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Fear The Walking Dead 6×12 – In DreamsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Fear The Walking Dead 6x12 Recensione

Comunicazione di servizio

Fear The Walking Dead è una serie nelle cui recensioni scatta da sempre l’inevitabile paragone con la sua serie madre. Questo particolare (e la serie di commenti probabilmente ripetitivi che caratterizzano il resto delle recensioni) ha spinto la redazione di RecenSerie ad un nuovo sistema di stesura. Lo sparuto team di superstiti che ancora persevera nel recensire suddetta serie svolgerà un lavoro cooperativo. I lettori avranno modo di seguire un’interazione spesso negata dalla scrittura distaccata delle restanti recensioni. I tre recensori (Martin, Fabrizio, e Valerio) interagiranno tra loro, instaurando una dialettica che, con la forma del dialogo (anzi, del trialogo), punterà a commentare questa sesta stagione di Fear The Walking Dead. Ogni settimana uno dei tre recensori assumerà il ruolo di “intervistatore” stuzzicando gli altri due con tematiche e punti di interesse individuati durante la visione.

DOMANDE SCONCERTATE


Valerio: Siamo al delirio?

Fabrizio: Senza dubbio l’episodio più delirante di Fear The Walking Dead. Non c’è nessuna ragione razionale per la quale una serie dovrebbe buttare nella mischia, così a caso, un episodio del genere, però ho apprezzato Morgan Freeman nel ruolo di Morgan.

Martin: Cosa diavolo ho appena visto???!!!???!!!

Valerio: Avete apprezzato l’atmosfera onirica e metafisica o avete solo provato dell’imbarazzo?

Fabrizio: Per tutto il tempo mi sono trovato piuttosto a disagio. E non quel disagio che provi mentre stai guardando un film di Lynch, quell’altro disagio, quello che provi mentre guardi roba tipo The Lady. Senza dubbio voto per l’imbarazzo.

Martin: Ho solo provato molto imbarazzo. Riconsidererò il luogo della visione dei prossimi episodi, luogo che potrebbe essere molto più simile ad un bagno piuttosto che ad un salotto.

ALTRE DOMANDE PERPLESSE


Valerio: Come trovate la scelta della perdita del figlio di Grace? Verosimile (quindi apprezzabile) viste le difficili condizioni generali, oppure una perdita di tempo clamorosa?

Fabrizio: A mio avviso, dopo essermi subìto sto pippone tra sogno e realtà per quaranta minuti, la perdita del figlio rende il tutto un po’ inutile. La scelta in sé è sicuramente apprezzabile, soprattutto dopo che Morgan consegna la chiave in cambio delle speranze di Grace, ma considerato tutto ciò che è avvenuto prima, decisamente perdita di tempo clamorosa.

Martin: Premettendo che se fossi al loro posto, nel mezzo di un’apocalisse zombie e senza fissa dimora, l’idea di avere un figlio è pura follia, ritengo molto sterili i tentativi di dare un senso a tutti i personaggi. Semplicemente non si sa cosa fargli fare e quindi farla rimanere incinta sarà d’ora in avanti la caratteristica di questo personaggio. Esemplificazione dell’ottima sceneggiatura della serie.

Valerio: Quanto ce ne frega di quella chiave e quanto sarebbe stato meglio soffermarsi un po’ di più sui villain, prima di mettere in scena sto caos allucinogeno?

Fabrizio: È incredibile quanto gli autori di Fear ci tengano a perdere tempo mettendo in scena puntate del genere quando invece potrebbero usare il minutaggio a disposizione per regalare al pubblico un po’ di gore o quantomeno un po’ di progressione narrativa. La chiave sicuramente è una cosa curiosa, più che altro considerando l’utilità che di solito potrebbe avere questo oggetto in un mondo post apocalittico, dove puoi letteralmente distruggere qualsiasi cosa senza problemi, però ancora una volta il problema è il contesto in cui essa è inserita, appena accennato e trattato molto superficialmente.

Martin: Non me ne frega nè della chiave, nè dei villain a questo punto.

ULTIME DOMANDE


Valerio: Quanto è poco nuova la trovata narrativa dell’oscillazione tra due differenti realtà? E quanto è fuori contesto in un survival horror?

Fabrizio: Anche perché è chiaro fin da subito che si tratti di un sogno, quindi non c’è nemmeno quel momento dove lo spettatore non capisce se si tratta di realtà o finzione. Fuori luogo e, di nuovo, gestita malissimo.

Martin: Dico solo che, in confronto, la puntata precedente andrebbe incorniciata come capolavoro.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Comunque un qualcosa di diverso dal solito
  • La scelta finale potrebbe avere un suo perché
  • La poca convinzione con cui sono stati scritti i thumbs up
  • Continui focus a caso sui tantissimi personaggi disseminati nelle ultime stagioni
  • Altri villain usa e getta

 

Fear sembra sempre di più, ma ormai da tantissimo tempo, un qualcosa che si contraddistingue per la sua discontinuità, per il tentativo di creare situazioni ricercate in realtà viste e riviste e per la capacità di sfornare villain approfonditi malissimo. In questo scenario una situazione metafisica e onirica fa solo sbadigliare.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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