Paradise 2×05 – A Holy ChargeTEMPO DI LETTURA 6 min

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Paradise 2x05 recensione: Gary Jones e Teri in The Mailman
Recensione Serie TV Paradise Stagione 2 Episodio 5 The Mailman Disney+

Il miglior episodio della stagione arriva quando Paradise smette di inseguire i propri errori e trova in Gary Jones un personaggio capace di rimettere ordine, emozione e senso in una storia che stava deragliando.

La seconda stagione di Paradise si sta rivelando molto più strana del previsto. Non sta convincendo né nella scrittura delle puntate precedenti né nella gestione dei personaggi principali e secondari, e proprio per questo “The Mailman” arriva quasi come un corpo estraneo. Un episodio che non ci si aspettava, completamente incentrato su un nuovo character, ma che paradossalmente si rivela anche il miglior episodio di questa stagione finora. È una boccata d’aria che arriva nel momento giusto, forse anche l’unica vera boccata d’aria concessa finora da una stagione che sembrava essersi persa tra nuovi ingressi poco incisivi, linee narrative mal distribuite e un uso piuttosto disordinato del proprio cast.
Qui, invece, la serie ritrova un minimo di lucidità e lo fa proprio attraverso Gary Jones, il postino, figura che in pochi avrebbero immaginato potesse diventare così centrale e così efficace. Ed è proprio tramite lui che viene finalmente mostrato cosa sia successo alla moglie di Xavier, cioè il punto che il pubblico aspettava davvero di vedere.

UN EPISODIO INATTESO CHE FINALMENTE DÀ UN SENSO ALLA STAGIONE


La scelta più intelligente di “The Mailman” è proprio quella di non seguire la strada più facile. Sarebbe stato semplicissimo costruire una puntata interamente dal punto di vista di Teri, trasformandola in un episodio di sopravvivenza lineare e prevedibile, utile solo a colmare un vuoto informativo. Katie French, invece, sceglie la strada più tortuosa e proprio per questo più interessante, cioè raccontare tutto attraverso il filtro di Gary. È una decisione da premiare perché permette di allargare il mondo di Paradise senza ripiegare sempre sugli stessi volti e, soprattutto, perché riesce a dare un senso razionale al modo in cui Teri si sia salvata quasi casualmente dalla fine del mondo.
In una stagione che ha spesso dato l’impressione di pretendere troppa fiducia dallo spettatore, qui finalmente la scrittura si ricorda che una spiegazione credibile conta. Certo, resta ancora sospesa quella questione ormai cronica delle scorte di cibo e acqua, che a quanto pare sono bastate per tutti nel bunker con una facilità quasi comica, ma a questo punto è evidente che Paradise ha deciso di non voler rispondere davvero a questa domanda, probabilmente perché troppo complicata da giustificare.
Però almeno, sul versante Teri, l’episodio riesce dove altri avevano fallito, cioè nel far percepire che dietro agli eventi c’è ancora un minimo di logica e non solo la necessità di portare avanti il racconto. E in questo senso, dopo una partenza discutibile raccontata nella recensione di “Graceland”, “Mayday” e “Another Day In Paradise”, questo quinto episodio sembra quasi appartenere a una serie diversa.

GARY JONES SALVA LA SERIE DOVE ALTRI PERSONAGGI HANNO FALLITO


La vera sorpresa della puntata, però, è che Gary Jones non è soltanto uno strumento funzionale a spiegare il destino di Teri. È, improvvisamente, un personaggio tridimensionale e profondo, costruito nel giro di un solo episodio con una precisione che finora la stagione aveva quasi sempre riservato male o per nulla ai suoi nuovi ingressi. Questa è forse la cosa più notevole di “The Mailman”. Gary interagisce su due linee temporali differenti con marito e moglie, ma lo fa in due dinamiche completamente opposte. Con Xavier si muove in una relazione di sudditanza, quasi di timore reverenziale, mentre con Teri si costruisce un rapporto di cooperazione, umanità e persino calore.
Ed è proprio questo doppio binario a dare al personaggio una densità che non va affatto sottovalutata. Dopo ciò che si era visto in precedenza, e soprattutto dopo “A Holy Charge”, una scrittura così ordinata e così emotivamente leggibile sembrava quasi impossibile. E invece Gary arriva e dimostra quanto poco bastasse, in fondo, per rimettere la serie sulla carreggiata. Anche perché questa seconda stagione aveva già inserito un paio di nuovi character senza riuscire a farli davvero attecchire, e ne aveva persino eliminato uno dopo appena tre puntate, lasciando lo spettatore più perplesso che colpito.
Gary, al contrario, entra e funziona subito. È il tipo di personaggio che Paradise avrebbe dovuto scrivere molto prima, o almeno con questa stessa chiarezza.

TERI TORNA AL CENTRO E PARADISE SI RICOLLEGA FINALMENTE AL PUBBLICO


Alla fine, il merito più grande di “The Mailman” è che sembra essere stato creato con uno scopo molto preciso: riconnettere Xavier e Teri, certo, ma anche riconnettere il pubblico con Paradise dopo diversi scivoloni. È un episodio che restituisce alla serie qualcosa che nelle ultime settimane era sembrato evaporare, cioè la sensazione che dietro ai misteri e ai salti temporali ci fosse ancora una mano capace di gestire davvero il materiale.
Non è una puntata perfetta, anche perché si porta dietro le zavorre lasciate dagli episodi precedenti e non può cancellare con un colpo di spugna le storture già emerse, ma è sicuramente una puntata che cambia il clima. Per la prima volta dopo un po’ di tempo, Paradise non sembra una serie che rincorre affannosamente le proprie idee peggiori, ma una serie che si ricorda di sapere ancora costruire tensione, empatia e senso del racconto.
In questo senso Gary Jones diventa quasi il postino incaricato di consegnare una notizia molto semplice ma importante: la stagione non è del tutto persa. E se davvero servirà a rimettere in moto sia Xavier sia il pubblico, allora “The Mailman” avrà fatto molto più di quanto si potesse chiedere a un episodio dedicato a un personaggio nuovo. Resta adesso solo da capire se la serie saprà davvero capitalizzare questa ripartenza fino al finale, anche alla luce del fatto che Paradise è già stata rinnovata per una terza e probabile ultima stagione.

Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

“The Mailman” non cancella gli errori della 2° stagione, ma è il primo episodio che riesce davvero a far pensare che Paradise possa ancora rimettersi in carreggiata.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
KILL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
BURN
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
SLAP
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
SAVE
Valutazione finale: THANK THEM ALL
THANK
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
BLESS

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Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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