KPop Demon HuntersTEMPO DI LETTURA 3 min

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Mira, Rumi e Zoey formano la band k-pop delle Huntrix. Soprattutto, però, sono un trio dotato di magici poteri, responsabile, per questa generazione, di difendere la città dagli attacchi dei demoni divoratori di anime. Nello svolgere la loro missione troveranno due ostacoli: Rumi è per metà demone e sulla scena compare la band dei Saja Boys. I componenti della boy band sono in realtà dei demoni, capitanati da Jinu, ma nessuno è immune al loro fascino, nemmeno Rumi. Si apre quindi un duello senza esclusione di colpi fra i due gruppi, ricco di canzoni trascinanti e tiri mancini.

Con questo KPop Demon Hunters, la regista e sceneggiatrice Maggie Kang ha voluto fare un omaggio alle sue radici coreane. Ha quindi inserito nella storia rimandi storici e visivi che vanno dall’antico folklore sciamanico alle moderne boy band e girl band come BTS o Blackpink. Non mancano nemmeno la tigre e l’uccello dai molti occhi, ispirati alle antiche stampe coreane.In tutto questo, ha però voluto delle eroine che non fossero “fantasticamente perfette”. Le tre protagoniste, quindi, ruttano, si ingozzano di cibo e si comportano in modo sciocco. La ricetta ha funzionato, almeno a giudicare dalla vittoria ai Golden Globes e dalle due nomination ricevute dal film per gli Oscar 2026. In entrambi i casi, una come miglior film d’animazione e l’altra per la canzone Golden.

Il mondo vi conoscerà come pop – star, ma sarete molto più di questo. Voi sarete cacciatrici.

ISTRUZIONI PER L’USO


Scendendo nel dettaglio, la storia arriva alla meta prefissa con semplicità e leggerezza.
Il messaggio di empowerment femminile arriva, senza prediche né spiegoni.
La narrazione e le canzoni si integrano e si supportano a vicenda. Questo è fondamentale, anche alla luce di altri prodotti d’animazione giunti recentemente su Netflix, con forti radici orientali, dove invece trama e canzoni cozzavano e si ostacolavano tra di loro.
C’è solo un’importante controindicazione: stia attento a munirsi di tappi per le orecchie chi non sopporta l’auto tune. Vale soprattutto per quanti magari guardassero KPop Demon Hunters da adulti, insieme a bambini e ragazzini,
Se invece l’auto tune non creasse problemi, occorre comunque usare cautela. Canzoni come Golden sono dei tormentoni trascinanti che non se ne vanno più dal cervello.

SEMPLICE MA EFFICACE


Qui non c’è la complessa stratificazione di temi, tanto per dire, di un’opera come Il Robot Selvaggio. Forse è stata data priorità alla cura dell’ambientazione urban, dei costumi delle protagoniste (un guardaroba veramente ricco) e al raccordo armonioso fra modernità e tradizioni ancestrali. Compito, sia ben chiaro, non facile e portato a termine nel modo migliore.
Se fondamentale, poi, per la riuscita di una storia è l’antagonista, la sceneggiatura fa centro anche sotto questo aspetto.
C’è un minimo di storia pregressa anche per Jinu, il frontman dei Saja Boys. Serve sia per empatizzare con il personaggio, sia per aggiungere un ulteriore tassello alla rappresentazione delle tradizioni coreane. Con canzoni come Soda Pop, inoltre, si crea un giusto equilibrio tra fascino ammiccante e inquietante realtà (è una band di demoni).



Il ringraziamento nel voto va dunque più ai dettagli visivi che all’originalità della storia nel suo complesso.
Per quanto svolto in modo professionale, il tema dell’accettazione di sé, anche dei propri lati imperfetti, è ben noto al vasto pubblico. Stesso discorso per il tema dei due nemici, che si scoprono molto meno diversi di quanto pensavano.
Ora si attende di vedere se questo film ripeterà agli Oscar la doppietta già portata a casa ai Golden Globes. Resta comunque un prodotto riuscito e altamente godibile, adattissimo per un momento di gioioso relax.
Nel frattempo, la regista si è detta disponibile ad un eventuale seguito della storia. A suo dire, ci sarebbero ancora molte sfaccettature da esplorare nei personaggi e nelle situazioni.

 

TITOLO ORIGINALE: KPop Demon Hunters
REGIA: Maggie Kang, Chris Appelhans
SCENEGGIATURA: Maggie Kang, Chris Appelhans, Danya Jimenez, Hannah McMechan
INTERPRETI: Arden Cho, Ahn Hyo – Seop, May Hong, Ji – young Yoo, Yunjin Kim, Lee Byung-hun
DISTRIBUZIONE: Netflix
DURATA: 95′
ORIGINE: USA, 2025
DATA DI USCITA: 20/06/2025

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FBruscoli

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

2 Comments Lascia un commento

  1. Recensione chiarissima e scorrevole, grazie! Mi hai convinto/a a dargli una chance senza aspettative sbagliate.

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