The Witcher 3×08 – The Cost Of ChaosTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione The Witcher 3x08Questi ultimi tre episodi di The Witcher sono stati caratterizzati da una certa ansia di voler concludere tutto il percorso di formazione dei vari personaggi.
Una discontinuità molto netta rispetto alla precedente Parte 1, tanto che le due metà di questa terza stagione sembrano veramente due stagioni distinte.
Se la prima parte, infatti, appariva fin troppo lenta e piena di intrighi e introduzioni di numerosi troppi personaggi, già  “Everybody Has A Plan ‘Til They Get Punched In The Face” dava una bella sferzata con un plot twist che ha stravolto completamente la trama orizzontale.
I successivi due episodi (fra cui questo) nono sono stati altro che un approfondire le conseguenze del “dopo-Aretuza” dal punto di vista dei personaggi principali. Così, dopo un episodio quasi interamente mono-tematico su Ciri, ecco che “The Cost Of The Chaos” chiude anche questo cerchio e questo ennesimo percorso di formazione per Geralt e alleati vari.

NUOVI E VECCHI CHARACTER


Come ogni season finale che si rispetti, ovviamente, per ogni storyline che si chiude ecco spuntarne fuori altrettante. Lo spettatore vede qui dire addio a re Vezemir (non una grossa perdita e uno dei villain più macchiettistici mai visti), la cui morte conferisce di nuovo potere alla coppia Dijkstra-Philippa, rimasta finora un po’ sottotono in questa stagione, e offre un plot twist inaspettato al character di Radovid che qui diventa la vera “vittima” di tutti i complotti. Un elemento che potrebbe offrire buoni spunti per la prossima stagione per far empatizzare ancora di più lo spettatore con il character (che finora è mancata sempre anche quella).
Un’altra perdita importante è quella di Tissaia, altro character storico la cui scena della morte rimane sicuramente impressa nella mente dello spettatore.
Per dei personaggi che se ne vanno, per fortuna ne vengono analizzati e/o migliorati altri. A partire dalla nuova “compagna d’avventure” di Geralt e Ranuncolo: Milva (Meng’er Zhang, già vista in Shang-Chi E La Leggenda Dei Dieci Anelli), l’elemento mancante all’interno del trio, audace e auto-ironica al punto giusto per tenere testa alle frecciatine degli altri due. Ma soprattutto sarà da vedere che ruolo svolgerà la Fake-Ciri, già incoronata imperatrice grazie agli intrighi di Vilgefortz, ma consapevole di non essere la vera Cirilla
Anche in questo caso l’episodio rilascia dunque un finale più che aperto che mostra già però alcune storylines interessanti per una futura quarta stagione.

CIRI/FALKA


Per quanto riguarda invece i tre protagonisti principali, la puntata lascia un po’ di amaro in bocca, in maniera comunque coerente con tutta la stagione.
Yennefer, dopo le esequie di Tessaia, viene di fatto liquidata dagli autori che riservano per lei una semplice scena-filler dove guarisce Geralt (peraltro come abbia saputo dove fosse rimane uno dei tanti buchi di trama dell’episodio) per poi fungere da narratrice finale tramite le ormai famose lettere, di fatto andando a costruire una storyline a parte che rimane però sempre in secondo piano. Di fatto un’uscita di scena molto sottotono e poco rispettosa del personaggio stesso che già in tutta questa terza stagione ha subito una vera e propria involuzione rispetto a quanto visto nelle passate stagioni.
Geralt invece compie l’ennesimo percorso di formazione (ormai una costante anche questa di tutte le stagioni di The Witcher) che fa della sua “disabilità” il proprio punto di forza. Una parentesi certamente interessante, ma tremendamente statica e fin troppo dialogica, il tutto in un episodio dove, ancora una volta, i discorsi retorici e gli spiegoni abbondano fin troppo.
Unica a salvare lo show (ovviamente in una scena molto bella ma risicata negli ultimi minuti) è Ciri, anch’essa protagonista di un salto evolutivo non da poco che conclude degnamente quanto visto nell’episodio precedente e le fa assumere una nuova identità (Falka, in onore della sua antenata) che promette già faville in vista della quarta stagione.

CONCLUSIONI


Date queste premesse non si può certo dire che “The Cost Of The Chaos” sia una puntata noiosa.
L’episodio serve soprattutto per lanciare l’amo in vista della prossima stagione. Peccato che arrivi dopo una lunga stagione composta da episodi che si sarebbero potuti tranquillamente accorciare come minutaggio (e anche qui, come già detto, non mancano le sequenze puramente dialogiche e inutili). La puntata risulta inoltre succube della fretta nel voler chiudere frettolosamente tutto il percorso di formazione dei protagonisti (con alcuni buchi di trama che si sarebbero potuti tranquillamente evitare) risultando così un semplice “prologo” a quello che avverrà dopo. Una mossa non del tutto corretta nei confronti dello spettatore che avrebbe voluto un quid più deciso, da parte degli autori, al termine di questi 8 episodi.
Il cliffhanger finale rilascia comunque molto hype per quanto avverrà dopo, e sarà molto interessante, a questo punto, vedere come avverrà il re-casting di Henry Cavill con il già annunciato Liam Hermsworth pronto a prenderne il testimone come Geralt di Rivia.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Battaglia alla locanda e Rinascita di Ciri
  • Scena finale e nuovo trio Geralt-Ranuncolo-Milva
  • L’incoronazione della fake-Ciri
  • Uccisione di Vezemir
  • Alcune scene dialogiche erano decisamente da tagliare
  • Yennefer e la morte di Tissaia
  • Finale sempre un po’ simile a tutti gli altri

 

Giunti al termine di questa terza stagione, i tre protagonisti si riconfermano cresciuti e pronti per quella che dovrebbe essere la battaglia finale, facendo riacquistare brio a tutto lo show. Il tutto però viene allungato fin troppo da dialoghi retorici e fin troppe scene inutili.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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