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Arrow/DC’s Legends Of Tomorrow – 8×08 – 5×00 – Crisis On Infinite Earths: Part 4 – Part 5TEMPO DI LETTURA 9 min

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Crisis On Infinite Earths, che ricordiamo essere il crossover televisivo più lungo della storia del piccolo schermo (battendo i vari Elseworlds e Crisis On Infinite Earth X Part 1-2 e 3-4), è finalmente giunto al termine ed ora è doveroso fare un passo indietro, respirare profondamente ed analizzare queste 3 ore abbondanti. Per dare un commento riassuntivo di questa Crisis On Infinite Earths bisogna purtroppo scomodare William Shakespeare e citare una delle sue opere: “Molto Rumore Per Nulla”.

ECONOMIA DELLA CRISI SULLE TERRE INFINITE


Come spesso abbiamo detto parafrasando lo zio più famoso del competitor DC Comics (Zio Ben, giusto per chiarire), da grandi aspettative derivano grandi responsabilità. Responsabilità che spesso portano anche delusioni insieme a sorprese poco gradite. Questo crossover, nello specifico, è prima di tutto un evento televisivo senza confronti; una macchina costruita con estrema difficoltà e con uno stuolo di comparse, guest star d’eccezione e protagonisti che è veramente difficile da gestire e, soprattutto, da mantenere coeso. Ed in quest’ottica Marc Guggenheim ed i suoi adepti sono riusciti pienamente nell’impresa, sorprendendo mentre si divertivano a fare il loro lavoro. Sfortunatamente, nel riproporre quello che è probabilmente il crossover più complicato della storia fumettistica, si è persa di vista la profondità che avrebbe dato molto più spessore al tutto.
Si può ovviamente convergere con l’opinione di Marc Guggenheim quando, parlando di recente dell’organizzazione dietro questi cinque episodi, ha chiarito come siano state fatte diverse scelte che hanno, chiaramente, influenzato il risultato finale. E per scelte si intende la spartizione del budget per CGI, guest star (Ezra Miller non dev’essere costato poco per quei due minuti…), scenografie e comparse. Guggenheim e The CW hanno infatti chiaramente optato per un maggior numero di (piacevolissimi) easter eggs, sparsi in tutte e cinque le parti, piuttosto che per una CGI decente o per una maggior coesione tra gli eventi e, soprattutto, i character secondari che sono improvvisamente spariti qua e la. L’assenza di Cisco ed Iris nella Part 5 è abbastanza indecente e inspiegabile, giusto per citare un esempio.
Lo stesso Guggenheim può spiegare meglio il concetto:

Obviously, there are always financial limitations we run up against. We made the decision very early on that we were going to spend our money on bringing over as many characters from other universes and other properties as possible, and we did that knowing that it would probably limit the scale and grandeur of some of the fight sequences. But you make your bed and you lie in it.

Tornando a poco più di un mese di distanza dalla “Part 3” che aveva infiammato il crossover distruggendo, di fatto, tutte le terre del Multiverso, questi ultimi due capitoli dovevano rendere possibile l’impossibile, ovvero sconfiggere Anti-Monitor e riportare tutto indietro allo status pre-Crisis. Chi ha letto la saga fumettistica di Marv Wolfman (che tra l’altro appare in un divertente cameo con Supergirl e Flash nella nuova Terra Prime ed è anche una delle due penne dietro “Part 4”) e George Perez, prima di guardare la versione televisiva, era già a conoscenza di quanto l’Universo DC sarebbe cambiato ma ancora non era chiaro in che modo. A parte la morte di Oliver Queen. Quindi c’era una certezza nel prima (Part 4), ma un’infinità di possibilità nel dopo (Part 5).

IL PRIMA


You failed this universe!

Innanzitutto è molto apprezzabile come, finalmente, si sia concesso un po’ di spazio per raccontare la storia di Mar Novu: utile sia per contestualizzare il personaggio, sia per il successivo incontro nel passato con Lex Luthor, Supergirl e Ryan Choi. D’altronde finora non era stato detto niente sul passato di Monitor e, un minimo, era sicuramente necessario anche solo per dare maggior profondità al character. E di riflesso anche all’Anti-Monitor, chiaramente.
Lo stesso tipo di profondità però, e questa è la prima di tante cose che alla lunga hanno pesato sul voto finale, non è riscontrabile nel personaggio interpretato da Stephen Amell che, in “Part 4”, compare prima come Spectre e poi muore come Oliver Queen. Per la seconda, e definitiva, volta. L’evoluzione di Oliver, da Green Arrow a “also something more: some might call me a ghost, a Spectre that’s in tune with the entire multiverse“, avviene off-screen per diverse ragioni ma non aiuta la cristallizzazione nel nuovo ruolo che, piuttosto, sembra più un Deus Ex Machina vestito da Sith (come dice Ryan Choi) che altro. E anche questa è una scelta dovuta al minutaggio dedicatogli.
Se si vuole poi essere molto pignoli, si potrebbe anche discutere il come siano sopravvissuti e cambiati i superstiti mentre erano nel Vanishing Point: Ryan Choi è l’unico che dimostra qualche segno dei mesi passati grazie ad un po’ di barba e, non essendoci cibo, è lecito chiedersi come abbiano vissuto finora. Pignolerie, si, ma pignolerie che potevano essere evitate se non si fosse pronunciata la frase “You’ve been gone for months” che è budget free.
Un plauso va però fatto per la gestione dello scontro finale che, pur mancando di quell’epicità scenica che si respirava per esempio già nella prima battaglia conclusasi con la morte di Oliver in “Part 1“, riesce a dare quel tocco particolare (anche grazie ad una CGI discreta) che serviva.

IL DOPO


For Oliver!

La curiosità circa la struttura dell’universo The CW/DC nel post Crisi era alle stelle ma è sfortunatamente andata scemando non appena si è scoperto il vero cambiamento: l’unione (molto comoda) di Earth-1, Earth-38 e Earth-73; la rinnovata filantropia di Lex Luthor che è ora “capo” di Supergirl e la nuova paternità di Diggle. Tutto qua. Nient’altro. Ed è un peccato macroscopico non aver colto completamente l’opportunità di stravolgere tutte le carte soprattutto se si pensa a tutti i cambiamenti visti nei fumetti dopo questo evento.
Da un lato, a frenare il passaggio della spugna sulla lavagna, c’è sicuramente la paura di produttori esecutivi e sceneggiatori di perdere ulteriori fan per colpa di stravolgimenti troppo grandi, dall’altro si può chiaramente vedere la paura nel compiere il famigerato “salto dello squalo” (leggasi: un grande reset) che avrebbe potuto dare nuova linfa a tutti gli show che sono palesemente in crisi d’ascolti nonostante i rinnovi costanti.
A non aiutare il tutto arriva poi l’attitudine, molto spensierata ma anche non adeguatissima per quest’ultima parte del crossover, di Legends Of Tomorrow che si permette (piacevolmente anche se si poteva serenamente evitare) di pescare dal cilindro un Beebo gigante invece che approfondire un po’ il nuovo mondo condiviso di Earth-Prime. Lo stile molto frivolo che regna sovrano nella serie delle Leggende non si sposa bene con tutto il resto ed è un’aggravante della mancata opportunità di chiudere col botto un crossover che, specialmente in questo secondo atto, aveva perso smalto. Ed è totalmente comprensibile che ciascun showrunner non abbia voluto sparare subito tutti gli assi nella propria manica ma, e questo è il problema principale, un semplice scontro finale con un Anti-Monitor gigante (ed una CGI improponibile) non può bastare per chiudere con efficacia oltre 3 ore di visione.
Fortunatamente si riesce a ritagliare un po’ di tempo per quello che è probabilmente il momento migliore di questa ultima ora abbondante di Crisis On Infinite Earths: la commemorazione di Oliver e la nascita della Justice League Of America, JLA per gli amici. E all’improvviso l’attesa per il nuovo crossover è di nuovo alle stelle.

Easter Eggs in Crisis On Infinite Earth, Part 1
  1. La torre quantica di Monitor è praticamente identica, anche per quanto riguarda la struttura dell’edifico in sé, alle torri gravitazionali presenti nel fumetto che sono ovviamente fatte per tentare di rallentare la distruzione dei mondi.
  2. I demoni ombra che l’Anti-Monitor scaglia contro i supereroi sono praticamente le stesse creature dal pianeta Qward, lo stesso dell’Anti-Monitor.
Easter Eggs in Crisis On Infinite Earth, Part 2
  1. Jonah Hex è a custodia del Pozzo di Lazzaro su Earth-18;
  2. La versione di Batman di Earth-99 è simile a quella della miniserie Kingdome Come pubblicata dalla DC Comics;
  3. The Book Of Guardians è un chiaro riferimento alla Green Lantern Corp;
Easter Eggs in Crisis On Infinite Earth, Part 3
  1. Viene introdotto Ryan Choi che, nei fumetti, è anche noto come il 2° The Atom, ovvero l’alter ego di Ray Palmer, ruolo che prende in seguito alla scomparsa di quest’ultimo. Non è quindi un caso che, con l’addio annunciato di Brandon Routh, sia stato introdotto;
  2. Non dobbiamo presentarlo a nessuno ma Lucifer, protagonista dell’omonima serie ora in onda su Netflix, fa la sua comparsa in Earth-666;
  3. Sempre in Earth-666, nella visione della città dall’alto, compare un cartellone di Watchmen;
  4. In Earth-203 c’è un omaggio al defunto Birds Of Prey, serie tv del 2002, grazie alla presenza di una delle protagoniste, Ashley Scott;
Easter Eggs in Crisis On Infinite Earth, Part 4
  1. L’origine di Monitor e Anti-Monitor è ben diversa nei fumetti perché il Mar Novu televisivo ha una storia che è praticamente la fusione di quella della sua versione cartacea e di Krona, il vero scienziato che è presente nel momento esatto della creazione dell’Universo;
  2. Ezra Miller è il Barry Allen dell’Universo DC cinematografico;
  3. La citazione “You failed this universe” di Oliver è un’autocitazione della più celebre “You failed this city“;
Easter Eggs in Crisis On Infinite Earth, Part 5
  1. Marv Wolfman, il creatore di Crisis On Infinite Earths, compare brevemente in scena parlando con Supergirl e Flash;
  2. Il magazzino dismesso della Star Labs è identico alla Hall Of Justice fumettistica;
  3. Gleek è una scimmia spaziale di colore blu;
  4. La nuova struttura del multiverso è composta da: Earth-1 (Arrow, The Flash, Legends of Tomorrow, Supergirl, Black Lightning), Earth-2 (Stargirl), Earth-9 (Titans), Earth-12 (Green Lantern), Earth-19 (Swamp Thing), Earth-21 (Doom Patrol) ed infine Earth-96 (Superman di Brandon Routh);
THUMBS UP THUMBS DOWN

PARTE 4

  • Molto commovente il secondo addio, tra pochi intimi, di Oliver
  • Quando parla Lex Luthor tutto migliora un po’
  • Interessante la riproposizione, parzialmente aggiornata, di tutti i momenti salienti
  • Scontro finale ben diretto e recitato
  • Il tocco di Oliver Spettro sulla fronte di Barry per liberare le sue “potenzialità nascoste”: effetto placebo

PARTE 5

  • La Justice League è finalmente realtà!
  • L’altare dedicato ad Oliver
  • Bel dialogo molto intimo tra Supergirl e Flash
  • Lex Luthor filantropo è bellissimo
  • Terra Prime è un gran bel cambiamento…

PARTE 4

  • Oliver come Spettro poteva essere caratterizzato un po’ di più e meglio, invece a parte una voce modificata e un cappuccio diverso non c’è tanto altro

PARTE 5

  • La CGI non è assolutamente perfetta, anzi l’Anti-Monitor in versione gigante e gli scontri aerei sono abbastanza inguardabili
  • La gestione del minutaggio va ampiamente rivista perchè non è possibile “spendere” minuti preziosi con Weather Witcher e Sargon Lo Stregone quando c’è modo e tempo per dare più profondità a character, sia principali che secondari, e alla nuova Earth Prime
  • A parte alcuni elementi che agevoleranno i futuri crossover, Earth Prime non sembra poi questo grandissimo cambiamento che gli showrunner continuano a paventare
  • La mancanza di alcuni character fondamentali (Cisco, Iris) non può essere giustificata dalla mancanza di budget

 

Con tutte le difficoltà del caso, in pre e post produzione, Crisis On Infinite Earths non è uscita esattamente come si poteva sperare. Sono infatti riscontrabili diversi margini di miglioramento sia nella grafica, che nell’utilizzo determinante del budget. Il risultato è ovviamente sufficiente ma, tra le aspettative di un Bless Them All ed un mesto Save Them All, giacciono morenti sul suolo tutte le aspettative cullate nell’ultimo anno di attesa. Earth-Prime inclusa.

 

Crisis On Infinite Earths: Part One 5×09 1.67 milioni – 0.7 rating
Crisis On Infinite Earths: Part Two 1×09 1.71 milioni – 0.6 rating
Crisis On Infinite Earths: Part Three 6×09 1.73 milioni – 0.6 rating
Crisis On Infinite Earths: Part Four 8×08 1.41 milioni – 0.5 rating
Crisis On Infinite Earths: Part Five 5×00 1.35 milioni – 0.5 rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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