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Killing Eve 3×03 – Meetings Have BiscuitsTEMPO DI LETTURA 3 min

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Dopo un inizio di stagione mediocre, lo show di casa BBC riparte con questo terzo appuntamento, pur non rischiando troppo, affidandosi a scelte narrative già utilizzate nelle precedenti stagioni.
Dopo una splendida open cold, ambientata in Andalusia, la psicopatica modaiola Villanelle arriva a Londra per un lavoro e ovviamente non poteva esimersi dal rivedere Eve Polastri, vera ossessione della killer russa.
Senza dubbio la serie funziona al meglio quando le due protagoniste principali lavorano fianco a fianco e la reunion tra Eve e Oksana è un fattore positivo per lo show, tuttavia questa scelta narrativa è stata già ampiamente utilizzata in vari modi, quindi vi è l’assoluta necessità di costruire un’adeguata trama, senza che tutto ruoti intorno alla semplice unione dei due character.
L’incontro avvenuto sul bus è magistrale, sia dal punto di vista registico che visivo, per una resa scenica perfetta: lo scontro tra le due, accompagnato da una cover di “This Strange Effect” dei The Kinks, è sicuramente la parte più importante della puntata, dove come al solito lo spettatore può ammirare  l’ennesima prova attoriale eccelsa di Jodie Comer, la quale tramite una mimica facciale esasperata riesce a dar vita al suo personaggio senza aver bisogno di dialoghi ad effetto.
Alcune scelte autoriali risultano ridondanti, come il personaggio di Sandra Oh con una vita personale ormai a pezzi, un matrimonio ormai concluso, ma che non riesce però a distaccarsi dalle indagini dell’ MI6 e finisce, in un modo o nell’altro, per collaborare con Carolyn, interpretata da una sempre ottima Fiona Show. La madre di Kenny in questo episodio ha avuto modo di sperimentare in prima persona l’efficacia di Oksana in ambito lavorativo, non riuscendo a torchiare a dovere il contabile collegato ai Dodici.
Visto la poca originalità di diverse storyline, forse sarebbe il caso di approfondire ulteriormente il personaggio a cui Kim Bodnia (recentemente scritturato per un importante ruolo in The Witcher) presta il volto, visto che Konstantin è uno dei personaggi migliori della serie, ma al quale viene dedicato sempre pochissimo screen time. Resta inoltre da capire quanto sia importante la storyline latitante dedicata ai Dodici, visto che se nella prima stagione sembravano rappresentare un punto fondamentale della storia, nella seconda stagione la questione, invece, è stata completamente tralasciata.
Se si escludono Carolyn e Konstantin, con la morte di Kenny non vi sono più personaggi secondari degni di questo nome e la sensazione è che lo show di BBC ne abbia veramente bisogno per dare nuova linfa alla narrazione e magari scardinare alcune dinamiche ormai acquisite giunti ormai al terzo anno di messa in onda.
Non si può che aspettare, visto che la prossima puntata, ormai metà stagione, partirà da presupposti del tutto diversi visto la presenza di Villanelle a Londra, che è destinata senza dubbio a provocare la solita scia di morti, caos e disordine.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Open Cold
  • Jodie Comer e l’ennesima prova attoriale da manuale
  • Un’ottima Fiona Show, ma anche questa non è una novità
  • Reunion Eve-Villanelle, a patto che l’intera trama non si basi solo su questo
  • Sempre poco screen time a disposizione per Konstantin, che ne meriterebbe molto di più
  • Alcune scelte narrative appaiono molto ripetitive

 

Finalmente un buon episodio per Killing Eve che si risolleva dall’apatia dei primi due episodi, ma mostra anche diversi difetti che sono ormai presenti da molto tempo. La sensazione è che lo show non sappia più osare, scegliendo soluzioni narrative già viste e puntando tutto sull’evidente bravura delle due attrici principali. Basterà? La seconda stagione ha già dimostrato di no. Nel frattempo si opta per una valutazione alta della puntata, basata anche sulla speranza che questa terza stagione sia definitivamente iniziata, dopo due i due appuntamenti iniziali veramente deludenti.

 

Management Sucks 3×02 0.34 milioni – 0.1 rating
Meetings Have Biscuits 3×03 0.33 milioni – 0.1 rating

Daniele Abbatini

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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