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Messiah 1×03 – The Finger Of GodTEMPO DI LETTURA 4 min

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È utile aprire questa recensione con una piccola dissertazione sul titolo della puntata in questione: “The Finger Of God”, letteralmente “il dito di Dio”, è un termine utilizzato nella Bibbia per indicare la particolareggiata (e premurosa) attenzione di Dio nei confronti delle creature da lui plasmate, il suo impegno salvifico verso le stesse. Si tratta, in definitiva, del leitmotiv della narrazione per questo episodio, nonché collegamento all’episodio precedente (in cui un bambino veniva riportato in vita): il Messia (o Miracle Man che dir si voglia) scompare dal Medioriente e ricompare nella piccola cittadina del Texas che ha rappresentato, almeno fino alla scorsa puntata, una bozza di sottotrama. L’uomo ricompare, coincidenza vuole (ma lo è davvero?), nel mezzo di un distruttivo tornado che devasta l’intero paesino salvando la sola Chiesa.
Andando a ritroso è possibile riscontrare in questa sopravvivenza strutturale unica un certo desiderio da parte di Dio di salvaguardare alcuni dei suoi “profeti”: il reverendo Felix, subissato dai debiti, è disposto a ritrovare respiro in qualsiasi modo possibile e si ritrova a prendere la decisione forse più difficile della sua vita. Armato di accendino e benzina, dopo aver disinserito l’allarme antincendio, è pronto a dar fuoco alla chiesa per poter riscuotere il premio dell’assicurazione. Colto in flagrante dalla moglie, l’immagine che viene restituita allo spettatore è destabilizzante. Felix è un uomo che ha dato tutto per il suo credo, a cui ha dedicato la sua intera vita, ma che in cambio non sembra aver avuto la stessa fortuna: una moglie con evidenti problemi di alcolismo, una figlia forse fin troppo spirito libero pur essendo nell’età della ribellione e, come detto, una marea di debiti.
Il senso di tradimento lo pervade e lo spinge ad azioni impensabili: immortalato nel suo atto vandalico a metà navata armato di benzina serve a rappresentare il senso di sconfitta. Ed è da questo senso di sconfitta, di questo “rischio di perdizione“, che Al-Masih sembra voler risollevare Felix: compare all’improvviso, trae in salvo Rebecca, salvaguarda la chiesa e, soprattutto, rinvigorisce il credo e la fiducia di Felix nei confronti di Dio. Un Dio che, a seguito della comparsa del “messia”, Felix sente incredibilmente più vicino e forte.
A fare da contraltare a questo lato religioso della serie c’è quello razionale, rappresentato da una sempre più criptica Michelle Monaghan che cerca di giustificare l’improvvisa comparsa in Texas dell’uomo da loro ricercato. Il dono dell’ubiquità non può essere preso in considerazione nemmeno per scherzo, quindi deve essere trovato un percorso logico e razionale, ma soprattutto tangibile.
Dopo tre episodi, Messiah riconferma il proprio desiderio di rimanere una serie non facilmente categorizzabile brandendo a piene mani sia una trama razionale, sia una trama votata alla pura e semplice religiosità. Gli agenti Eva Geller e Aviram Dahan rappresentano, a conti fatti, i character in cerca di una redenzione all’interno della storia: martoriata da un passato (ed un presente) che li assilla e da problemi personali che come fantasmi continuano ad aggirarsi nella loro quotidianità, Eva ed Aviram rappresentano l’archetipo degli individui che hanno perduto la fede. E come novelli John Locke, quindi, anche loro si ritrovano in attesa di poter osservare da vicino, negli occhi, la propria personale “isola” per poter affermare che… ”è bellissima”.
Tuttavia questa impossibilità di categorizzare un prodotto, a volte, rende la visione abbastanza frustrante dal momento che risulta difficile riuscire a comprendere dove la serie abbia intenzione di andare a parare. Un “atto di fede” che lo spettatore potrebbe essere intenzionato a fare, oppure no: un azzardo che Messiah sembra essere intenzionato (visto quanto portato in scena) a fare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’arrivo del tornado
  • Felix e la tanica di benzina e l’arrivo della moglie
  • L’immagine dall’alto della cittadina: una landa desolata, tutto spazzato via dalla furia del tornado fatta eccezione per la piccola chiesetta
  • La ricomparsa di Al-Masih (in Texas!)
  • Le sottotrame di Aviram ed Eva
  • Jibril malmenato senza ritegno e/o motivazione: chissà quali informazioni avrebbe potuto dare!

 

Una sufficienza consegnata sulla fiducia e risultato di una storia ancora non completamente consapevole di cosa voglia fare del proprio destino.

 

Tremor 1×02 ND milioni – ND rating
The Finger Of God 1×03 ND milioni – ND rating

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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