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Ragnarok 1×03 – JutulheimTEMPO DI LETTURA 3 min

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Nella mitologia norrena sono nove i mondi che creano il cosmo, tenuti insieme dal celebre albero della vita, meglio noto come Yggdrasil: uno di questi è Jǫtunheimr, regno dei giganti (Jǫtunn) di roccia e ghiaccio, nome molto simile al titolo della puntata, che deriva dalla residenza degli Jutul.
Allora si può iniziare a fare qualche ipotesi sulla vera natura dell’antica famiglia, assodato che Magne sia la reincarnazione terrena di Thor, figlio di Odino.
Infatti la ricca famiglia norvegese molto probabilmente fa parte dei giganti, creature associate all’origine stessa del cosmo e sempre in lotta con gli dei, topoi presente sia nella mitologia greca che in quella norrena: se gli dei rappresentano l’ordine del mondo, al contrario i giganti rappresentano il caos primordiale.
Di solito i  giganti sono rappresentati come esseri con una grande forza, immortali, violenti e dotati al tempo stesso però di grande saggezza, tutte caratteristiche si possono intravedere negli Jutul.
Il confronto finale tra i membri della famiglia e Magne richiama allora proprio a questo antichissimo scontro mitologico, con tanto di idromele, la bevanda degli dei bevuta sin dai tempi dei vichinghi e presente anche nel Valhalla, il paradiso guerriero norreno.
I continui richiami alla mitologia norrena rappresentano senza dubbio uno degli elementi più interessanti della nuova serie norvegese targata Netflix, a partire dal nome della città in cui i fatti sono ambientati, Edda, il titolo della celebre opera dello storico islandese Snorri Sturluson: l’Edda poetica rappresenta la più importante fonte storica sulla mitologia norrena, prima della cristianizzazione del mondo scandinavo che avrebbe messo fine alla cosmologia vichinga.
Le splendide location scelte, ma diversamente non poteva essere per uno show ambientato in Norvegia, accompagnate da una colonna sonora perfetta per il tipo di narrazione che si è scelto, sono lo sfondo ideale per una storia che può essere definita sì un teen drama, ma con richiami mitologici ed evidenti elementi ambientalisti, tematica estremamente importante nel mondo scandinavo.
La parte peggiore della serie risiede proprio in tutti gli elementi narrativi tipici dei teen drama, con storie sentimentali e difficoltà relazionali tipiche dei teenager, che sicuramente meriterebbero meno screen time rispetto ad altri argomenti ben più interessanti.
Nonostante una prima parte di puntata piuttosto statica, se si esclude la presa di coscienza  definitiva di Magne dei suoi poteri soprannaturali, è nella seconda parte dell’episodio che la narrazione finalmente decolla: la vera natura degli Jutul prende il sopravvento, come si era già visto nella series premiere, mentre il novello Thor ubriaco, conscio della sua forza già vista in “541 Meters“, decide di sfidare Ran, interpretata dalla splendida Synnøve Macody Lund.
Un evento che è destinato a smuovere la narrazione principale, visto che ormai il più grande dei fratelli Seier non potrà più nascondere la sua vera natura agli occhi della ricca famiglia industriale, con Vidar che probabilmente vorrà eliminare Magne dalla propria città.
Un altro elemento che aiuta la visione della serie è la modalità di fruizione scelta, visto che ultimamente la maggior parte dei prodotti seriali ha preso la pessima abitudine di sviluppare la narrazione non solo in numerosi episodi, ma spesso anche dalla durata biblica, senza in realtà poterselo permettere. Ragnarok al contrario, con puntate dalla durata di 45 minuti per una prima stagione che conta solo 6 capitoli complessivi, ha il merito di non ammorbare lo spettatore, nonostante qualche tempo morto si vada a creare lo stesso; questa modalità ha il merito di condensare il più possibile la narrazione della storia principale, risultando facilmente digeribile per lo spettatore.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le splendide location
  • Una soundtrack sempre adeguata
  • Il confronto tra Magne e gli Jutul
  • I continui riferimenti alla mitologia norrena
  • Gli elementi da teen drama

 

Un ottimo episodio per Ragnarok che conferma quanto di buono visto sino ad ora, ma anche l’eccessivo peso attribuito alla natura teenegeriale della serie. La valutazione è alta, resta da vedere che piega prenderà lo show nella seconda metà di stagione, uno scontro mitologico o semplici beghe adolescenziali? Non resta che scoprirlo.

 

541 Meters 1×02 ND milioni – ND rating
Jutulheim 1×03 ND milioni – ND rating

Daniele Abbatini

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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