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Firefly Lane 1×01 – Hello Yellow Brick RoadTEMPO DI LETTURA 4 min

Firefly Lane 1x01 recensioneFirefly Lane, il nuovo sentimental drama targato Netflix, narra di una trentennale e bellissima amicizia tra due donne molto diverse tra loro, ma legate da un sentimento profondo e genuino. La storia è tratta dall’omonimo romanzo di Kristin Hannah e vede come protagoniste due volti noti del piccolo schermo. Nei panni della sexy, ambiziosa e determinata Tully Hart troviamo Katherine Heigl, l’indimenticabile Izzie Stevens delle prime sei stagioni di Grey’s Anatomy, mentre Sarah Chalke, apprezzatissima nel ruolo di Elliot Reid in Scrubs, interpreta Kate Mularkey, una donna più sensibile e riflessiva rispetto alla sua best friend. La trama spazia nel tempo, alternando passato e presente, così da ripercorrere le tappe più importanti nella vita delle due quarantenni, diventate migliori amiche all’età di 14 anni, dopo che Tully e la madre (hippie, eccentrica e senza un briciolo di istinto materno) si trasferiscono a Firefly Lane, proprio davanti la casa della famiglia Mularkey. Opposte come il giorno e la notte, Tully e Kate legano quasi subito, trovando l’una nell’altra una fonte di conforto, ispirazione e maturazione personale.

I GLORIOSI ANNI ’70


Tradotto in italiano con il titolo “L’estate in cui imparammo a volare”, Firefly Lane inizia agli albori del 1970 quando il movimento hippie era nel pieno della propria forza. Una giovane donna, ribattezzata Cloud, si presenta a casa della propria madre per riprendersi la figlia, una dolce bambina di dieci anni, chiamata Tallulah. Purtroppo la bimba viene smarrita subito dopo, durante un corteo contro la guerra. L’indomabile e cannabis-dipendente Cloud, ci riprova qualche anno più tardi, trasferendosi con una Tully ormai 14enne a Firefly Lane. Questo è l’inizio dell’amicizia tra le protagoniste dello show, le quali condividono una malinconia e solitudine insite in loro stesse. Tully per un motivo e Kate per un altro, le due ragazzine attraversano un’adolescenza difficile, fatta di drammi familiari e un senso di non appartenenza. Istintivamente e magneticamente attratte l’una nella vita dell’altra, Kate e Tully diventano amiche per la pelle, essendo entrambe due anime buone, ma sofferenti. Le attrici scelte per interpretare le protagoniste nel passato, inoltre, sembrano davvero due versioni più giovani della Heigl e della Chalke, elemento che conferisce alla narrazione ulteriore credibilità.

I MITICI ANNI ’80


Come detto precedentemente, la trama si sviluppa senza seguire un ordine cronologico, ma rimbalza avanti e indietro negli anni per dare una visione accurata di tutte le dinamiche del rapporto Tully/Kate. Nel 1982 le due besties si ritrovano a lavorare nella stessa emittente televisiva e sognano di diventare la nuova coppia della tv. Anche in questa situazione vengono fuori i caratteri molto diversi delle due giovani donne: Tully è carismatica, esuberante, sensuale e ambisce ad essere la nuova Jean Enersen, prima anchorwoman del paese. Kate, invece, timida, discreta, ma allo stesso tempo ironica e sagace, vuole rimanere dietro le quinte in veste di giornalista e produttrice. Qui, cominciano ad intravedersi le prime ombre nella relazione tra le due amiche. Kate, infatti, si invaghisce del suo capo (Johnny Ryan, interpretato da Ben Lawson), il quale, però, ha occhi solo per Tully. Per la prima volta, la donna si sente messa da parte persino dalla sua migliore amica, che, volente o nolente, attira l’attenzione di tutti quelli che le gravitano attorno. Schiacciata da una personalità più forte della sua, questo sentimento diinferiorità nei confronti dell’amica l’accompagnerà anche in futuro, mettendo in dubbio le proprie potenzialità e capacità. Katherine Heigl e Sarah Chalke, seppur non del tutto credibili nei panni di due ventenni, riescono a strappare sorrisi grazie alla loro presenza scenica ed alla disinvoltura con la quale interpretano il proprio ruolo. I momenti melensi e stucchevoli, da vera e propria soap-opera, non mancano ma gli alti livelli di glucosio vengono stemperati da una sceneggiatura ironica e dialoghi spigliati.

E COSÌ GIUNGEMMO AL 2003


Per Firefly Lane il presente è ambientato nel 2003: Tully è la famosa host di un seguitissimo programma televisivo, chiamato The GirlfriendHour, mentre Kate deve affrontare un divorzio ed un difficile rapporto con la figlia tredicenne. Ancora legatissime e molto presenti l’una nella vita dell’altra, le due amiche si ritrovano a fare i conti con le loro scelte (non sempre giuste) e devono affrontare le loro paure interiori. Firefly Lane, pur essendo uno show figlio di tanti altri family drama, come i più recenti Virgin River e Sweet Magnolias (sempre targati Netflix), affascina per la sua semplicità e riesce a descrivere molto bene le gioie ed i dolori che si celano dietro il più sincero rapporto di amicizia. Rapporto che, per forza di cose, evolve, scende a compromessi e non sempre rispecchia la realtà delle cose. Naturalmente, gli stereotipi e i cliché abbondano all’interno della narrazione, ma, nonostante tutto, la visione procede senza intoppi e le due attrici si rubano la scena a vicenda, alzando l’asticella dello show. “Hello Yellow Brick Road” rappresenta un ottimo punto di inizio per Firefly Lane, introducendo tutti i personaggi e stuzzicando la curiosità dello spettatore quel tanto che basta per premere subito il pulsante “prossimo episodio”.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Alternanza di passato e presente
  • Buon mix di humor e drama
  • Chimica alle stelle tra Katherine Heigl e Sarah Chalke
  • Niente di innovativo all’orizzonte
  • Un altro family drama sulla scia di Virgin River e Sweet Magnolias

 

Un sentimental drama sulla scia di tanti altri, ma grazie all’ottima chimica tra le due protagoniste, Firefly Lane confeziona un buon pilot ed un inno all’amicizia nonostante le diversità ed avversità della vita.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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