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House Of The Dragon 1×09 – The Green CouncilTEMPO DI LETTURA 4 min

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House Of The Dragon 1x09 recensioneCon una sottile inquietudine dovuta a svariate aspettative, ci si è approcciati a questo nono episodio. L’esperienza di Game Of Thrones rende assolutamente non banale il pre-season finale, punto di volta di tutte le trame tessute nell’arco dei precedenti episodi.
Momento cruciale nel corso degli eventi, la nona puntata ha sempre rappresentato la scossa che il continuo gioco fatto di intrighi e tensioni provocava, con svolte inaspettate o con epiche battaglie. Ma quello era il gioco dei troni dove, per citare Cersei, o vinci o muori. Gioco dei troni presentato in un contesto frastagliato, instabile, pieno di tensioni e pieno di campane che suonano.
House Of The Dragon racconta altro: racconta sì intrighi di palazzo e faide familiari, ma il tutto nascosto da un velo di stabilità e prosperità. I panni sporchi si lavano in famiglia, letteralmente, quindi qualsiasi tensione o avvenimento è nascosto da una facciata di armonia.
Quello che viene narrato è il regno dei Targaryen nel suo splendore e il nono episodio non poteva stravolgere troppo le cose. Pur all’interno di una svolta epocale per i Sette Regni e per lo show.

LA MORTE DI VISERYS


Si può dire che Re Viserys muore tra i titoli di coda del precedente episodio e i titoli di testa di questo. In coerenza con quanto affermato nell’introduzione, un evento così importante avviene in linea con il diverso presupposto che lo show fornisce. Viserys muore per questioni di salute, nessuno lo avvelena o lo fa saltare in aria. House Of The Dragon conferma lo status di incidentalità e di un naturale evolversi degli eventi estraneo al mondo di GOT.
La successione al trono è questione dibattuta dall’inizio della stagione, tuttavia in questo episodio avviene un rapido capovolgimento di fronte dovuto proprio alla fatalità di un evento avvenuto per circostanze naturali. Le ultime deliranti parole del Re suggeriscono (o più che altro aprono ad una libera interpretazione) un rapido cambio per l’erede al trono e sarà questo, inevitabilmente, il motore per nuove trame e nuovi eventi. Il tutto sempre con una patina di naturalezza: non eventi che precipitano, bensì ordinaria amministrazione all’interno sia di una famiglia numerosa e complessa, sia all’interno della corte.

AEGON


Bisogna ammettere che per chi non bazzica particolarmente il mondo di George Martin non è semplicissimo districarsi tra i vari figli di Viserys e Alicent, mischiati tra l’altro con quelli di Rhaenyra. Si capisce abbastanza bene che Aegon è un Joffrey ante litteram, forse vagamente più consapevole dei suoi limiti e di quelle che saranno le sue responsabilità.
La sua è una presenza-assenza determinante nel corso dell’episodio, in quanto effettivo centro della narrazione. Aegon viene ritrovato nascosto in preda ai vizi, mischiato con quella popolazione che in questo spin-off viene mostrata in maniera più approfondita rispetto a Game Of Thrones.
Vacillando all’inizio, temendo la folla, forse anche in dopo sbronza, il nuovo Re trova coraggio e si esalta per un intero mondo pronto a inchinarsi ai suoi piedi. Esattamente come secoli dopo capiterà ai giovani Lannister, il giovane sovrano dimostra da subito di essere la pedina di un gioco più grande.

I DRAGHI E LA PRESENZA/ASSENZA DI RHAENYRA E DAEMON


Il colpo di scena da nono episodio alla fine è rappresentato dal fatto che non c’è un colpo di scena. Il disastro annunciato durante l’incoronazione (chiunque avrà pensato al peggio in qualunque momento) si verifica effettivamente, ma solo con un monito. Un monito vistoso, ingombrante e rumoroso, ma pur sempre un monito. L’anziana e saggia (?) cugina del Re Viserys ricorda alla nuova stirpe di sovrani che il loro potere è appeso ad un filo, che anche lei ha dei draghi e che non le è piaciuto granché come si sono comportati a corte. Un modo per dire anche agli spettatori che il bello dovrà venire a breve, spostando stravolgimenti di trama e momenti decisivi solo nel season finale.
E a proposito di presenza-assenza, ingombrantissima è l’assenza di nipote-zio/moglie-marito, ovvero Rhaenyra e Daemon. La loro assenza forse può essere considerata un neo dell’episodio, ma il fatto che pesi così tanto e che la loro presenza incomba è testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dagli interpreti. Alzi la mano chi si aspettava uno dei due in groppa al drago pronto a spaccare tutto durante l’incoronazione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La morte di Viserys quasi off-screen
  • La ricerca di Aegon
  • Il finale di episodio e la promessa che tante cose sono destinate ad accadere
  • Alicent personaggio sempre più carismatico
  • Autoerotismo in stanze regali
  • Aspettative da nono episodio parzialmente deluse
  • Assenza di Rhaenyra e Daemon

 

Sarebbe forse stato troppo scontato inserire un colpo di scena, un risvolto violento o un’epica sequenza in questo nono episodio solo perché in precedenza si era abituati così. Smaltita la delusione di pancia iniziale, ciò che rimane è la sensazione che il finale di stagione porterà con sé un capovolgimento di fronte inevitabile. Magari ci scapperà qualche morto illustre, i draghi sputeranno vero fuoco e comunque un po’ di malumore tra i protagonisti serpeggerà.

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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