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Private Practice 6×13 – In Which We Say GoodbyeTEMPO DI LETTURA 5 min

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So già che dopo questa recensione verrò marchiata a fuoco, magari sulla guancia come in Django, e sarò additata come pazza infedele e traditrice. Ma il mondo, per fortuna o purtroppo, non è cosparso di bianchi coniglietti ed arcobaleni. Quindi mi assumo tutte le responsabilità ed i rischi di quanto segue. Finali come questo dovrebbero valere come una sentenza immediata di espulsione dall’albo degli sceneggiatori, se ne esistesse uno. Non si può, e ripeto, davvero non si può presentare un series finale come quello a cui ho appena assistito, nemmeno se ti chiami Shonda Rhimes. Con questo non voglio dire che tutto ciò che ho visto sia da buttare, ma certamente concludere una serie lunga sei stagioni in questo modo vuol dire farsi beffa di noi spettatori.
“In which we say goodbye” è l’episodio peggiore di tutta la sesta stagione, su questo non ci piove. Situazioni buttate là a caso, momenti importantissimi relegati a brevi scene quasi sconnesse tra di loro, minestre riscaldate per la quindicesima volta. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per rimanerci di sasso. Ci sono state puntate quasi perfette durante questi ultimi mesi, quindi non riesco a capacitarmi di come Shonda possa aver considerato questo un finale all’altezza della situazione. Forse aveva perso l’entusiasmo e voleva solo chiudere e tanti saluti a tutti, per concentrarsi di più su Grey’s Anatomy o Scandal.
Ma andiamo con ordine. Cosa c’è che non va in questa puntata? Innanzitutto dopo aver costruito un’intera serie tv su un personaggio (Addison) in cerca dell’amore vero e della serenità interiore, e dopo averle fatto incontrare l’uomo della sua vita che la aiuterà a crescere il figlio che ha sempre desiderato, non capisco come sia possibile ridurre il suo matrimonio ad appena due minuti, all’inizio per giunta. Due miseri minuti. No, ma stiamo scherzando? Mi sarei aspettata una puntata incentrata sui preparativi, sulle ansie di Addison, sul sostegno dei suoi amici e amiche, ovviamente lasciando spazio anche alle storylines degli altri personaggi, non meno importanti. E invece la “cara” Shonda cosa si inventa? Tre quarti dell’episodio dedicati a nientepopodimeno che… Sam e Naomi! Again, and again and again! Sì, avete capito bene. Ora, ma davvero pensate che i fan siano così stupidi e creduloni? Oddio, alcuni di loro lo sono, ma non tutti per fortuna. Come si può presentare ancora la solita brodaglia di Sam e Naomi che si riscoprono innamorati dopo essersi visti per cinque secondi al matrimonio di Addison? Sam ha lasciato Naomi, Naomi si è rifatta una vita, persino Sam è andato avanti. E tutto per niente? Shonda ha utilizzato il classico escamotage del “non so cosa inventarmi per questi due personaggi, quindi li faccio rimettere assieme che tanto l’amore è sempre una carta vincente”. Eh no! Non così, cara Shonda. E poi, vogliamo parlare della super bomba lanciata dalla nostra Rhimes? Naomi incinta di Sam e Sam che accetta la situazione così come se niente fosse. Proprio per dare un motivo valido a questa unione trita e ritrita. E così, a rimetterci sono stati personaggi importanti e attori sicuramente più talentuosi. Ho apprezzato che la puntata abbia toccato un po’ tutti i medici della Seaside Wellness, ma avrei voluto vedere di più, magari con un salto temporale di tre anni e non tre mesi, come è accaduto. Amelia è stata quasi praticamente assente dall’episodio, tranne in brevissime scene della durata di pochi secondi quando conosce Miranda, la compagna di Sheldon, o quando lei e James si scambiano un’occhiata d’amore e comprensione ipotizzando un loro prossimo matrimonio. Troppo spazio ha preso anche la storia della figlia di Jake, Angela che, come abbiamo scoperto alcune puntate fa, frequenta un professore cinquantenne. Non si sentiva davvero il bisogno di tirare fuori questa storia, potevano semplicemente far capire che lei e suo padre avevano fatto pace senza dover occupare parte importante dell’episodio.
Sheldon, invece, si riconferma il mio personaggio preferito e così anche tutte le situazione che lo riguardano. Brian Benben ha saputo esprimere ancora una volta tutte le sue doti recitative, anche drammatiche. Nonostante il male incurabile che sta consumando Miranda, Sheldon ha trovato la pace e la serenità proprio con lei e decide di lasciare la clinica per dedicarsi alla sua amata e passare con lei quel poco che la vita ancora può offrire. Ho trovato il loro amore molto più vero, sincero ed emozionante di quello di Sam e Naomi.
Sarò una voce fuori dal coro, ma mi è piaciuta la parte dedicata a Violet e alla sua paziente. Questo perché le due donne hanno molto in comune, avendo entrambe perso qualcuno di importante ed essendo entrambe giunte alla conclusione di essere pronte per ricominciare. Bello il lato di sorella maggiore o addirittura madre putativa di Violet nei confronti della sua paziente, come a voler dire di aver anche guarito se stessa assieme alla ragazza.
Carina l’idea di voler intitolare il nuovo libro della dottoressa Turner proprio “Private Practice”. Il cerchio si è, quindi, chiuso. Anzi, ogni fine corrisponde sempre ad un nuovo inizio.
Addison corona il suo sogno, è felice, è appagata (grandi assenze di Derek e Meredith, ma penso sia dovuto a problemi contrattuali), Charlotte e Cooper crescono assieme i loro figli e finalmente Charlotte diventa una madre a tutti gli effetti, Sheldon e Miranda sono distesi su due lettini davanti ad un mare esotico e cristallino e anche loro sono felici, Violet sta bene e la sua rinascita è completa, Amelia e James si sposeranno presto e magari avranno tanti bambini sani, Sam e Naomi si sposano e beh… spero per loro che questa volta stiano assieme fino all’eternità, come minimo.
PRO:

  • Sheldon che lotta per Miranda e il loro amore fino alla fine
  • Gli happy ending (o quasi) per tutti i protagonisti
  • Violet ha chiuso il cerchio ed ha inaugurato un nuovo inizio
CONTRO:

  • Sarebbe stato meglio fare un episodio di due ore
  • Il matrimonio di Addison troppo riassuntivo
  • Sam e Naomi, atto venticinquesimo
  • Troppo spazio a Sam/Naomi e Jake/Angela
  • Amelia quasi assente
  • Nessun riferimento a Pete
  • Nessuna traccia di Henry o Lucas
Nonostante tutto non posso non essere davvero dispiaciuta per la fine di un telefilm che ho amato e che mi ha fatto ridere, piangere, arrabbiare ma sempre emozionare. Mi piace pensare di aver accompagnato questi personaggi (e così anche quelli che non ci sono più), questi amici nell’arco di un periodo importante delle loro vite. Sì, lo so, è un pensiero stupido ma è proprio questo il punto più alto raggiungibile da una serie tv. Grazie Private Practice!

VOTO EMMY

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

5 Comments

  1. Ho letto un sacco di commenti negativi su questo finale, e non sono del tutto d'accordo. Condivido il fatto che il matrimonio di Addison sia durato pochissimo, se non ci fossero state le foto promozionali forse nemmeno lo ricorderei. Per quanto riguarda Sam e Naomi, non mi ha dato fastidio la loro presenza o il fatto che abbiano rubato un po' di scena ad Addison, in fin dei conti non sto a guardare chi ha avuto più spazio rispetto a un altro, anche perchè ognuno in questa stagione ha avuto la propria puntata e penso che in questo finale Shonda ha voluto dare omaggio a Naomi facendola riavvicinare nella vita di Addison e di Sam, per poi vederli tutti insieme come ai vecchi tempi. Se fossi stata Shonda non so come avrei potuto riempire i 40 minuti diversamente, abbiamo già visto Addison-Henry-Jake insieme nelle puntate precedenti, abbiamo già visto Amelia e il suo nuovo amore James, abbiamo visto un sacco di CharCoop, quindi non sono rimasta delusa, io vedo la sesta stagione come una conclusione totale e non solo l'episodio 6×13.

  2. Io non dico che non si doveva far tornare Naomi, perché come hai detto giustamente tu, faceva parte del cast originario. Ma un conto è farla tornare per dare sostegno ad Addison, sua migliore amica, e starle vicino nel momento più importante della sua vita…un altro è trovare un escamotage per il suo personaggio, cioè quello di rimetterlo assieme a Sam. Mi spiace ma l'ho trovato poco veritiero. E comunque, per quanto anche gli altri personaggi siano importanti, Private Practice è uno spin-off di Grey's Anatomy nato per Addison, quindi è lei la protagonista principale.

  3. Io sono d'accordo con Michela. Tra l'altro il matrimonio per Addison era un avvenimento importante e ho trovato quell di Sam e Naomi come un "tappabuchi". Naomi doveva tornare (non sono mai stata una grande fan del personaggio ma ne capisco l'importanza per Addison) ma farla rimettere con Sam non aveva senso, veramente. Ha rubato troppo la scena e avrei preferito vedere, come ha scritto Michela, la vita dei dottori tre anni dopo, non solo tre mesi. Sarebbe stato molto più carino e avrebbe "riempito" molto meglio quei 40 minuti (e ovviamente di quei quaranta minuti io ne avrei destinati molto più di due al matromonio di Addison e Jake!)

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