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Altered Carbon 2×04 – Shadow Of A DoubtTEMPO DI LETTURA 4 min

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Altered Carbon tira fuori parte del suo vecchio potenziale con un episodio maggiormente in linea con la stagione precedente. “Shadow of a Doubt” ripropone la stessa complessità ormai tipica della serie, ma lo fa dando un quadro completo di tutti i personaggi presentati in questa nuova stagione e cominciando a dare delle risposte.
Partendo dalla storyline principale, la protagonista dell’episodio è Quellcrist Falconer, alla quale viene data direttamente voce per la prima volta. Quell non è mai stato un personaggio enigmatico, al contrario ha sempre rappresentato un punto fermo, sia agli occhi dei personaggi sia nella logica della storia, incarnando l’ideale umano che si contrappone a un mondo artificiale in cui, sconfitta la morte, la vita sembra aver perso ogni valore. In questa seconda stagione, però, abbiamo incontrato una Quell completamente svuotata dalla sua personalità, al punto da insinuare il sospetto nel pubblico che si trattasse in realtà di qualcun altro mascherato per ingannare il mondo intero, e di conseguenza Kovacs. In questa puntata, però, ci si trova ad abbandonare l’ipotesi del travestimento, poiché, come si diceva poc’anzi, Quell viene fatta parlare in prima persona, e lo spettatore scopre la prigione mentale nella quale l’ex eroina va perdendo man mano coscienza di sé. Il mistero della storyline principale sembra dunque trovare soluzione in una specie di virus – ovviamente informatico – che ha l’abilità di accedere alle pile e distruggere insieme ad esse tutte le copie di backup remoto. Sarebbe Quell stessa, in vero, l’arma che il colonnello Carrera e il governatore Danika Harlan stanno cercando (il “paziente zero”, come si usa dire di questi tempi). Quell, però, non agisce di sua spontanea volontà, anzi, cerca di lottare contro il virus che la controlla e dal quale riesce a liberarsi in certi momenti di lucidità. Qui entra in gioco la storia d’amore tra Tak e Quell, che certo avrebbe potuto funzionare come motore dell’intreccio se solo non fosse scaduta così paurosamente nel cliché.

Tanaseda: “Remember what I said the last we spoke? That in time, even loves turns to dust. […] Prove me wrong.”

A differenza della prima stagione in cui l’argomento centrale era la non-trascendenza dell’anima, che si rifletteva su temi di spessore quali la morte, il tempo, l’esistenza di Dio, in questa seconda al centro di tutto troviamo l’amore. La serie perde però di vista la complessità di un tema così grande all’interno di un universo cyberpunk, e la storia tra Quell e Tak, che già nella prima stagione risultava poco probabile, anche se verosimile, diventa una banalissima ricerca dell’anima gemella al di là del tempo. Oltretutto, l’argomento è diventato già ripetitivo alla quarta puntata, e difficilmente sembra avere spazio per digressioni più interessanti. Sul tema dell’amore, inteso in senso più ampio, merita piuttosto qualche considerazione il personaggio di Poe, che è disposto a rischiare l’oblio piuttosto che perdere il ricordo di Lizzie Elliot, e che dimostra come l’amore possa avere confini più ampi di quelli esclusivamente umani. Forse l’aiuto di Dig 301 potrà aiutarlo a superare l’impasse sentimentale e – chissà – a provare amore per un’altra macchina.
Dig 301 è un personaggio nuovo di questa stagione, che in questa puntata ha trovato un proprio posto all’interno della trama. Durante la festa di Harlan si viene a sapere che Dig 301 (e verosimilmente anche altri “Dig”) è stata creata per aiutare gli archeologi di Harlan a scovare i manufatti alieni impiegati nella fabbricazione delle pile. La storia di Dig 301 è sicuramente degna dell’universo cyberpunk creato da Richard Morgan e potrebbe prestarsi facilmente a futuri colpi di scena.
Anche un altro personaggio, Myka, racconta della cacciata degli archeologi dal pianeta Harlan per ragioni che ancora non sono state rivelate. Le storie delle new entry quindi si cominciano a collegare tra di loro, e sembrano condurre inevitabilmente al nuovo antagonista della stagione, Danica Harlan, un personaggio che gli sceneggiatori volevano probabilmente dotare di una personalità complessa senza però riuscire nell’intento. Danika riveste il classico ruolo del giovane con un’eredità troppo grande da portare sulle proprie spalle, che è disposto a giocare sporco pur di mantenere il potere, e che adesso tira fuori tutta la sua spietatezza nell’esecuzione dei ribelli caduti prigionieri nella puntata precedente.
Arrivati a metà stagione, Altered Carbon pare essere quindi al giro di boa, cominciando ad unire i pezzi e dirigendosi verso lo scioglimento della trama. Anche se, conoscendo i ritmi della serie, non è da escludere che ci sia ancora tempo per nuovi misteri e nuovi personaggi, giusto per non far perdere quel senso di affollamento generale alla quale il pubblico si è a malincuore abituato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le origini del pianeta Harlan
  • Dig 301
  • Quellcrist personaggio rovinato
  • Danica cattiva non convince
  • Troppo spazio alla storia d’amore
  • Troppo poco cyberpunk

 

A metà della seconda stagione, Altered Carbon fa rivivere un po’ il suo vecchio stile ma la storia d’amore tra Tak e Quell rischia di rovinare l’atmosfera cyberpunk, unico vero motivo per la quale vale la pena continuare a guardare la serie.

 

Nightmare Alley 2×03 ND milioni – ND rating
Shadow Of A Doubt 2×04 ND milioni – ND rating

 

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Dalle fila sudiste di Recenserie, la sua lotta con le puntate da recensire imperversa tra slanci creativi e ritardi clamorosi. Le sue recensioni possono essere ottime o totalmente a cazzo di cane. Detesta le serie romantiche, abomina i teen drama e mal sopporta le comedy. Fantascienza e fantasy sono le uniche vie del sapere, al di fuori di queste è ammissibile solo il mystery.

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