Peacemaker 2×04 – Need I Say DoorTEMPO DI LETTURA 4 min

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Peacemaker 2x04 RecensioneNon l’episodio con più mordente di Peacemaker, con James Gunn che forse ha percepito la necessità di rallentare un po’ il ritmo al giro di boa. D’altronde questa stagione si sta svolgendo nell’arco di pochissimi giorni, con la narrazione che incalza farcendo di numerosi avvenimenti discretamente importanti – sia per Peacemaker che per il DCU – nell’arco di poche ore. È per questo che “Need I Say Door” prova a calmare un po’ il ritmo frenetico, fare il punto della situazione, e preparare la seconda metà di stagione dispiegando le pedine nelle nuove alleanze che si stanno formando.
Gioca sicuramente un ruolo fondamentale la A.R.G.U.S., introdotta nello sfondo tra The Suicide Squad e la prima stagione di Peacemaker (senza dimenticare il gioiellino Creature Commandos), che in questa stagione sta assumendo sempre più dei connotati da stakeholder di prim’ordine nell’economia del DC Universe. Gunn sta infatti coniando il suo piccolo universo narrativo proprio servendosi di Peacemaker, nata come semplice spin-off di un film DC uscito senza pretese, e rivelatasi la pietra fondante della nuova Distinta Concorrenza.

BRACCATI


Need I Say Door” è principalmente incentrato sull’operazione militare dell’A.R.G.U.S. che, nella figura di Rick Flag Sr., ha deciso di scandagliare ogni singolo movimento di Chris Smith in attesa di trovare una scusa, una ragione per sfondargli la porta di casa e ammanettarlo. Non è molto professionale il personaggio di Frank Grillo, che non sembra riuscire a distinguere gli interessi personali da quelli dell’agenzia per cui lavora. Rick Flag Sr. è infatti un ottimo personaggio, che sulla carta dovrebbe essere un simil-Nick Fury, ma che invece riesce ad andare molto più nel profondo, scavando in una personalità più compromessa, conseguenza anche della tragedia capitata a suo figlio.
La task force assemblata è targata James Gunn in tutto e per tutto, tra personaggi stravaganti e dilemmi morali che attanagliano Economos. Fortunatamente quest’ultimo riesce ad avvisare giusto in tempo Chris, che scappa portando con sé uno strano dispositivo capace di far “traslocare” la Camera di Dispiegamento Quantistico istantaneamente, ovvero il MacGuffin che sta muovendo questa seconda stagione. Si fa apprezzare anche la scena di apertura della puntata, in cui vengono narrate le disturbanti origini di tale dispositivo, che vedono al centro sempre la figura terribile di Auggie Smith.

Red St. Wild:Settlers’ Hills… I got you, motherfucker.”

SCAPPA EAGLY!


La parte più WTF dell’episodio è certamente quella che riguarda Eagly e il fantomatico cacciatore di aquile, Red St. Wild, interpretato da un altro attore feticcio di James Gunn come Michael Rooker. A dirla tutta non è nemmeno la prima apparizione di Rooker all’interno del DCU, dato che l’attore statunitense aveva già interpretato, nell’ordine, Savant in The Suicide Squad, una piccola parte come voice actor in Creature Commandos, e uno dei robot in Superman. Di per certo questo è il ruolo più stravagante della lista, data la commistione tra magia nativo-americana e ignoranza da redneck colonizzatore.
La caccia a Eagly è una storyline secondaria che ha l’onere di mantenere alta la suspense anche per il partner di Peacemaker, che per la prima volta potrebbe trovarsi a fare i conti con la propria vita. Da segnalare anche che Eagly è l’ennesimo “personaggio” di cui non si hanno tracce su Terra-2, in cui Chris Smith non ha stranamente nessun partner pennuto. Forse qualcosa che ha a che fare con Red St. Wild, o magari Eagly è solo figlio di tutti i traumi che hanno caratterizzato l’infanzia di Chris.

CAVALLO DI TROIA


La strategia di Flag Sr. è subdola, cercando di far leva sui punti deboli di Smith per metterlo in ginocchio e consumare poi la sua personale vendetta. Ecco che quindi tutto ricade su Harcourt, vecchia fiamma anche di Flag Jr., come rivelato nello scorso episodio. Il personaggio di Jennifer Holland sta vivendo infatti una vera e propria crisi personale da quando ha perso il suo lavoro alla A.R.G.U.S., divenendo un personaggio completamente diverso da quello presentato a inizio serie.
Uno squilibrio troppo grande per dipendere solo ed esclusivamente dal lavoro perso. Sembra infatti che Emilia Harcourt non riesca ad accettare che Chris abbia messo a nudo alcune sue debolezze, che vanno ben oltre l’agenzia. Bisogna vedere da che parte si schiererà adesso la donna dei sogni di Chris, che inviandole un messaggio sembra voler dare un ultima chance a Terra-1, e con essa alla “sua” Harcourt, che però potrebbe essere pronta a tradire per l’ennesima volta la fiducia del “buon” Peacemaker, a discapito della mera gloria personale.

 

THUMBS UP 👍THUMBS DOWN 👎
  • La scena a inizio episodio, che mostra le origini della Camera
  • Il Red St. Wild di Michael Rooker, iconico, tra surrealismo e proiezioni astrali magiche
  • Emilia Harcourt che continua a fare le scelte sbagliate
  • Rick Flag Sr. che è un vero figlio di buona donna
  • Il ritorno di un classico: Judomaster vs. Peacemaker
  • Ritmo molto più rallentato per organizzare la narrazione al giro di boa

 

Non ci sono grosse criticità in “Need I Say Door“, ma la sufficienza è semplicemente dovuta a un episodio volutamente meno frenetico, più breve e preparatorio di una seconda parte di stagione con tanta, tanta carne al fuoco.

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Salvatore Cesarano

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

1 Comment Lascia un commento

  1. Questa serie è veramente sbalorditiva! A.R.G.U.S. assume un ruolo sempre più cruciale e Rick Flag Sr. è un personaggio complesso e affascinante, molto più profondo di quanto aspettassi. La storyline di Chris Smith è tensionante e la scena di apertura sulle origini della Camera Quantistica è stata travolgente. Ma devo dire, la parte più folle è stata la caccia a Eagly con Red St. Wild, interpretato da Michael Rooker: un mix surreale di magia nativa americana e umorismo da redneck che ha reso lepisodio ancora più memorabile. Il ritmo rallentato al giro di boa ha dato modo di approfondire i personaggi, anche se a volte sembra che Emilia Harcourt non stia prendendo la situazione sul serio. Comunque, continua a sorprendere!

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