Recensione Elio Pixar Film

ElioTEMPO DI LETTURA 4 min

Elio non sarà il film più innovativo della Pixar, ma è sicuramente un viaggio che scalda il cuore e che riesce a regalare diversi sorrisi
4.5
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Elio è un ragazzino ossessionato dallo spazio che viene rapito da alieni e portato nel “Comuniverso”, un consiglio interplanetario, dove viene scambiato per il primo ambasciatore della Terra. Lì dovrà formare rapporti con creature eccentriche, affrontare una crisi cosmica e, soprattutto, scoprire chi è veramente e quale posto vuole occupare nell’universo.

Quando si decide di andare al cinema per assistere a un nuovo film Pixar, si è già consapevoli che non si uscirà dalla sala senza aver versato, o quantomeno rischiato di versare, qualche lacrima. Il nuovo titolo della casa cinematografica che ha dato luce a capolavori come Toy Story, Gli Incredibili e Inside Out non manca il bersaglio, portando gli spettatori a emozionarsi con una storia che, pur non essendo particolarmente innovativa, viene raccontata con cura e sensibilità.
La formula Pixar colpisce ancora: riesce a unire una narrazione tanto divertente quanto coinvolgente a una resa visiva impeccabile, che non ha nulla da invidiare ai più acclamati titoli cinematografici. Tutto questo nonostante il lungometraggio – diretto dal trio Madeline Sharafian, Domee Shi (Turning Red) e Adrian Molina (Coco) – venga considerato un’opera minore all’interno del catalogo Pixar a causa di una campagna marketing non eclatante e di un budget tra i più contenuti degli ultimi anni.

“I’m trying to get abducted… by aliens.”

QUANDO SI È VERAMENTE SOLI?


Ogni film Pixar ruota attorno a un tema centrale su cui riflettere. Anni fa, su internet, circolava un meme secondo cui la casa cinematografica cofondata da Steve Jobs basasse gran parte delle sue idee sull’assunto che oggetti inanimati potessero provare emozioni. Tuttavia, negli ultimi anni, Elemental escluso, si è assistito a un cambio di rotta, tanto da spingere la fanbase a parlare di una nuova fase: la Human Era. I personaggi principali, infatti, sono per lo più esseri umani chiamati ad affrontare tematiche complesse e profondamente attuali. Nel caso di Elio, il protagonista si trova ad affrontare una problematica sempre più comune, soprattutto tra i giovani nell’era digitale: la solitudine.
Il giovane Elio non riesce a trovare il proprio posto nel mondo, un sentimento scaturito dalla morte dei suoi genitori. Questa mancanza di appartenenza lo spingerà in un viaggio nel Comuniverso, dove stringerà un bizzarro legame con Glordon, un bambino “hylurgiano” che condivide lo stesso senso di smarrimento. Tra momenti comici e passaggi più drammatici, la pellicola si propone di offrire conforto a tutte quelle persone che si sentono fuori posto, che faticano ad essere se stesse in un mondo che corre troppo veloce.
Elio, in fondo, è una sorta di hikikomori con una smisurata passione per lo spazio e il cosmo, incapace di relazionarsi con gli altri, nemmeno con sua zia Olga (doppiata in originale da Zoe Saldana), ma che, grazie al viaggio e agli incontri nel Comuniverso, riuscirà a maturare e a costruire vere amicizie. Un classico messaggio alla Pixar, capace di toccare il cuore con sincerità e delicatezza.

“Back home, I didn’t fit in. I thought Earth was the problem, but what if it’s me?”

NON È BELLO CIÒ CHE È BELLO, MA BELLO CIÒ CHE È PIXAR


Nel mondo dell’animazione, lo scorrere degli anni si percepisce molto più che nei film live action con attori in carne e ossa. Tra un film di Mission: Impossible e l’altro, anche a distanza di 5 o 10 anni, le differenze tecniche non sono mai così marcate da sorprendere davvero lo spettatore. Nella scena animata, invece, il discorso cambia radicalmente: l’evoluzione tecnologica, l’introduzione di nuove tecniche di rendering e la costante sperimentazione stilistica aiutano l’industria a reinventarsi dal punto di vista visivo, dando vita a mondi sempre più complessi e variopinti.
Elio, in questo senso, si conferma come il “classico” spettacolo visivo targato Pixar, fatto di navicelle spaziali incredibili, alieni atipici e colori sgargianti. Un risultato ottenuto nonostante un budget più contenuto (150 milioni di dollari, cifra che mancava dai tempi di Soul), ma che nulla ha da invidiare al ben più celebrato Inside Out 2. Un ulteriore segnale dell’altissima qualità che Pixar continua a garantire, anche quando il progetto non è, evidentemente, il titolo di punta della stagione.


Stando alle notizie più recenti, Elio ha registrato il peggiore incasso in prima settimana nella storia di Pixar; la speranza è che si riprenda nel corso dei mesi, in stile Elemental, per poter raccogliere quanto merita. La pellicola d’animazione non sarà la più innovativa dell’ultimo periodo, ma la storia raccontata merita di essere vista e apprezzata quanto più possibile.

 

TITOLO ORIGINALE: Elio
REGIA: Madeline Sharafian, Domee Shi, Adrian Molina
SCENEGGIATURA: Julia Cho, Mark Hammer, Mike Jones
INTERPRETI: Yonas Kribeab, Zoe Saldaña, Remy Edgerly
DISTRIBUZIONE: The Walt Disney Company Italia
DURATA: 99′
ORIGINE: USA, 2025
DATA DI USCITA: 18/06/2025

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Eros Ferraretto

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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