La Ruota Del Tempo 1×02 – Shadow’s WaitingTEMPO DI LETTURA 3 min

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Sing, sing of Manetheren
weep for the blood of Aemon

Il canto popolare intonato dal gruppo dei buoni viaggiatori è solo un piccolo dettaglio con cui la storia proclama fieramente la sua discendenza dal grande padre del fantasy moderno, ovvero dal professor Tolkien.
Il concetto viene espresso molto più chiaramente con l’arrivo alla città perduta di Shadar Logoth. Il momento è ben preparato dal lungo racconto di Moiraine ai ragazzi, mentre vanno a cavallo tra paesaggi meravigliosi che già da soli trasudano epicità. L’attacco dell’oscurità, poi, fa capire chiaramente contro quale nemico i personaggi si trovino a combattere e come sia un avversario da non sottovalutare. Si va ben oltre lo sfoggio di effetti speciali e di tutto quanto un ricco budget può permettere.

I PARTITI POLITICI E LE LORO CORRENTI


Dal 1954, data in cui Tolkien scrisse Il Signore degli Anelli, al 1990, data in cui Robert Jordan ha scritto il primo libro della sua saga, sono passati però molti anni e molta acqua sotto i ponti.
Nella costruzione dei personaggi e dei rapporti fra di loro si nota una maggiore complessità e una crescente ambiguità.
Ad esempio, nell’ambito della stessa organizzazione Aes Sedai ci sono diverse suddivisioni, segnalate dal colore degli abiti di chi vi appartiene.
Meglio ancora, i Manti Bianchi (Figli della Luce) dovrebbero essere loro alleati. In fondo, lo scopo dichiarati di entrambi è la lotta contro il Tenebroso. Non è così, invece.
I Manti Bianchi nutrono totale diffidenza, per non dire odio, nei confronti delle Aes Sedai.
Viene dunque ribaltato il cliché per cui i buoni sono sempre compatti, mentre i cattivi sono divisi al loro interno da sospetti e trabocchetti.

UN’ACCURATA PREPARAZIONE


Con un mondo così complesso e sfaccettato da spiegare allo spettatore che non ne sa nulla, capita dunque di dover introdurre spiegazioni anche lunghe prima di potersi godere un momento di azione e pura meraviglia.
Questo può essere una forza sulla pagina scritta, ma rischia di diventare una debolezza nel momento in cui si passa sullo schermo. Il prodotto televisivo si associa di più ad un’immediata fruibilità, anche da parte di chi non è dotato di particolare pazienza e cultura.
Certo, questo difetto dovrebbe risolversi da solo mano a mano che la storia procederà. Anche qui, però, si vedrà quanti spettatori accetteranno la sfida di memorizzare nomi, date e dettagli in quantità per seguire la narrazione. Intanto, il rinnovo dello show per una seconda stagione è già stato intascato.

NON VI SONO CERTEZZE


Come si diceva sopra, i Manti Bianchi dovrebbero essere difensori del Bene, ma quanto di loro mostrato sinora dà un’impressione completamente diversa. Non sembra solo un effetto delle perversioni personali di Valda.
Lo stesso Drago Rinato, un guerriero di livello Re Artù, potrebbe mettere le sue eccezionali capacità al servizio del Bene o del Male, contribuendo in modo decisivo all’esito della battaglia.
Dove però il “moralmente grigio” regna sovrano è nel giuramento delle Aes Sedai. Si presta ad interpretazioni molto interessanti che sicuramente si vedranno in futuro, c’è da giurarci.
Meglio cominciare a memorizzarlo sin da ora:
One, to speak no word that is not true. Two, to make no weapon with which one person may kill another.  Three, never to use the One Power as a weapon, except in the last extreme defense of her life, or the life of her Warden, or another Aes Sedai.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Pastiglie Valda
  • Occorrono attenzione e pazienza per capire bene tutte le sottigliezze del mondo in cui è ambientata l’azione

 

La serie svolge con dedizione il suo compito di viaggiare sulle orme del fantasy classico, cercando però di aggiornare ed elevare la materia rispetto agli anni Cinquanta. In questo episodio, comincia a riuscirci con le scene a Shadar Logoth, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga e ardua.
Come dimostrano altre storie, anche non fantasy, tirarla troppo per le lunghe con le ambiguità morali risulta controproducente. Bisogna sapere quando è ora di un chiarimento. Avere già tutti i libri pubblicati potrebbe essere l’indispensabile faro per portare a buon fine il racconto di una storia così sfaccettata e complessa. L’abilità nel dosare spiegoni e azione, nel passaggio dal mezzo cartaceo a quello televisivo, farà il resto.

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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