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Black Bird 1×02 – We Are Coming, Father AbrahamTEMPO DI LETTURA 4 min

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Black Bird 1x02 recensioneBlack Bird comincia ad entrare nel cuore della vicenda, pur facendolo in maniera rallentata rispetto alle aspettative. Anche nella scorsa puntata, infatti, nonostante un comparto tecnico più che discreto ed una storia accattivante, il ritmo a tratti soporifero aveva inciso sulla visione.
Il nuovo prodotto di punta di Apple TV+ si pone come risposta al più blasonato Mindhunter della piattaforma rivale Netflix. Lo stesso Larry Hall ricorda per certi versi l’Ed Kemper interpretato dal magistrale Cameron Britton.
La recitazione di Paul Walter Hauser (Larry Hall) è sicuramente il fiore all’occhiello della miniserie, data la capacità dell’attore di calarsi nei panni di uno psicopatico affetto da deficit cognitivo e disturbi comportamentali.
Il regista Michaël R. Roskam e lo showrunner Dennis Lehane presentano una trama fatta di luci, ombre e mezze verità, dove nulla è come sembra e i due protagonisti si sfideranno in un vero e proprio gioco mentale per vedere chi avrà la meglio sull’altro.

LARRY HALL


Il secondo episodio prosegue seguendo le orme del pilot e arriva ad un – seppur momentaneo – punto di svolta nell’indagine contro Larry Hall.
L’uomo, infatti, incalzato dalle domande dei detective, ammette l’omicidio della ragazza scomparsa e racconta di come l’avesse approcciata, uccisa e seppellita.
Il pubblico, a questo punto, si trova ancora in una sorta di limbo in cui non riesce totalmente a distinguere il bianco dal nero. Larry Hall ha tutti i presupposti per essere un serial killer deviato e pericoloso; nonostante tutto si ha ancora quel briciolo di dubbio riguardo alle vere intenzioni di Larry.
Come detto precedentemente, Paul Walter Hauser riesce a rendere il personaggio di Larry fortemente ambiguo: da una parte l’uomo viene presentato come strambo, solitario, timido e manipolabile, ma dall’altra emergono tutti gli indizi della sua devianza (soprattutto sessuale) e dell’alta probabilità che in lui si celi un diavolo.

LA VERA STORIA E LA CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI


Black Bird è basata sul romanzo autobiografico “In With The Devil: A Fallen Hero, A Serial Killer and A Dangerous Bargain For Redemption”, scritto da James Keene e Hillel Levin.
Il fatto che la storia sia basata su avvenimenti realmente accaduti, dunque, non lascia spazio a congetture su un possibile epilogo della vicenda: Larry Hall è stato davvero un serial killer che negli anni ’90 ha ucciso svariate ragazzine e giovani donne.
Il focus della serie, però, non è raccontare degli omicidi e mostrare i cadaveri delle vittime (in questo si discosta molto da un True Detective, per esempio), quanto scavare nella mente di Larry Hall, ma anche di Jimmy Keene.
La caratterizzazione dei personaggi è un altro punto di forza dello show, dove la scrittura di Dennis Lehane trova la sua massima espressione. I due protagonisti, pur provenendo da realtà completamente diverse, sono due reietti della società, due emarginati e tutti e due nascondono dei demoni interiori.

GOODBYE, RAY LIOTTA!


Un grande colpo al cuore dello spettatore è sicuramente la presenza nel cast del compianto Ray Liotta. L’attore, infatti, ricopre il suo ultimo ruolo, data la sua improvvisa morte lo scorso 26 maggio.
Il padre di Jimmy è anch’esso un personaggio multi-sfaccettato: vent’anni di carriera come poliziotto, un problema di alcolismo e qualche azione illegale fanno di James “Big Jim” Keene un uomo eroso dai rimorsi.
Le sue scelte sbagliate, infatti, hanno arrecato gravi danni alla psiche di Jimmy che, spinto dal desiderio di essere accettato e considerato dal padre, ha deciso di intraprendere una carriera criminale.
In una commovente telefonata padre e figlio parlano senza in realtà dirsi nulla. Questo dialogo è l’emblema della loro relazione, fatta di silenzi, rancori e un affetto sempre celato e mai dimostrato.
Sebbene Big Jim sia stato un pessimo padre (come da lui stesso ammesso), Jimmy vuole tentare il tutto e per tutto per trovare la sua redenzione, guadagnarsi la libertà e provare a ricucire il rapporto con il padre morente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Comparto tecnico
  • Paul Walter Hauser magistrale
  • La faccia da schiaffi di Taron Egerton
  • Le musiche dei Mogwai
  • La caratterizzazione dei personaggi
  • Una lentezza di fondo che non fa decollare totalmente la trama, ma i thumbs up compensano il tutto

 

Con il secondo episodio Black Bird conferma la buona qualità generale della serie. Una lentezza generale, già palesatasi nella prima puntata, appesantiscono la visione, ma l’ottimo comparto tecnico e il favoloso Paul Walter Hauser garantiscono alla miniserie la fiducia dello spettatore.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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