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DC’s Legends Of Tomorrow 7×06 – Deus Ex LatrinaTEMPO DI LETTURA 3 min

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DC's Legends Of Tomorrow 7x06 recensioneCon questo episodio DC’s Legends Of Tomorrow pone un bel muro fra il “prima” e il “dopo” di questa settima stagione.
Una puntata decisamente strana, a tratti altalenante fra l’abisso della noia e l’euforia dovuta principalmente al contesto storico scelto (che rimanda a serie tv di ben più alta caratura) e ad alcune scelte di plot twist che rimandano a capolavori del cinema. Un’altalena di emozioni che da un lato potrebbe piacere ma dall’altro enfatizza dei chiari problemi di struttura dietro l’intera stagione.

“Dignity is overrated.”

2001: ODISSEA NELLA WAVERIDER


Uno di questi è senza dubbio 2001: Odissea Nello Spazio. Il capolavoro di Stanley Kubrick viene qui parodiato nella storyline riguardante Bishop (l’ottimo Raffi Barsoumian) ed i retroscena che hanno portato alla distruzione della “prima” Waverider, qui finalmente svelati. Il design ed il tono di voce freddo della “Evil Gideon” richiamano infatti ad HAL 9000, così come la fine che fa la “Time Mistress” Ava che ricalca esattamente quello dell’astronauta Poole.
Un omaggio riconoscibile e apprezzabile per una delle storyline migliori mai mostrate.
Questa ha senza dubbio il merito di svelare finalmente i retroscena di quanto visto finora, oltre al fatto che rende ancora più complesso e sfaccettato il “villain” Bishop (anche se da ora in poi l’unica vera villainess è, per l’appunto, Evil Gideon) fino a farlo diventare, nel cliffhanger finale, una possibile new entry nel Team-Leggende.
Anche se rimane un po’ dubbia la scelta di condensare tutto questo in un unico episodio, rendendo di fatto la puntata un immenso episodio di raccordo utile solo per questo scopo.

CHERNOBYL 1986


Anche perché, di fatto, il resto della puntata è quanto di più “statico” ci possa essere, con le Leggende alle prese con un ennesimo impasse emotivo da risolvere.
Dopo il fortunoso viaggio nel tempo, grazie alla “nuova macchina” realizzata dal dottor Gwyn Davies, infatti, ci si trova di nuovo bloccati in un misterioso periodo storico, senza sapere come andare avanti e, per di più, in totale preda di deliri ormonali.
Inoltre il dottore rappresenta, come background e motivazioni personali (e grazie anche alla solita straordinaria interpretazione di Matt Ryan), l’unico character degno di nota. Per il resto ci sono i soliti personaggi, regrediti a parodie di loro stessi, e nuovi che non fanno che ricalcare le orme dei precedenti (l’accoppiata Gary-Gideon era quotata 1 a 100 alla SNAI). Tutto questo in uno scenario storico (la Chernobyl del 1986) che avrebbe potuto meritare molto di più.

ANOMALIE QUESTE SCONOSCIUTE


Ed in effetti il vero difetto (non solo dell’episodio, ma di tutta la stagione) è questo continuo dimenticarsi del focus centrale di tutto: le anomalie temporali. Un problema che era stato già evidenziato in “Speakeasy Does It” e che qui torna prepotentemente alla ribalta.
Il Team-Leggende pare più preoccupato di tornare nella propria realtà e inseguire i relativi problemi sentimentali piuttosto che correggere le anomalie causate da loro stessi. Il che paradossalmente fa apparire Evil Gideon come l’unica vera “eroina” della serie per cui lo spettatore dovrebbe parteggiare.
Così, mentre le Leggende cercano rovinosamente di fuggire dalla catastrofe di Chernobyl (anche se non si capisce se alla fine questa sia stata sventata o meno, il che sarebbe comunque un’anomalia), la “nuova Waverider” giunge nel luogo del delitto per risolvere (con un Gorbacëv-robot?) la situazione.
C’è da sperare che l’unione fra Bishop e il Team-Leggende serva, almeno da questo punto di vista, a riportare tutto sui soliti binari. E magari regalare un po’ più di brio allo show!

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Storyline di Bishop e riferimenti a 2001: Odissea Nello Spazio
  • Il solito Matt Ryan…
  • …tutto il resto del Team-Leggende
  • Puntata estremamente dialogica
  • Anomalie non risolte (Chernobyl esplode o no?)

 

Episodio altalenante. Da un lato necessario perché svela finalmente alcuni importanti retroscena facendo da trait d’union fra “prima” e “dopo”. Dall’altro tutto quanto poteva tranquillamente essere più diluito e la sensazione di star guardando un normale episodio di raccordo fa fatica ad andare via.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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