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Inside No. 9 6×03 – Lip ServiceTEMPO DI LETTURA 3 min

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Inside No. 9 6x03 Recensione“You deserve a penis.”

Dopo due episodi in cui era possibile riscontrare un carattere quasi meta-televisivo, Inside No. 9 torna alla ribalta con un episodio che al suo interno mantiene le caratteristiche che in questi anni hanno collocato il prodotto inglese come uno dei più originali e vincenti del panorama televisivo.

RIVELAZIONI PROGRESSIVE


Lo spettatore all’inizio di ogni episodio di Inside No. 9 si trova nella condizione di pensare di essersi perso qualcosa. Dopo cinque stagioni l’illusione di dover “rincorrere” la storia rimane sempre vivida. Il protagonista presentato deve in qualche modo farsi conoscere dallo spettatore. Gli autori di Inside No. 9 non concedono sconti allo spettatore che deve guadagnarsi fotogramma dopo fotogramma le informazioni su personaggi e situazioni presentate.
Il protagonista interpretato da Steve Pemberton viene definito con il progredire dell’episodio, passando da anonimo cliente di hotel (probabilmente un viaggiatore d’affari), a cliente di una professionista dall’occupazione misteriosa, a marito geloso, a marito abbandonato, a stalker, a povera vittima di un complotto internazionale.
La stessa Iris subisce un grande mutamento durante il trascorrere di “Lip Service”, passando da professionista anonima ad un incrociarsi continuo tra vittima e carnefice. Da stalker a povera innamorata, fino improvvisamente a risultare addirittura un sicario assoldato dal governo. Le rivelazioni più risultano scioccanti, più rapidamente si avvicendano in scena.

TRAME MICRO E MACRO


Ciò che occorre applaudire più che mai in questo episodio è come la dimensione totalmente intima e “familiare” della trama subisca una svolta radicale nel finale aprendo ad un risvolto così macroscopico, arrivando a raggiungere il campo cospirazionista che vede coinvolto addirittura il governo. Il tutto partendo da una camera d’albergo.
Come detto in precedenza i tempi scenici sono inversamente proporzionali alla dimensione del colpo di scena mostrato. Se l’effettivo ruolo di Iris viene mostrato in un breve fotogramma di un telegiornale, gli introspettivi dialoghi con il protagonista si protraggono a lungo, facendo immergere il pubblico nel classico clima “a bottiglia” dello show.

UNA TELEVISIONE TEATRALE


Tutto ciò che è più grande dei dialoghi tra i due protagonisti avviene al di fuori dalla camera d’albergo. L’unica svolta che viene mostrata in scena è quella di una possibile quanto illusoria storia d’amore tra il marito abbandonato e Iris. Tutto quanto detto a proposito dei colpi di scena che si susseguono, avviene al di fuori dalla scena, evidenziando il voyeurismo che caratterizza l’intero episodio. La stessa voce della moglie di Spencer viene presa da Iris che legge le labbra e riempie i silenzi della telefonata che il protagonista porta avanti, mostrando un primo colpo di scena.
Se gli eventi più importanti vengono così mostrati off-screen (come l’uccisione di Dimitri), le scene interne sono invece portate avanti da soli dialoghi e addirittura siparietti di cui poi alla fine si fatica a trovare un senso. Gli intermezzi con Shearsmith in veste di invadente direttore di hotel non hanno una grande utilità ai fini della già complessa e brillante trama, allo stesso tempo però il clima generale dal sapore teatrale ne risulta piacevolmente arricchito.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Successione di colpi di scena che arrivano alla vera e propria cospirazione
  • Figure ambigue di Spencer e Iris
  • Grottesche quanto inutili irruzioni del personaggio di Shearsmith
  • Velocità inversamente proporzionale all’importanza del colpo di scena mostrato
  • Grottesche quanto inutili irruzioni del personaggio di Shearsmith

 

Finora il miglior episodio della sesta stagione. “Lip Service” è la dimostrazione che Pemberton e Shearsmith hanno ancora tanto da raccontare, mantenendo fedele e sano il loro DNA creativo e l’impronta tipica del loro atipico show. Lo spettatore continua ad essere spiazzato a fine episodio ma comunque disorientato all’inizio, senza escludere il clima straniante che lo accompagna per tutta la durata, in cui è lecito aspettarsi di tutto.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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