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The Man In The High Castle 4×03 – The BoxTEMPO DI LETTURA 3 min

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Si è già ampiamente parlato delle varie pecche di The Man In The High Castle sia in “Hexagram 64” che in “Every Door Out…“, quindi non ha molto senso continuare a ripetere le stesse cose per una terza volta anche perché, con gran sorpresa, tutto quello che si è detto non può essere applicato a questa puntata.
La motivazione dietro questa (sorprendente) valutazione positiva è ovviamente riconducibile al ritmo frenetico abbastanza elevato con cui “The Box” si contraddistingue rispetto ai suoi predecessori: un plot twist non da poco nell’altro universo (immagine lievemente spoiler), un ritorno sperato ma inatteso in terra teutonica ed un bel attentato terroristico in suolo giapponese sono tutto ciò di cui questa stagione aveva bisogno.
Come già accade da diversi anni in The Flash con l’ottimo Tom Cavanagh che ormai è quasi schizofrenico da quante diverse versioni ha interpretato per lo stesso character, anche qui si gioca molto con Rufus Sewell e la sua versione alternativa, con un chiaro divertimento anche dello stesso Sewell. Il confronto con Juliana sarebbe stato un momento importante in qualsiasi puntata ma qui, anche visto il risvolto/morte piuttosto discutibile di John, assume un significato ancora maggiore ed emerge ulteriormente la bravura di Sewell.

 

Juliana:Look, this man who shot me, uh, is extremely powerful. So what I’m trying to do, I guess, in a way, is is prepare. And better understand what what I’m up against, since I’m gonna have to face him. […] I’ve been thinking about what you said the other night, about wanting to be like your father, and the war getting in the way. What did you mean by that?
John:[…] I didn’t want the job, but, uh, but it turned out I was pretty good at it. […] And I feel like, uh, if I’d stayed, then that job would have would have grown into me. […] I don’t know who this man is, but but that’s all he is. He’s just a man. That’s all I got.

 

“The Box” è ricca di elementi che fanno invidia ad un qualsiasi episodio della scorsa stagione sia quando si guarda alla gestione delle millemila sottotrame aperte, sia quando si guarda al ritmo mantenuto in questa quarantina di minuti. E questo è un elemento da sottolineare perché è in diretta correlazione con la qualità della puntata: la prima volta che nelle ultime due stagioni si scende (abbondantemente) sotto l’ora di durata ne esce fuori un episodio molto buono. Un caso? No, piuttosto una saggia decisione che ripaga grazie all’assenza di scene mute o con dialoghi irrilevanti.
Azione e dialoghi si mantengono su un ottimo livello alternandosi tra le varie trame, in tal senso la preparazione dell’attentato agli alti ranghi giapponesi è estremamente curata, lo stesso dicasi per il faccia a faccia tra Kido e suo figlio o tra Juliana e John. Tutto fila liscio come l’olio addirittura entusiasmando. Cosa va storto allora? Il potenziale è, al solito, sprecato e basta la scena finale a dimostrarlo: John Smith ucciso dai nazisti è potentissimo da vedere ma, al terzo episodio, distrugge anche tutto le potenzialità che non erano ancora state sciorinate. Ottima pessima scelta.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Plot twist finale con la morte di John: avviene tutto ciò che non si pensava di poter vedere, ovvero un John Smith ucciso dai nazisti
  • Il ritmo durante l’attentato e la sua preparazione sono veramente ben fatti
  • Il figlio di Kido continua a regalare soddisfazioni
  • Childan, sempre e comunque
  • Minutaggio inferiore ai canonici 59 minuti, e si vede la differenza, finalmente…
  • Plot twist finale con la morte di John: questa versione alternativa poteva dire ancora molto ed invece si rivela un’occasione persa

 

Finalmente al termine della visione di una puntata di The Man In The High Castle si prova un certo piacere. Non accadeva da diverso tempo e chissà se accadrà ancora. Nel frattempo ci si gode “The Box” che, in un misto tra azione e dialoghi importanti, si erge a capostipite di quella serie che sarebbe potuta essere ma che ad ora deve ancora dimostrare tanto.

 

Every Door Out… 4×02 ND milioni – ND rating
The Box 4×03 ND milioni – ND rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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