Recensione Jumpers Un Salto Tra Gli Animali Pixar

Jumpers – Un Salto Tra Gli AnimaliTEMPO DI LETTURA 5 min

Il nuovo film di Daniel Chong riesce a sorprendere e a distinguersi, con una comicità diversa (a tratti esagerata) e dei momenti intensi e spaventosi che non possono che ricordare la vecchia Pixar.
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Mabel, una giovane attivista ambientale, utilizza una tecnologia sperimentale per trasferire la propria coscienza nel corpo di un castoro robotico. Infiltratasi nel mondo animale, dovrà guadagnarsi la fiducia di Re George e guidare le creature della foresta per proteggere il loro habitat dalla distruzione imminente.

Sono passati diversi anni da quando Pixar riusciva a produrre costantemente capolavori capaci di segnare intere generazioni; probabilmente in un’altra azienda questo calo qualitativo sarebbe emerso con maggiore prepotenza. Tuttavia, lo studio acquisito dalla Disney nel 2006 sta vivendo oggi una fase di transizione. La casa di animazione statunitense si trova in un periodo in cui cerca una nuova formula capace di convincere sia il pubblico adulto che quello dei più piccoli, poggiando inevitabilmente sui sequel dei franchise di successo, ma cercando al tempo stesso di sperimentare dove possibile. Negli ultimi anni si è parlato di morte (Soul), di pubertà (Turning Red e Inside Out 2), di identità e appartenenza (Luca ed Elemental), ma anche di fantascienza e avventura (Lightyear ed Elio), segno di uno studio ancora alla ricerca del prossimo grande traino creativo. È proprio in questo contesto che arriva la nuova pellicola di inizio 2026, chiamata a dimostrare se Pixar sia ancora in grado di sorprendere il proprio pubblico.

“So let me get this straight. You created a fake animal which makes the other animals think you’re an animal. Guys, this is like Avatar.”

UN TUFFO NELLE EMOZIONI


In un mondo sempre più martoriato, con conflitti regionali che rischiano di estendersi e travolgere l’intero pianeta, Jumpers – Un Salto Tra Gli Animali (Hoppers nel resto del mondo) è un film attuale, disilluso e, a tratti, persino spaventoso. Daniel Chong, alla sua seconda regia di un lungometraggio, ha costruito una pellicola più complessa di molte altre, capace di far provare uno spettro di emozioni parecchio ampio, che spazia dalla demenzialità comica alla paura più sorprendente. Non mancano le lacrime, le risate né tantomeno i messaggi che aiutano il pubblico più giovane nel proprio percorso di crescita. Eppure tutto appare più disincantato e reale, quasi come un ritorno alle origini della Pixar di un tempo.
Se in precedenza si è definita questa fase della Pixar come sperimentale, questo prodotto di 105 minuti ne rappresenta probabilmente il punto più alto, magari non in termini puramente qualitativi, ma sicuramente per complessità narrativa e tonale. Daniel Chong è tornato nella casa di animazione di proprietà Disney nel 2020 annunciando proprio questa pellicola, portando con sé l’esperienza maturata su Cartoon Network (We Bare Bears), che emerge chiaramente nel tipo di comicità adottata: più slapstick e demenziale rispetto a quanto Pixar abbia abituato il proprio pubblico negli ultimi anni. Una scelta stilistica che rende il film immediatamente riconoscibile e che contribuisce a differenziarlo dalle produzioni più recenti dello studio.

“It’s hard to feel bad when you feel like you’re a part of something big.”

SALVARE LO STAGNO


Prima di procedere con la lettura della recensione provate a restare in attesa, senza muovervi, con gli occhi chiusi. Quella sensazione di pace, vita e soprattutto tranquillità è ciò che Mabel Tanaka, la protagonista di Jumpers, vuole lasciare al proprio pubblico. Non è un messaggio particolarmente complesso, né profondo come altri che le pellicole di animazione hanno provato a trasmettere negli anni, eppure non è così abusato come si potrebbe pensare.
Questa pellicola Pixar, oltre a questo, mostra ai suoi spettatori il ciclo della vita senza temere di impressionare i più piccoli, attraverso gli occhi di Mabel accompagnata nella sua avventura per salvare lo stagno dalla tangenziale voluta dal sindaco Jerry. Un viaggio che le permette di inserirsi nella comunità degli animali attraverso un robot castoro, costruito con una tecnologia non troppo distante da quella vista in Avatar. Un’esperienza che la porta a comprendere quanto la natura possa essere stratificata e complessa, fragile e vittima dell’umanità, ma anche capace di reagire con forza quando viene messa alle strette.
Ed è proprio nei momenti più concitati che Daniel Chong decide di alzare l’asticella, virando verso momenti thriller sorprendentemente tesi, fatti di inseguimenti ansiogeni al limite dell’horror, arrampicate vertiginose ed incendi distruttivi. Scene peculiari che difficilmente si erano mai viste in un prodotto d’animazione destinato anche ai bambini di quest’epoca. Allo stesso tempo il film non rinuncia a una riflessione ambientalista, c’è un’eco quasi “miyazakiano” nella determinazione di Mabel, che si erge a scudo dello stagno “ereditato” dalla nonna ricordando, fatte le debite proporzioni, la forza primordiale della Principessa Mononoke.

HOPPERS


Molto di ciò che è presente sullo schermo in questa pellicola, presentata ufficialmente al D23 del 2024, potrà sembrare già visto ed in effetti lo si può confermare. “Jumpers – Un Salto Tra Gli Animali” è il 30º lungometraggio della Pixar e attinge a piene mani dai classici dell’animazione Disney, reinterpretandoli, però, con una cifra stilistica propria. Già dal titolo, il richiamo all’antagonista (Hopper) di A Bug’s Life – Megaminimondo è inevitabile, mentre la tecnologia mostrata nel film rimanda a Avatar con un dispositivo ipertecnologico pensato per connettere e far comunicare civiltà antropologicamente distanti.
Di rilievo, come già constatato, è la tematica ecologista, che ricorda anche Koda, Fratello Orso nel modo in cui ritrae gli animali come vittime, ma al contempo custodi di un ecosistema messo sotto scacco dall’uomo. Sorprende, inoltre, il design del robot umanoide con un chiaro omaggio, più visivo che narrativo, alla maschera di Michael Myers in Halloween, che trasmette una sensazione di inquietudine alienante per una pellicola di questo tipo. Si arriva fino a piccoli cameo faunistici che citano icone del calibro del corto For The Birds vero e proprio marchio di fabbrica che ha consolidato la fortuna della Pixar negli anni.


Gli analisti avevano previsto un esordio tiepido per il nuovo lungometraggio di Daniel Chong, eppure Jumpers ha smentito ogni scetticismo. Grazie agli 88 milioni di dollari globali raccolti nel primo weekend, si attesta come il miglior debutto Pixar, per un film originale, dai tempi di Coco (2017). Un risultato che non è solo un eccellente dato commerciale, ma la conferma che la complessità narrativa e l’intraprendenza stilistica, se gestite con coerenza, possono invogliare il pubblico a tornare in sala come nel periodo pre-pandemico.

 

TITOLO ORIGINALE: Hoppers
REGIA: Daniel Chong
SCENEGGIATURA: Jesse Andrews, Daniel Chong
INTERPRETI: Piper Curda, Bobby Moyniha, Jon Hamm
DISTRIBUZIONE: Pixar
DURATA: 105′
ORIGINE: USA, 2026
DATA DI USCITA: 05/03/2026

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Eros Ferraretto

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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