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Fear The Walking Dead 6×08 – The DoorTEMPO DI LETTURA 6 min

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Fear The Walking Dead 6x08 Recensione Comunicazione di servizio Fear The Walking Dead è una serie nelle cui recensioni scatta da sempre l’inevitabile paragone con la sua serie madre. Questo particolare (e la serie di commenti probabilmente ripetitivi che caratterizzano il resto delle recensioni) ha spinto la redazione di RecenSerie ad un nuovo sistema di stesura. Lo sparuto team di superstiti che ancora persevera nel recensire suddetta serie svolgerà un lavoro cooperativo. I lettori avranno modo di seguire un’interazione spesso negata dalla scrittura distaccata delle restanti recensioni. I tre recensori (Martin, Fabrizio, e Valerio) interagiranno tra loro, instaurando una dialettica che, con la forma del dialogo (anzi, del trialogo), punterà a commentare questa sesta stagione di Fear The Walking Dead. Ogni settimana uno dei tre recensori assumerà il ruolo di “intervistatore” stuzzicando gli altri due con tematiche e punti di interesse individuati durante la visione.

ALCUNE DOMANDE


Valerio: Avete temuto anche voi che si seguisse l’andazzo minimalista di TWD, visti i pochi personaggi interessati per metà e più episodio?

Fabrizio: Un po’ sì, e magari la decisione di optare per un episodio meno minimalista ha sortito l’effetto sperato: farci sembrare Fear The Walking Dead un po’ meno brutto del solito. C’è da dire comunque che, a prescindere da questo, l’episodio è stato più che godibile. L’esistenzialismo dilagante c’è sempre, ma per fortuna mischiato bene con un po’ di sano gore e addirittura una morte importante e decisamente a sorpresa.

Martin: Ogni volta che guardo una puntata di FTWD ho in genere molti timori, l’andazzo minimalista è ovviamente parte del gruppo. Questa volta sono piacevolmente sorpreso dall’assenza di tempi morti, discussioni filosofiche e paesaggi vuoti.

Valerio: Quanto tempo era che non si vedeva una morte così a freddo (sia per quanto riguarda lo sparo, sia per il ritrovamento da parte di June)?

Fabrizio: Personalmente non ho apprezzato molto il fatto che abbiano deciso di uccidere John, più che altro perché era l’unico personaggio di cui ricordavo qualcosa, forse perché particolarmente stereotipato e riconoscibile. Però devo dire che è stato bello per un attimo tornare agli antichi fasti delle prime stagioni di The Walking Dead, quando chiunque era in pericolo e poteva effettivamente morire in qualsiasi momento.

Martin: Da un’eternità! Concordo con il mio collega Fabrizio però: la morte di John francamente mi dispiace molto perchè era veramente uno dei due-tre character decenti che riuscivo ad apprezzare. Far morire June o Al o Dwight o chiunque altro mi avrebbe provocato più piacere. Al di là del gusto personale comunque mi fa piacere constatare come, di tanto in tanto, FTWD riesca a sfornare episodi interessanti e lo sarebbe stato anche senza la morte di John.

ALTRE DOMANDE


Valerio: Se da un lato l’effetto scenico è sicuramente positivo, ci avete fatto caso quanto FTWD sia sottoposto ad un continuo ricambio di personaggi? Voglia di cambiare aria da parte degli attori o scelta stilistica consapevole?

Fabrizio: Sinceramente ogni volta che in FTWD muore uno dei personaggi principali il mio primo pensiero è sempre: “Questo si è reso conto della cazzata che ha fatto ad accettare questa parte e ha deciso di abbandonare la nave con dignità”. Tra l’altro sono sicuro che la ragione dietro la meravigliosa morte a caso di Travis, che non perdo mai occasione di citare quando possibile, sia proprio questa. Ma forse la vera ragione sta in quella mancanza di idee da noi sempre lamentata, che quindi porta gli autori a drastici cambi di location e trama, spesso fin troppo repentini se non del tutto a caso, che comunque possono risultare utili se si vuole fare un bel reset e cercare di acchiappare spettatori occasionali che non hanno mai seguito la serie.

Martin: Fa parte un po’ del genere survival-horror, non è un qualcosa di nuovo. Francamente lo trovo anche abbastanza giusto, altrimenti la situazione si rende stantia e certi character diventano sulla carta immortali. Ovviamente c’è sicuramente la voglia di certi attori (con un briciolo d’ambizione) di non venire abbinati per forza di cose a questa serie, altre volte gli showrunner uccidono per noia. Tanto è pieno di attori ignavi la fuori che sognano di avere una parte inutile in questo show.

Valerio: Ha senso rendere anche Dakota una psicopatica omicida?

Fabrizio: Credo che cercare un senso in FTWD sia un’operazione controproducente. Probabilmente no, ma serviva l’ennesimo personaggio tormentato pronto a beccarsi un bel pippone filosofico da Morgan. Una cosa che però ho trovato completamente senza senso è la reazione di Morgan alla notizia che John stava galleggiando mezzo morto nel fiume con un proiettile nel petto. Io capisco che magari ormai è troppo lontano e tu sei mezzo zoppo, ma penso che comunque in una situazione del genere sarebbe più realistico prima disarmare la ragazzina – visto che hai le abilità combattive di Daredevil – e poi quantomeno provare a raggiungere il malcapitato, e non tirare il sopracitato pippone, poi disarmare la ragazzina e poi infine, con tutta calma, dire a June che John sta arrivando giù a valle morto dissanguato.

Martin: Lo trovo stranamente un bel plot twist, uno di quelli che non ti aspetti e che non devi nemmeno stare li tanto a ponderare se realistico o meno. Mi fa piacere anche constatare come a quanto pare tutti i character abbiano riconosciuto questo fantomatico coltello di cui io non ho nessunissima memoria…

DOMANDA FINALE


Valerio: Domanda parzialmente fuori tema. Arrivare ad apprezzare un episodio come “The Door”, pur con aspettative nulle per il prosieguo della stagione, quanto risulta conseguenza delle disgraziate 6 puntate di The Walking Dead cui si è assistito?

Fabrizio: Dai, dimenticando per un attimo tutto quanto, e tenendo in considerazione solo ed esclusivamente questi 45 minuti, non si può dire che sia stato un brutto episodio. La sequenza dello sfondamento degli zombie e tutta la parte relativa a John sono state messe in scena molto bene e, nel bene o nel male, qualche piccolo sussulto c’è stato. Se invece si guarda al prodotto TWD nel suo insieme, di sicuro non si può far altro che essere contenti quando si assiste ad episodi come questo: begli episodi che diventano capolavori soltanto per confronto.

Martin: Normalmente scindo sempre la serie madre da questo aborto, specie considerando un livello di scrittura leggermente più intelligente di TWD, e anche stavolta lo farò. “The Door” è il classico episodio ben scritto che riaccende le speranze dello spettatore creando improvvisamente aspettative legate ad un potenziale miglioramento della qualità che verrà presto disatteso. Ma d’altronde sbagliamo noi a crearci aspettative dopo 6 stagioni deprecabili.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Un po’ di azione
  • Una morte vecchio stile
  • Una trama parzialmente delineata
  • Dakota ulteriore psicopatica?
  • Continuo ricambio di personaggi
  • Comunque l’episodio è pregno di momenti morti e dialoghi dozzinali

 

Il ritorno che non ci si sarebbe mai aspettati. Fear mette in scena alcune situazioni (azione e morti eccellenti) che l’intero universo narrativo targato The Walking Dead sembrava aver dimenticato. Complice il pessimo effetto degli ultimi episodi di TWD, si guarda avanti con un leggerissimo ottimismo.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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