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Lawmen: Bass Reeves 1×04 – Part IVTEMPO DI LETTURA 3 min

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Lawmen Bass Reeves 1x04 recensioneLawmen: Bass Reeves, che considerato il format del titolo potrebbe tranquillamente diventare una serie antologica, si presenta al pubblico con la sua quarta puntata (su otto), non riuscendo a convincere in toto.
Le precedenti puntate hanno svolto un ruolo prettamente introduttivo per quanto concerne la storia e i personaggi e questo quarto episodio aveva il compito di dare il là ad un minimo di trama orizzontale. Compito svolto in maniera insufficiente, a conti fatti.
I primi tre episodi, come si diceva, sono riusciti a raggiungere la sufficienza e superarla, complice un dispendio di energie narrative unilaterale: la necessità era gettare le basi della verticalità della storia, il background di Bass Reeves e le sue origini come “uomo di legge”.
Le crepe appaiono evidenti all’interno del prodotto quando la proceduralità della storia viene accantonata per lanciare un filo narrativo forse più complesso dei precedenti.
Lo spettatore si ritrova ad approcciarsi ad un episodio avendo la sensazione di guardare qualcosa completamente svincolata dal resto dello show, complice anche un salto temporale di due anni che sicuramente non semplifica il tutto.

PROBLEMI FAMIGLIARI IN VISTA PER BASS?


In soldoni, la puntata non si discosta dalle precedenti, fatta eccezione per gli ultimi minuti, mostrando Bass sempre all’opera per catturare criminali (aiutato da Billy Crow), riuscendoci tramite delle idee decisamente ben congeniate. Sullo sfondo viene mostrata anche la vita a casa di Bass dove la moglie Jennie prosegue con la propria quotidianità badando a casa e famiglia, mentre il marito è in missione.
Un aspetto, questo, che potrebbe portare nella vita di Bass alcuni screzi proprio con Jennie: l’assenza del marito pesa sicuramente, soprattutto considerato il periodo storico, ma bisognerà vedere l’atteggiamento della donna nei confronti di questo incarico lavorativo prestigioso conferito adesso al marito. Gli elementi per una possibile rottura, tuttavia, sembrano poterci essere tutti.

UNA STORIA… STATICA


Una puntata che si snoda tra saloon, stanze di un bordello, stalle, improbabili ranch, accampamenti in mezzo al nulla delle montagne dell’Arkansas: niente di nuovo, si sarebbe portati a pensare, ma anche la qualità della trama orizzontale sembra risentire della monotematicità delle singole sequenze. Lawmen: Bass Reeves non sarà una serie canonica dello Yellowstone-universe, ma purtroppo i paragoni con i vari spin-off dell’opera prima di Sheridan sono quasi scontati.
La differenza con 1883 e 1923 è abissale. Il primo, probabilmente, resterà inavvicinabile per parecchio a meno che Sheridan (incatenato ad un tavolo a scrivere sceneggiatura da parte della Paramount) non estragga il cosiddetto coniglio dal cilindro. Ma anche prendendo 1923 (che con Bass Reeves condivide il numero totale di episodi), la distanza nella qualità di scrittura è lapalissiana.
Insomma: questo show può e deve migliorare, ma resta il dubbio che optare per una trama orizzontale non possa giovare (come era lecito aspettarsi) al livello di intrattenimento dello show. Se il concetto alla base della serie, invece, dovesse diventare quello di raccontare piccole parentesi riguardanti personaggi di spicco della storia americana poco (o per nulla) noti, allora Lawmen potrebbe diventare un brand decisamente più interessante. E la proceduralità, da questo punto di vista, potrebbe essere una scelta giustificata. Ma c’è da fare una scelta ben definita al riguardo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Interesse suscitato dai personaggi e dalla storia in generale
  • L’idea di serie antologica non è da scartare
  • Puntata monotematica e con poca verve
  • Staticità narrativa
  • Sheridan da quando è costretto a scrivere senza sosta per la Paramount perde più spesso i colpi (si veda Mayor of Kingstown)
  • Gli avvenimenti a casa di Bass risultano poco utili se non per il semplice fatto di ricordare allo spettatore che anche lui ha una famiglia che lo aspetta
  • Billy Crow per ora è una macchietta

 

Lawmen: Bass Reeves incappa in una insufficienza dettata da un episodio appesantito da una staticità narrativa che ripete i consueti schemi già visti nei precedenti episodi tentando il colpo gobbo con una rapida sequenza-plot twist in chiusura di puntata. Sarà questo l’asso nella manica di Sheridan per rinvigorire le energie ad uno show apparentemente molto piatto?

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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