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Messiah 1×05 – So That Seeing They May Not SeeTEMPO DI LETTURA 3 min

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“It’s like Coachella went to church.” 

 

La fede inizia a vacillare. Giunti precisamente a metà stagione, Messiah continua a sguazzare nel suo personale limbo, lasciando tutti (fedeli e telespettatori) senza alcuna risposta ma sempre più carichi di domande.
Dopo puntate che hanno visto l’attenzione dividersi per varie location seguendo i differenti personaggi, in “So That Seeing They May Not See” il punto focale finora sparso di qua e di là converge in Texas, congiungendo anche la maggior parte dei protagonisti. Messe da parte le tematiche interne e personali dei vari agenti, è la figura di Al-Masih che si prende tutta la scena, ma lo fa in maniera completamente differente rispetto a quanto visto negli scorsi episodi.
Se finora, infatti, i comportamenti criptici e ambivalenti avevano reso l’uomo un perfetto profeta da seguire e ascoltare, il Messia rilasciato dopo il processo dello scorso episodio si presenta in maniera molto più procrastinante, in attesa di un qualcosa che, a quanto pare, neanche lui stesso conosce. I miracoli o presunti tali che lo avevano incoronato in precedenza, dalla guarigione del bambino colpito da arma da fuoco al salvataggio della chiesa, non bastano più e a rappresentare questo cambiamento d’animo tra i fedeli e metterlo in dubbio, non sono più coloro che finora hanno dato vita alla parte razionale della storia, ossia gli agenti, bensì lo stesso prete che si era esposto in prima persona a favore del criptico “salvatore”.
La perdita della fede inizia a svilupparsi contemporaneamente alla mancanza di azione e coinvolge entrambi gli “accampamenti”. Anche i rifugiati siriani infatti, ormai apparentemente abbandonati a se stessi, iniziano a voltare le spalle al loro Messia, prendendo di propria mano un’altra strada. Il parallelismo che si viene a creare tra questo accampamento e quello più pittoresco in Texas sta proprio nella forza e nel carisma abbracciato finora. Un qualsiasi uomo con parole ben assestate e alcuni eventi a favore può essere ricoperto del ruolo di leader, ma attendismo e mancanza di risultati possono far voltare le spalle in un attimo. Così l’Al-Masih che si ritrova in Texas, accampato insieme a migliaia di seguaci, si dimostra molto più umano rispetto a quanto avesse dimostrato finora. Umano nel senso del potere a disposizione, incapace di fare miracoli e con l’unica arma (in questo caso anche violenta) della misericordia quando si tratta di porre fine alle sofferenze del cane.
Indubbiamente, da questo momento in poi potrebbe aprirsi una nuova strada per tutta la storyline; con il dubbio che inizia ad insediarsi tra i “fedeli”, un Felix sempre meno convinto del ruolo del Messiah e, l’ultimo aneddoto dell’uccisione del cane che sicuramente non passerà inosservata tra i seguaci texani, la posizione del protagonista non sembra più tanto stabile, nonostante lui continui imperterrito ad apparire estremamente criptico e sicuro di sé sotto ogni aspetto.
A fare da contraltare a tutti i problemi che si porterà dietro questa probabile perdita di fede, va segnalato il ricongiungimento tra gli agenti Eva e Aviram. Entrambi ufficialmente a “caccia” dalla figura misteriosa ed emblematica del Messia ma, allo stesso tempo, colpiti nel profondo dalle sue riflessioni in ambito personale sui due agenti. Come gli spettatori, dunque, anche loro nei prossimi episodi dovranno cercare di capire fino a che punto può rivelarsi reale il potere di quest’uomo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La figura criptica di Al-Masih continua a tenere alta la curiosità nei suoi confronti 
  • La scena dell’uccisione del cane: inaspettata e ben posizionata per rendere al meglio l’attuale ruolo del Messiah 
  • La perdita di fede può portare presto ad un nuovo cambio di dinamiche
  • Ormai a metà stagione una direzione più chiara sarebbe gradita
  • Aviram che arriva così di botto e vuole sparare Al-Masih… 

 

Si continua a non capirci granché, ma alla fine Messiah si dimostra molto più scorrevole e invogliante da continuare a seguire di quello che ci si poteva aspettare.

 

Trial 1×04 ND milioni – ND rating
So That Seeing They May Not See 1×05 ND milioni – ND rating

 

Sara M.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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