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Arrow 8×09 – Green Arrow And The CanariesTEMPO DI LETTURA 5 min

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Laurel: “Then why do it? For me, it gave me a purpose.
And that’s why I woke you up, so that you could have the chance to realize your own.
Mia, this is your city, and you’re the Green Arrow.

 

Tra il finale del maxi-crossover di Crisis e quello dell’intera serie di Arrow, che segnerà il grande addio dello show che ha avviato tutto, The CW piazza un gustoso “backdoor pilot”, ossia un episodio pilota di un’eventuale nuova serie all’interno della programmazione di un’altra. Eventuale perché va subito precisato che non è stata ancora ufficializzata né tantomeno promossa, ed è andato quindi in onda con l’intenzione di saggiare le reazioni del pubblico in merito, che convinceranno o meno la rete ad ordinarla nella prossima stagione televisiva.
“Green Arrow And The Canaries” si presenta allora come un pilot da manuale di sceneggiatura, che ruota tutta attorno alla “chiamata dell’avventura” vogleriana, mediante il “messaggero” Laurel, (venuta dal passato), che interessa le due “eroine” Mia Queen (e non più Smoak, prima vera grande novità), tanto Dinah Lance (inspiegabilmente esclusa dal “restart” dell’universo attuatosi in Crisis). Pur con modalità differenti, entrambe le “vocazioni” delle due protagoniste sono legate alla “memoria”.
Quella prima restituita, e poi rifiutata da essa, alla figlia di Oliver, che proprio come il padre è cresciuta nel “nuovo universo” tra un evento mondano e l’altro (pur non tralasciando affatto la sua formazione culturale ed accademica, nel suo caso), per poi decidersi volontariamente di raccogliere l’eredità di Green Arrow.
Pur con un’infanzia felice, Mia può infatti avere “dimenticato” (o, in seguito, voler dimenticare) ma tutto il mondo no, schiacciandola per tutta la vita col peso delle sue aspettative. L’investitura di cui la ricopre Laurel, al momento dell’ultimo atto d’episodio, in questo senso è costruita alla grande, regalando una delle scene più forti e significative della puntata, nonché confermando quanto la morte di Oliver nel crossover, pur con i suoi difetti di messa in scena, sia stata comunque una scelta felice col suo infondere un’aura di immortalità e leggenda al “primo eroe della storia” (ovviamente dell’Arrowverse).
Discorso diverso, ma con lo stesso risultato, per Dinah, che in versione opposta a Mia, ricorda invece tutto il suo passato, ma stavolta è il mondo intero ad essersi dimenticato di lei, lasciandola senza più nessuno scopo. Superato allora l’escamotage dell’amnesia collettiva, che fa tanto Once Upon A Time e che perciò non sembra proprio il massimo dell’originalità, anche la sua “agnizione” (di se stessa) arriva con una certa efficacia nel finale, caricando di intensità tutto lo scontro (con tanto di numerosissime inquadrature) che le vede protagoniste tutte e tre insieme.
“Green Arrow And The Canaries” svela ben presto, infatti, la sua caratterizzazione primaria, facendo del “girl power” il suo vero e proprio marchio di fabbrica, che finisce col toccare tutti i livelli di messa in scena, dai dialoghi alla trama. Non è infatti un caso, pur apparendo e diventando protagonista assieme a lei del colpo di scena finale (davanti alla statua/simulacro del padre), che il fratello di Mia, William, sia messo in disparte per tutto l’episodio.
Così come il salvataggio dell’ereditiera Belinelli, veda scontrarsi due modelli “forti” di donne nella società odierna: il mondo di Mia, fatto di donne ricche, ma indipendenti e istruite; e quello delle Canaries, più “toste” e combattive, come Laurel precisa praticamente in ogni sua battuta. Ancora, il villain d’episodio è un uomo, che è anche l’ex-amante, rifiutato e tradito, della ragazza rapita. Ma quel “she” a cui Trevor fa riferimento, fa supporre che il (sempre eventuale) mastermind sia una donna anch’essa, probabilmente legata al mistero finale del tatuaggio del ragazzo, identico al simbolo sulla pietra di Oliver.
Pur con tutte le ripetitività di sceneggiatura del caso, dal riacquisto della memoria per tutti gli “ignari”, che sicuramente finiranno con l’essere risvegliati tutti (come sta già succedendo, vedi JJ nel finale), all’articolo profetico su Mia che Laurel mostra a Dinah (“the Woman who failed Star City”, che invece ricorda troppo The Flash) e su cui dovrebbe girare tutta la trama orizzontale dell’eventuale prima stagione, l’episodio conferma che il neo-nato mondo post-Crisis offre potenziali di scrittura nuovi e intriganti.
Così come nei fumetti, ha il merito di aver dato un certo ordine all’Arrowverse, visto che ormai si era arrivati al punto che i protagonisti passassero da un universo all’altro con la facilità di una spesa al supermercato sotto casa. Una rinnovata freschezza, quindi, che si percepisce per tutta la durata dell’episodio, a cui si aggiunge l’ambientazione futuristica, dove il sacrificio di Oliver ha restituito ai propri figli perlomeno un’infanzia felice e non segnata da traumi indelebili.
Un risvolto che sì cancella, come previsto con la fine della scorsa stagione, il suggestivo futuro distopico della precedente stagione di Arrow (e che l’aveva di fatto esaltata a dismisura), ma che perlomeno gli autori hanno avuto l’accortezza di “salvare” nella mente dei sopravvissuti, scongiurando la possibile delusione di aver visto solo un bellissimo “what-if?”.

 

Laurel: “To the Green Arrow.”
Mia: To the Canaries.
Dinah: To the future, whatever it holds.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il nuovo mondo post-Crisis e la felice infanzia di Mia e William
  • Il trio di donne protagoniste ha il merito di scegliere i personaggi migliori e dal background più complesso dei “sopravvissuti” di Arrow 
  • Mia e l’eredità di Green Arrow 
  • Il ritorno dei vigilanti, nella Star City “più ripulita di sempre”, fa tanto “Dark Knight Rises”  
  • “Girl Power” vero e proprio stile narrativo e quindi coerente…
  • … fino a raggiungere livelli estremi, in certi casi
  • Escamotage ripetitivi: amnesia collettiva per Dinah; articolo “profetico” del futuro per Mia; riacquisto della memoria alla Once Upon a Time per tutti i personaggi  

     

 

A partire dalla scelta di un 2040 come ambientazione, “Green Arrow And The Canaries” riesce ad essere  convincente e interessante al tempo stesso, da un lato liberando il trio di donne protagoniste dal pesante legame con la serie madre e dall’altro dando nuova linfa ai loro percorsi narrativi. Difficile dire se tutto questo basterà a “salvarle” dai cliché narrativi e dagli abusati escamotage di sceneggiatura, ma per ora è un buon inizio.

 

Crisis Of The Infinite Earths: Part Four 8×08 1.41 milioni – 0.5 rating
Green Arrow And The Canaries 8×09 0.89 milioni – 0.3 rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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