bridge e della qualità drammaturgica di una delle serie più pregevoli del momento.

 

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