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Yellowstone 3×07 – The BeatingTEMPO DI LETTURA 4 min

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CHE TIPO DI PADRE È JOHN?


A questa annosa domanda cerca di rispondere “The Beating”.Come si è visto finora, questa terza stagione di Yellowstone si sta decisamente “accomodando” sull’approfondimento dei personaggi piuttosto che andare avanti in termini di trama. Di per sè una scelta interessante visto quanto mostrato in questo episodio, ma c’è da chiedersi se questo attendismo alla lunga non stanchi lo spettatore, che in certi momenti potrebbe aspettarsi che qualcosa deflagri “nella valle”.
Parlando subito di cosa non va, questa è proprio la progressione della trama: tutto ciò che ruota intorno a Roarke Morris e alla Market Equities risulta molto noioso. Se probabilmente l’intenzione è quella di svilupparla anche in una quarta stagione, non si fa molto per appassionare. In ogni episodio gli si dedicano più o meno 3 minuti, millantando interventi di figure temibilissime di cui ancora però non se ne vede traccia.
Se questo è il grosso limite della serie in questa stagione, cosa dire del resto? “The Beating” è un buonissimo episodio di introspezione, forse uno dei migliori visti finora.

DUE DIALOGHI INTENSISSIMI, FORSE TRE


Cominciando dall’ultimo in ordine cronologico, che chiude quanto aperto nello stesso episodio, si cerca di rispondere alla domanda in apertura di recensione.
Se John Dutton sembra incarnare una figura paterna decisamente incapace di gestire una famiglia, si evince che nonostante tutto stia facendo o abbia fatto quello che può. Il suo rapporto con Jamie, anche in relazione con quanto detto da Beth nell’episodio precedente, è intriso di un carico di aspettative disattese, rancore inconscio ma anche frutto di un amore difficilmente “maneggiabile” che lo rende molto più umano di quanto potesse apparire. La sua stanchezza mentale, risultato di piani andati in fumo per mancata condivisione con chi gli sta accanto, è una presa di coscienza devastante tanto da congelare Jamie dal suo legittimo rancore nei suoi confronti. Jamie non è suo figlio biologico, così come non lo è neanche Rip, ma John ha sempre sentito la necessità di salvare gli altri dalle loro miserie, senza però permettere agli stessi di avvicinarsi a lui.
Jamie è oggettivamente un codardo e le sue azioni “a fin di bene” non hanno fatto altro che peggiorare la situazione ma parte della sua inettitudine è dovuta a questo rapporto irraggiungibile con John.
Speculare e sintomatico è anche il suo rapporto con Rip. Sa che non avrebbe mai il coraggio di farsi avanti per chiedere la mano di Beth, proprio per un senso di vergogna e reverenza che lui stesso ha alimentato negli anni, ribaltando completamente una prassi da vecchia scuola che vedrebbe l’uomo chiedere la mano della donna al padre di lei. Questo matrimonio quindi diventa quasi una farsa, anche alla luce del fatto che Rip non può sposarsi legalmente altrimenti risulterebbe “esistere” agli occhi dell’autorità.
Il dialogo con Beth è l’altra parte intensa e rivelatoria dell’episodio. L’impossibilità di non aver potuto aiutare la figlia nel momento di estremo bisogno, proprio perché lei stessa non sapeva di poter contare sull’aiuto emotivo del padre, rivela il fallimento di John come genitore che tanto ha fatto per quella che per lui era la famiglia (vedi il ranch e la proprietà) ma non per i figli.
Emerge per sottrazione quanto sua moglie sia stata fondamentale nell’educazione sentimentale dei figli. Lei ha accolto Jamie in famiglia perché mossa dall’amore di sottrarlo ad un destino di perdizione ma allo stesso tempo quanto questa sia stata cruda con Beth durante la sua infanzia.
Forse da tutto questo si capisce il perché Beth e Jamie siano tanto simili nella loro instabilità emotiva: se lui si è macchiato di una colpa imperdonabile da un lato, si capisce come Jamie fosse l’unica opzione che Beth aveva all’epoca per chiedere aiuto. Il suo tradimento è la definitiva perdita di fiducia verso il mondo di Beth. Beth, quella senza amici e indegna dell’amore anche dell’amore dell’orfano Rip. Insomma, un quadretto famigliare triste e ineluttabile.
Si giustifica così, teoricamente ma non narrativamente, l’inconsistenza di Kayce. Se fuggire dalla famiglia era la sua unica opportunità di crescere e trovare amore vero, allo stato attuale, messo in un ruolo secondario, ha perso di motivazioni. Non solo narrative. Capo dei “guardiani delle mandrie” e capace solo di risolvere le situazioni a suon di botte o spari, il suo ruolo di predestinato si rivela essere un grande bluff. Di lui Taylor Sheridan non sembra sapere cosa farsene.

UN POSTO SBAGLIATO ED ANACRONISTICO


In tutto questo, il quarto fratello morto non assolve (e assolveva) nessun ruolo se non quello di ennesimo, tragico fallimento di John. Insomma i Dutton sono una famiglia di cui nessuno sembra volerne farne parte se non chi per forza o per caso sta cercando un posto nel mondo. Forse un posto sbagliato e anacronistico.
In tutto ciò, le vicende del resto del ranch cercano, in teoria, d’incastrarsi per trovare un po’ di spazio ma ancora non svolgono questa funzione pienamente, risultando pretestuose o monche nel risultato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Beth & John
  • John vs Jamie
  • Beth & Rip
  • John e il suo fallimento
  • Qualcuno si sta interessando alla trama?
  • Qualcuno empatizza con Kayce

 

Yellowstone si fa guardare. Si amano i personaggi e ogni loro confronto è uno piacere da gustare soprattutto per il non detto. Il resto scorre placido come il fiume che scorre nella valle ai confini del parco. Bello, per carità, ma poco appassionante.

 

All For Nothing 3×06 3.68 milioni – 0.7 rating
The Beating 3×07 3.63 milioni – 0.7 rating

LSD

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

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