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Mrs. America 1×07 – BellaTEMPO DI LETTURA 4 min

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Margo Martindale ha bucato lo schermo sin dalla prima puntata di Mrs. America. Lo ha bucato interpretando, al suo solito, una donna con un carisma veramente forte, una parlantina in grado di zittire chiunque ed un modo di fare che ispira ma al tempo stesso aizza gli animi più bollenti al dibattito. Non è un caso quindi che il character della Martinadale si sia guadagnata il soprannome di Battling Bella (anche se ufficialmente non ne viene fatta menzione) e altri come Hurricane Bella o ancora Mother Courage.
Battling Bella, al secolo Bella Savitzky Abzug, è la protagonista dell’episodio e lo fa ovviamente mettendosi in diretto contrasto con l’odiabilissima Phyllis Schlafly, sempre al centro dell’attenzione ma, per la prima volta, messa letteralmente al tappeto grazie ad una torta in faccia lanciata nel bel mezzo del meeting di Women’s National Republican Club al grido di “You’re a traitor to your sex by waging war against women!” da parte di un uomo. E facendo un passo indietro, fa specie vedere come questo, e non magari le batoste politiche ricevute dal gruppo STOP E.R.A. (35 stati su 38 in Aprile 1977 avevano già ratificato l’E.R.A.), abbia avuto l’impatto più forte sul morale della Schlafly.

 

Bella: Where’s your queen?[…] She’s not coming, is she? Oh. You don’t know it yet. Let me tell you the truth about Phyllis Schlafly: she’s a liar, a fearmonger, and a con artist, but worst of all, she’s a goddamn feminist. She might be one of the most liberated women in America.
Alice: […] We don’t want to be working girls. She’s been our savior, our Joan of Arc. Everything we know, we learned from her.
Bella: What have you learned from her?
Alice: So many things she’s taught us.
Bella: Has she taught you how to lobby legislators?
Alice: Of course.
Bella: Has she taught you how to draft a press release? A speech?
Alice: Yes.
Bella: How to answer reporters’ questions, get the television interview?
Alice: Yes.
Bella: How to create a budget and balance it?
Alice: Yes.
Bella: Congratulations: you’re working girls.

 

A differenza delle scorse puntate dove per il titolo dell’episodio ed il relativo focus erano stati riesumati personaggi presentati brevemente e poi abbandonati al loro destino (basta solo la scorsa “Jill” per esemplificare quanto appena detto), questa “Bella” ha chiaramente un altro tono ed un altro potenziale visto chi è la protagonista. La differenza si nota sin dal principio e riesce anche ad estendere la narrazione verso altri lidi democratici, lidi che erano stati mostrati ma mai con il fine ultimo di essere veramente approfonditi. Cosa che invece accade qui.
L’idea di assistere ad uno scontro Bella-Phyllis fa subito scaldare gli animi ma purtroppo non è mai accaduto, il che ovviamente non è una cosa positiva per lo show e, se non ci fosse la necessità di rimanere aderenti alla storia, sarebbe stata decisamente la scelta giusta da compiere. In tal senso va apprezzata l’aderenza alla realtà della showrunner Dahvi Waller che non ha voluto romanzare troppo i contenuti, limitandosi quindi a scontri nel backstage e a diversi retroscena.
Il punto principale rimane comunque la ratificazione del E.R.A. in tutti gli stati americani e lo scontro di opinioni tra due movimenti, uno femminista e uno decisamente più legato alla tradizione, che hanno più punti in comune di quanto non volessero ammettere all’epoca. In tal senso, il faccia a faccia tra Bella ed Alice riportato sopra chiarisce molto bene i punti di vista di due mondi che, come spesso accade in politica, rifiutano di accettare una realtà altrimenti scomoda alla propria propaganda.
Inutile quindi dire che la mancata apparizione di Phyllis fosse anche legata ad una paura di scoprirsi simile alle femministe, come infatti sembra più volte accadere nel silenzio del suo subconscio quando parla con il marito o ascolta le lamentele della figlia. Ma forse questo è più un taglio dato dalla Waller al character interpretato molto bene da Cate Blanchett.

 

Phyllis: I’m putting these libber quotes all together on one tape, including, uh, some sermons that Lottie Beth sent me.
Alice: But that’s not exactly what she said in her speech.
Phyllis: Yes, but she said those words.
Alice: Yes, but… but in a… in a different way. You’re just taking them out of context.
Phyllis: She said them.

 

Rimane comunque innegabile la sensazione di trovarsi davanti ad una precoce forma di “Trumpismo” nel momento in cui Phyllis viene colta in flagrante a remixare delle frasi di Bella dando loro un significato completamente stravolto. Un po’ in stile Blob di Rai3, un po’ in stile Trump. Forse più in stile Trump…

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Margo Martindale finalmente si prende lo spazio che si merita
  • La torta in faccia a Phyllis
  • Well, clearly, you’re a target, given your… pirate status.
  • L’utilizzo della canzone “Cherry Pie”
  • Regia sempre molto attenta ed interpretazioni del cast sempre al top
  • Purtroppo niente scontro tra Bella e Phyllis
  • Rimane quel problema di fondo già evidenziato in passato nel capire esattamente tutta la terminologia e le situazioni della cultura politica americana

 

Mrs. America si conferma un buon prodotto, coerente con sè stesso ma purtroppo mai così forte da guadagnare il tanto agognato Bless Them All. Utilizzando la tecnica di Phyllis: puntata “Bella” ma non bellissima.

 

Jill 1×06 ND milioni – ND rating
Bella 1×07 ND milioni – ND rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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