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Criminal Record 1×06 – BeehiveTEMPO DI LETTURA 3 min

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Criminal Record 1x06 recensioneÈ con un’immagine ben precisa che “Beehive” si apre: api ronzanti che si agitano nell’arnia di Tony Gilfoyle. L’ex agente spiega il motivo del ronzio acuto e interpreta il loro comportamento come una lotta in corso tra la vecchia ape regina e la nuova pretendente al comando che si scontrano in una lotta all’ultimo sangue. La risoluzione ci sarà in un solo modo: la morte di una delle due.
Questo concetto, ampiamente comprensibile anche ai meno attenti, è sottolineato dalla sigla che parte immediatamente al termine della scena, venendo quindi separata, come una sorta di prologo o introduzione, dal resto dell’episodio. E proprio su questo punto si concentrerà la narrazione.

TRA CRESCITA E INVOLUZIONE


L’evoluzione professionale di June Lanker (Cush Jumbo) prosegue e insieme accresce la sua sicurezza mentre, come contraltare, l’ispettore capo Daniel Hegarty (Peter Capaldi) subisce un’involuzione. Infatti, se da una parte June Lanker è determinata e prosegue imperterrita nell’indagine per liberare Errol Mathis dal carcere, conquistando anche importanti informazioni, dall’altra Daniel Hegarty cade nel baratro.
Fino a questo momento la figura dell’ispettore capo Daniel Hegarty è stata quasi inavvicinabile. Dall’alto della sua posizione di comando aveva dettato le regole, almeno fino al precedente episodio, e spinto June Lanker oltre il limite. Ora il suo mondo comincia a crollare. Il castello di carte del caso Errol Mathis che ha costruito negli anni, subisce l’azione delle folate di vento di June e parallelamente il rapporto con la figlia Lisa, già di per sé problematico, viene portato a un punto di rottura.
Dal canto suo June Lanker non riesce a mantenere saldo il rapporto con il marito, gravemente compromesso in partenza dalla visione della sergente che vede il suo mondo attraverso il filtro della sua condizione di donna nera. In questo episodio si può apprezzare la specularità dei percorsi opposti di June e Hegarty, tra crescita e involuzione professionale e sfaldamento di ogni rapporto interpersonale, in completa caduta libera dal punto di vista emozionale.

RAZZISMO IN GRAN BRETAGNA


Come accennato nelle precedenti recensioni, il tema del razzismo trova ampio spazio in Criminal Record: gli autori danno un’immagine il più possibile limpida dei sentimenti provati da June Lanker verso questo tema. Si tratta di una visione ancor più pessimistica data dal suo essere parte di una seconda minoranza, ovvero quella femminile. La donna nera è infatti ancor di più oggetto di vessazioni e l’accusa di bullismo mossale nel precedente episodio ne è la dimostrazione più lampante.
Ma June Lanker non si limita a essere una donna nera: è anche una madre, una serva della giustizia e una sergente determinata ad arrivare al fondo della verità. Tutto questo non può non spaventare chi le gravita intorno, sia che si tratti dell’ispettore capo Daniel Hegarty, ormai nemico dichiarato, sia che si tratti di una collega che nutre, neanche troppo segretamente, invidia per i suoi successi. Il quadro che ne emerge è quello di una figura complessa che racchiude in sé così tante qualità da non riuscire a inserirsi in un mondo marcio e corrotto come quello rappresentato in Criminal Record.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’akmé della tensione conflittuale tra June Lanker e Daniel Hegarty
  • L’evoluzione professionale di June Lanker contrapposta ai suoi rapporti interpersonali in caduta libera
  • La perdita del controllo da parte di Daniel Hegarty
  • Nulla di particolare da segnalare

 

L’akmè della tensione conflittuale tra June Lanker e Daniel Hegarty è raggiunta e la soluzione è sempre più vicina. Con il cliffhanger di “Beehive” gli autori mettono il piede sull’acceleratore e spingono direttamente verso lo scioglimento finale degli ultimi due episodi della stagione.

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La notte sognivaga passeggia nel cielo ed il gufo, che mai dice il vero, sussurra che sono in me draghi ch'infuocano approdi reali e assassini seriali, vaghi accenti d'odio feroce verso chiunque abbia una voce e un respiro di psicosfera che rende la mia indole quanto mai nera. Però sono simpatica, a volte.

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